Contributi per genitori disoccupati o soli con figli disabili 2023

Contributi per genitori disoccupati o soli con figli disabili 2023


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Effettuati i pagamenti 2023 dei contributi per i genitori disoccupati o monoreddito con figli disabili a carico, si attende ora di sapere se gli stessi verranno confermati dalla Legge di Bilancio 2024.

L’INPS ha erogato nell’ultima tranche di agosto le prestazioni da minimo 150 a massimo 500 euro al mese. E, mentre sono stati completati i pagamenti delle scorse annualità, si attende di sapere per le prossime.

In questa guida spieghiamo nel dettaglio a chi spettano tali contributi, quali sono i requisiti per ottenerli e quali sono le ultime notizie riguardo alla loro possibile proroga e conferma nel 2024.

COSA SONO I CONTRIBUTI PER GENITORI DISOCCUPATI O MONOREDDITO CON FIGLI DISABILI 2023

I contributi per i genitori disoccupati o monoreddito sono delle elargizioni economiche fino a massimo a 500 euro al mese in favore, appunto, di genitori senza occupazione, soli o monoreddito con figli affetti da disabilità.

Istituita dalla Legge di Bilancio 2021, con risorse pari a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023, la misura è stata poi disciplinata dal Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 12 ottobre 2021, che chiarisce i criteri per l’individuazione dei destinatari e modalità di presentazione delle domande.

Per l’anno 2023 le domande di accesso ai contributi potevano essere presentate dal 1° febbraio 2023 fino al 31 marzo 2023, così come chiarito dall’INPS nel messaggio n. 422 del 27 gennaio 2023.

Come specificato poi dall’INPS con un messaggio interno, i pagamenti relativi agli anni 2021 e 2022 si sono conclusi. Successivamente, dal 28 giugno e fino al 7 agosto 2023, sono state pagate anche le mensilità del contributo da gennaio a luglio di quest’anno. Invece, non vi sono ancora notizie, né ipotesi di rinnovo della misura per il 2024. Vi terremo aggiornati, vediamo intanto come funzionano e a chi spettano.

A CHI SPETTANO I CONTRIBUTI

I destinatari dei contributi previsti dal Governo sono i genitori con figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60%. Sono considerati “figli a carico”, quelli che, non essendo economicamente indipendenti Proseguono a essere mantenuti dal proprio genitore. In particolare, per essere considerato a carico del genitore poi, un figlio deve avere:

  • un reddito non superiore a 4.000 euro fino a 24 anni;

  • non superiore a 2.840,51 euro se ha un’età maggiore di 24 anni.

I genitori per ottenere i contributi inoltre devono essere:

  • “disoccupati”. Per genitore disoccupato si intende la persona priva d’impiego oppure la persona il cui reddito da lavoro dipendente non superi le 8.145 euro all’anno o 4.800 euro annui da lavoro autonomo;

  • “monoreddito”. Per genitore monoreddito si intende un individuo che ricava tutto il proprio reddito esclusivamente dall’attività lavorativa, sia pure prestata a favore di una pluralità di datori di lavoro o che sia percettore di un trattamento pensionistico previdenziale. A tal fine non si tiene conto della percezione di eventuali altri trattamenti assistenziali. Si prescinde, in ogni caso, dall’eventuale proprietà della casa di abitazione;

  • “nuclei familiari monoparentali”. Si intendono cioè quei nuclei caratterizzati dalla presenza di uno solo dei genitori con uno o più figli con disabilità a carico;

  • con reddito da lavoro dipendente non superiore a 8.145 o 4.800 euro annui da lavoro autonomo.

I REQUISITI

Il Decreto specifica anche i requisiti di cui i genitori devono essere in possesso, ovvero:

  • essere residente in Italia;

  • disporre di un valore dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) in corso di validità non superiore a 3.000 euro;

  • essere disoccupato o monoreddito e facente parte di nucleo familiare monoparentale come indicato dal Decreto;

  • fare parte di un nucleo familiare, come definito ai fini ISEE, in cui siano presenti figli a carico aventi una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60%.

A QUANTO AMMONTANO I CONTRIBUTI FIGLI DISABILI

Il beneficio viene corrisposto dall’INPS, su domanda del genitore, con cadenza mensile, per un importo pari a 150 euro. Il riconoscimento parte dal mese di gennaio e per l’intera annualità.

Nel caso di ammissione al contributo, qualora il genitore abbia due o più figli a carico con una disabilità riconosciuta in misura non inferiore al 60%, l’importo riconosciuto sarà pari rispettivamente a 300 euro e a 500 euro mensili complessivi.

COME FUNZIONANO I CONTRIBUTI

L’INPS, una volta fatti i controlli dovuti sui requisiti e la veridicità delle dichiarazioni, eroga i contributi direttamente sul conto corrente degli aventi diritto.

Qualora le risorse non fossero sufficienti a esaurire le domande, si darà la priorità ai richiedenti con ISEE più basso. A seguire sarà data priorità in quest’ordine, ai richiedenti:

  • appartenenti a nuclei con figli con disabilità di grado grave;

  • con figli con disabilità di grado medio.

Il beneficio viene assegnato secondo i criteri individuati che costituiscono titolo di preferenza. Il contributo inoltre, non concorre alla formazione del reddito complessivo ai fini delle imposte sui redditi ed è cumulabile con il Reddito di Cittadinanza.

COME FARE DOMANDA PER I CONTRIBUTI PER GENITORI DISOCCUPATI O MONOREDDITO

La domanda per ottenere il beneficio doveva essere presentata annualmente dal genitore e corredata dalla dichiarazione del possesso dei requisiti in autocertificazione. Poteva essere presentata dal 1° febbraio al 31 marzo per ciascuno degli anni 2022 e 2023, esclusivamente in via telematica. Non vi sono, per ora, ipotesi di rinnovo per il 2024. La domanda andava inserita mediante una delle seguenti modalità previste dall’INPS, ovvero:


  • tramite il Contact Center INPS, telefonando da rete fissa al numero gratuito 803 164 oppure da rete mobile al numero 06 164 164;

  • rivolgendosi a Enti di patronato e intermediari INPS, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La domanda poteva essere presentata sul portale istituzionale INPS, nelle seguenti pagine:

  • per i cittadini la procedura è disponibile in questa pagina, accedendo al menu “Prestazioni e servizi” > “Servizi” > “Contributo genitori con figli con disabilità”;

Trasmessa la domanda e completata la protocollazione, risulta disponibile, nella sezione “Ricevute e provvedimenti” della medesima procedura, la ricevuta della domanda con l’indicazione del protocollo attribuito. L’INPS con il Messaggio n.471 del 31-01-2022 aveva chiarito quali documenti andavano allegati alle domande.

EROGAZIONE DEL BONUS

Come ha fatto sapere l’INPS con un messaggio interno, il n. 1527 del 28 aprile 2023, i pagamenti i bonus per gli anni 2021 e 2022 sono partiti solo quest’anno ma sono terminati entro giugno 2023.

Infatti, in un successivo messaggio interno, l’INPS ha chiarito che dal 28 giugno e fino al 7 agosto, sono state pagate anche le mensilità del contributo da gennaio a luglio relative al 2023. Ovvero:

  • la mensilità di gennaio 2023 è stata pagata a giugno 2023;

  • gli arretrati da febbraio a maggio 2023 sono stati pagati a luglio;

  • le mensilità di giugno e luglio 2023, il 7 agosto di quest’anno.

Nella sezione “ricevute e provvedimenti” nel dettaglio della domanda, accessibile dal MYINPS. Tali soggetti saranno comunque informati dell’esito dell’istruttoria e della disponibilità del provvedimento per il tramite di un sms o email. Gli esiti delle domande saranno, altresì, consultabili dalle sedi attraverso l’accesso alla procedura intranet.

Nello specifico, l’INPS riporta i diversi esiti dell’istruttoria, indicati nei provvedimenti:

  • accolta, in presenza di tutti i requisiti e pagata sulla base delle risorse disponibili;

  • respinta, in assenza di uno o più requisiti di accesso al beneficio;

  • decaduta, per il venir meno in corso di erogazione di uno o più requisiti;

  • revocata, per l’accertamento successivo della carenza di uno o più requisiti di accesso al beneficio;

  • sospesa, a seguito del ricovero temporaneo del figlio con disabilità in istituti di cura di lungodegenza o in altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica;

  • idonea non pagabile, quando, pur in presenza dei requisiti per l’accesso al contributo, non è possibile procedere con il pagamento per mancanza di disponibilità di risorse economiche stanziate o recuperate.

Per gli stati di domanda respinta, decaduta, revocata viene indicata la specifica motivazione.

CASI DI REVOCA O DECADENZA DEI CONTRIBUTI

Il riconoscimento dei contributi decade se si verifica il venir meno di uno dei requisiti o per le seguenti cause:

  • decesso del figlio;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento del figlio a terzi.

Nel caso di temporaneo ricovero del figlio con disabilità presso istituti di cura di lunga degenza o presso altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica, il beneficiario ha l’obbligo d’informare tempestivamente l’INPS che provvederà a sospendere l’erogazione del contributo per tutto il periodo di ricovero.

Il genitore ha l’obbligo di comunicare tempestivamente all’INPS l’eventuale verificarsi di una delle cause di decadenza. Nel caso in cui in esito a verifiche e controlli emerga il mancato possesso dei requisiti, il beneficio viene immediatamente revocato, ferma restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste dalla legislazione vigente.

RIFERIMENTI NORMATIVI E DI PRASSI

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Vi invitiamo a scoprire anche la disability card, nonché tutti gli aiuti disponibili nel 2023 che vi spieghiamo in questo focus. Vi proponiamo inoltre la nostra guida all’Assegno Unico figli disabili nonché l’approfondimento sugli aumenti assegno unico universale disabili, il focus sul Fondo dopo di noi e quello sui Bonus 2023 legati all’ISEE. Vi consigliamo infine di approfondire la guida sulle rinnovate modalità di richiesta dei permessi legge 104 e dei congedi straordinari per assistenza disabili.

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di Valeria C.
Giornalista, esperta di leggi, politica e lavoro pubblico.

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www.ticonsiglio.com è stato pubblicato il 2024-01-10 08:40:17 da Valeria Cozzolino


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