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Savonese. Sono stati sempre di più, nel corso degli anni, gli spazi verdi che gli abitanti del savonese hanno visto scomparire sotto i loro occhi. Piccoli angoli di paradiso dove ancora era possibile evadere dal caos cittadino per ritrovare quiete e tranquillità e riscoprire un contatto più diretto con la natura.
Ma se è vero che la cementificazione rappresenta una delle piaghe principali del nostro tempo, è anche giusto sottolineare come si osservino anche esempi virtuosi di solida opposizione alla sostituzione degli alberi con palazzi, parcheggi e supermercati, nonché di fattivo recupero o intraprendente istituzione di aree incontaminate. Nell’estremo levante savonese un paio di angoli verdi incontaminati sopravvivono ancora alla “spinta industriale”.
Il primo di questi è costituito dal “Parco Zambellini” di Albisola Superiore. Dopo anni di abbandono, nel 2022 è stato recuperato, ripristinando la vasta area verde adiacente la Villa omonima. La sua collocazione strategica, vicinissima al centro abitato ma al tempo stesso decentrata in zona collinare, consente di rispondere all’esigenza dei cittadini di fruire di aree verdi che, oltre ad offrire benefici sul piano psicofisico, permettano di coltivare la socialità all’interno di un contesto sicuro.

Situato in via Carmo, lo spazio si costituisce di percorsi, panchine, staccionate, cartellonista apposita e una vista suggestiva, nonché di un sistema di illuminazione che permette di godere della zona verde anche in serata. Un’occasione unica per passeggiare nel verde, alla scoperta della macchia mediterranea, e per ammirare Albisola da un’inedita prospettiva dall’alto.
A Celle Ligure si trova, invece, una caratteristica pineta a picco sul mare, raggiungibile oltre che a piedi e in automobile, anche grazie ad un impianto a fune. La “Pineta Bottini” è l’ideale per chi, nelle calde giornate estive, cerca un po’ di refrigerio o per chi, invece, ha semplicemente piacere di ammirare il considerevole numero di alberi tipici della suggestiva macchia mediterranea, che il parco ospita. E’ dotata di comode panchine con vista mozzafiato, area picnic, giochi per bambini, servizi igienici senza barriere architettoniche e fontanelle.

Sono molte, inoltre, le specie di piccoli passeriformi che vi fanno scalo, attratte dalla folta copertura arborea e dalla possibilità di utilizzare un’area tranquilla ove riposarsi e rifocillarsi durante una tappa migratoria. A tal fine, importante è stata la messa a dimora di nidi artificiali, mangiatoie e bacheche informative, nell’intento di rendere i visitatori sempre più partecipi e coinvolti nella promozione della cultura ecologica. Dal 2017, la pineta si è infine arricchita con un’installazione di Land Art, ossia arte fatta di materiali naturali, che sta ottenendo molta attenzione da parte del pubblico e che stimola il dialogo e la riflessione sul tema della sostenibilità ambientale.
Parliamo infine non di un’area verde circoscritta, ma di un intero percorso: la passeggiata sul Lungomare Europa. Si tratta di un percorso di circa 4,5 km che si sviluppa lungo la costa e che collega la città di Varazze alla vicina Cogoleto. Denominata anche Parco Costiero dei Piani d’Invrea o Passeggiata Europa, fa parte del complesso del Parco Naturale Regionale del Beigua, riconosciuto “Global Geopark Unesco”. Il percorso, che occupa la sede dell’ex ferrovia Genova-Ventimiglia, si sviluppa in piano.
Procedendo a piedi o in bicicletta, si incontrano calette e piccole spiagge rocciose affacciate a picco sul mare; sul lato a monte, oltre ad alcune belle villette, si trova la tipica bassa vegetazione mediterranea, fatta da mimose e ginestre oltre che dai caratteristici pini marittimi, palme ed ulivi. Pannelli informativi disposti lungo il percorso consentono di conoscere le caratteristiche geologiche e faunistiche di questo territorio: diversi, infatti, sono i punti in cui è possibile identificare i vecchi livelli marini, spesso ben al di sopra di quelli attuali. Le rocce cambiano colore in base alla tipologia di minerali ferrosi in esse contenuti; muovendosi in direzione di Cogoleto, inoltre, si incontra la grotta Mizar, scolpita dall’erosione marina.

Nel tratto varazzino, ci si imbatte nell’aereo ponticello presso la Villa Araba, alla quale fa seguito il primo tratto del percorso, caratterizzato dalla presenza di rocce metamorfiche di color verde chiaro, della stessa tipologia dei vari manufatti presenti all’intorno (muretti di contenimento, massicciate e gallerie), tutti costruiti un tempo utilizzando il materiale esistente sul posto. Dopo poco più di un chilometro dalla partenza, si incontra la prima delle nove brevi gallerie che intervallano la passeggiata, alcune con le pareti ancora scurite dal transito dei treni e con l’apposito vano di sicurezza.
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L’articolo Dal Parco Zambellini alla Pineta cellese: a spasso per le aree verdi del levante savonese
www.ivg.it è stato pubblicato il 2024-12-29 10:03:13 da Sara Cannone

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