Cultura, il Pd: “L’amministrazione ha esternalizzato il patrimonio: ora mancano gli spazi per iniziative e associazioni”


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In un recente incontro pubblico sui problemi della città il gruppo tematico del circolo Pd Centro Nord ha affrontato tra gli altri anche il tema della cultura e avanzano come base di un confronto più ampio le seguenti proposte aperte.
“Nell’ambito del centro città si è raggiunto il culmine della politica di privatizzazione strisciante e di disincentivazione della partecipazione democratica che contraddistingue l’atteggiamento dell’attuale amministrazione anche sul tema culturale. Ci limitiamo a segnalare i punti maggiormente sensibili indicando le vie alternative che riteniamo vadano percorse la questione del “Centro Allende”. All’Allende si è toccato uno dei vertici della scelta di esternalizzazione del patrimonio culturale operata dal Comune. Alla convenzione in atto si è combinato un intervento sulla struttura del centro tale da variarne l’originaria destinazione d’uso. Nel passato, si è dimostrato come sia praticabile tener insieme l’intrattenimento estivo per un pubblico giovanile con la promozione di iniziative culturali e la preservazione di una funzione espositiva e convegnistica per l’inverno. Occorre tornare a quell’impianto, in prospettiva, sapendo che la convenzione dovrà avere il suo decorso, con la preoccupazione di non modificare l’animazione estiva, ma prevedendo una apposita programmazione pubblica”.

Emerge inoltre la questione degli spazi e l’impegno per la conquista di nuovi ambiti da dedicare a residenze e laboratori artistici. “Il discorso sul Centro Allende – Proseguono dal Pd – ci conduce ad affrontare una questione drammatica per il nostro tessuto culturale: la carenza di spazi per l’iniziativa. Occorrerà prevedere che in ambiti come l’Allende di nuovo rivisitato rispetto al presente, come la Mediateca, come il Camec e come l’Urban center si abbia la gratuità per la presentazione di libri e di mostre di autori locali. Oltre che alla “riconquista” di luoghi già in essere da parte del mondo artistico e culturale locale, occorre mobilitarsi per costruire alcune “vertenze” volte ad affidare alla partecipazione culturale locale nuove aree urbane. Si potrà così prospettare l’insediamento di attività laboratoriali e di residenza da collegare alla programmazione del Civico, del Dialma, del Camec…)”.

Proprio rispetto al centro”Dialma Ruggero”, i dem aggiungono: “Il centro è stato esternalizzato. Al netto dell’importante attività teatrale, si è perso il profilo del Dialma Ruggero come casa delle associazioni. Occorre recuperare questa funzione di centro giovanile, rivedendo l’impianto attuale e riportandone la programmazione sotto la mano comunale”.
“Nell’ambito della Mediateca Sergio Fregoso – concludono dal gruppo tematico “Centro città” del circolo Pd Centro Nord – si è toccato forse il punto più basso dell’incapacità di programmazione dell’attuale amministrazione. Con l’ultima giunta di centrosinistra si era nominato un comitato scientifico di alto profilo. Esso non è mai stato convocato. Se non piaceva quell’assetto se ne poteva mettere in campo un altro. Al momento la Mediateca è un “contenitore” privo di attività proprie. Si tratta di dar corpo ad appositi cicli di iniziativa (mostre, convegni, retrospettive) sul tema del cinema d’autore, della documentaristica, dell’audiovisivo, della valorizzazione dei fondi presenti (Taddei e Fregoso). In tal senso,occorre anzitutto ridotarsi di un comitato scientifico per una apposita programmazione”.

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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-07-29 12:57:54 da


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