Cozy crime e giallo storico protagonisti al Festival del Giallo

Cozy crime e giallo storico protagonisti al Festival del Giallo


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di Susanna Daniele

PISTOIA – Fra i tanti sottogeneri della letteratura poliziesca, l’ultimo caso è quello del Cozy crime o giallo “confortevole”, caratterizzato da una trama che contiene elementi di leggerezza e una buona dose di humor.

Nei romanzi cozy crime non troviamo mai scene di sesso o di violenza; nessun assassinio è particolarmente efferato. L’indagine investigativa è condotta secondo regole meno rigide di quelle classiche e il detective è un investigatore occasionale che per caso si trova nel luogo dove è stato commesso un reato e grazie al suo intuito e alle sue capacità deduttive smaschera il colpevole. Volete avere un’idea di cozy crime del passato? Pensate a “La signora in giallo” di Jessica Fletcher che i non giovanissimi hanno visto per anni in TV.

In biblioteca San Giorgio, per il Festival del Giallo di Pistoia, il genere era rappresentato da tre scrittrici: Valeria Corciolani, Nora Venturini, Paola Varalli.

Un momento dell’incontro in Biblioteca San Giorgio dedicato ai linguaggi del giallo (foto di Sandro Nerucci)

Presente anche Fulvio Ervas, creatore del commissario Stucky, personaggio diventato popolare grazie allo sceneggiato su Rai 2. Nel suo ultimo romanzo, “Il tatuatore innamorato”, Stucky indaga nel mondo dei tatuatori, sullo sfondo di una Treviso notturna.

In chiusura di serata, Luca Crovi cita uno dei primi autori del giallo italiano negli anni Trenta, periodo nel quale vigevano le rigide regole del Minculpop per i giornalisti di nera e per gli scrittori di polizieschi. Si chiamava Augusto De Angelis e mori nel 1944 a causa delle percosse subite da una squadraccia fascista.

Al suo commissario De Vincenzi si sono ispirati tre celebri autori italiani contemporanei: Camilleri con il suo Montalbano, De Giovanni per il suo commissario Ricciardi e Lucarelli con il commissario De Luca. Nonostante tutto De Angelis riesce a raccontare l’ambiente, l’atmosfera che si respirava a Roma negli anni Trenta. Nel candelabro a sette fiamme racconta i crimini contro gli ebrei.

Crovi è poi passato a raccontare il suo metodo di raccolta di documentazione prima di impostare la trama dei suoi romanzi storici.

Hanno chiuso la serata una coppia di autori toscani molto conosciuti: Marco Vichi e Leonardo Gori, creatori rispettivamente del personaggio del commissario Bordelli e del maggiore dei Carabinieri e agente segreto Bruno Arcieri.

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www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-04-13 22:32:27 da Redazione


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