«Cosa possiamo fare per contrastare la mafia?»

«Cosa possiamo fare per contrastare la mafia?»


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«Cosa possiamo fare per contrastare la mafia?»

ISOLA DEL PIANO – Giornata quantomai intensa e particolare quella vissuta lo scorso 23 maggio a Isola del Piano, in provincia di Pesaro-Urbino, dove l’Upi Marche ha tenuto il proprio consiglio direttivo nel Villaggio della legalità. Data e luogo non casuali visto che ricorreva il 23esimo anniversario dalla strage di Capaci e il Villaggio è sorto su una ingente ex proprietà sequestrata a un mafioso diversi anni fa. Presenti anche alcune scuole pesaresi di ritorno da una vacanza-studio in Sicilia nei luoghi più colpiti e segnati dalla mafia.

Particolarmente interessante l’intervento del consigliere Riccardo Strano, il quale ha fatto notare quanto sia «bello essere qui oggi, in un luogo che non è solo simbolico, ma profondamente vivo. La Fattoria della Legalità dimostra che da un passato difficile può nascere un presente di impegno, legalità e responsabilità». Per questo «”Ricordare per non dimenticare” non è solo uno slogan: è una responsabilità condivisa. Ricordare non significa solo guardare al passato con commozione. Significa scegliere da che parte stare. Significa fare un passo concreto contro l’indifferenza, contro la rassegnazione, contro ogni forma di illegalità. Significa avere il coraggio di guardare, ascoltare, comprendere». Poi, rivolto agli alunni: «Voi oggi siete parte viva di questo racconto. Voi, studentesse e studenti del Liceo Mamiani e del Liceo Marconi di Pesaro, questo passo lo avete fatto. E lo avete fatto con coraggio, sensibilità e intelligenza. Siete stati nei luoghi segnati dalla mafia. Avete camminato là dove tanti hanno pagato con la vita il prezzo della giustizia. Penso ai giudici che non si sono piegati, agli uomini delle scorte che li hanno protetti fino all’ultimo respiro, ai giornalisti, ai cittadini comuni. Tanti hanno pagato con la vita il prezzo della giustizia. Ricordiamo chi ha perso la vita per difendere lo Stato, per dire no alla criminalità organizzata. E lo facciamo non con la retorica, ma con il vostro esempio. E voi non vi siete voltati dall’altra parte. Avete guardato, ascoltato, compreso» e «oggi ci restituite tutto questo con parole vostre: sincere, profonde, vere. Vi ho ascoltato leggere i brani del vostro diario e vi ringrazio. Quelle parole erano piene di emozione autentica, riflessione e maturità».

Anche perché «in ognuna delle vostre frasi si sentiva la voglia di capire, di cambiare. Con il vostro desiderio di essere cittadini liberi. Un grande grazie va anche alle vostre insegnanti, che vi hanno accompagnato in questo percorso con cura, passione e visione. Hanno fatto una buona semina. Anzi: una semina di grande valore. Non avete solo studiato la legalità: l’avete vissuta. E questo vale più di qualsiasi lezione frontale». A Strano ha particolarmente colpito una domanda: «Cosa possiamo fare, noi, per contrastare la mafia?”. Una domanda vera, coraggiosa. E la risposta che avete dato è forte e lucida. Non per qualcun altro, ma per ognuno di noi. Perché la mafia non si combatte solo con le leggi o con la repressione. Si combatte con la cultura, con la scuola, con l’esempio, con la coscienza. Consapevolezza, Rifiuto, Informazione, Comunicazione. Quattro parole che possono diventare un programma d’azione. Quattro parole che Upi Marche e le province delle Marche possono tradurre in azioni concrete: diffondendo campagne pubbliche, promuovendo incontri nelle scuole, collaborando con i media e sostenendo iniziative culturali».

Infine «come istituzioni, vi ascoltiamo e dobbiamo fare di più: dare spazio alle vostre parole, trasformarle in iniziative, strumenti, reti, occasioni. La vostra voce oggi non è solo importante: è necessaria. Avete ricordato le parole di Peppino Impastato: “La mafia uccide, il silenzio pure.” Oggi, grazie a voi, quel silenzio è stato rotto. Grazie ragazze e ragazzi. Grazie insegnanti. Andiamo avanti, con coraggio e responsabilità».

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-05-27 12:43:47 da


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