Dalla coesione sul “no” al Cpr alla frattura sul tema accoglienza: l’ex Anfi spacca il consiglio di Albenga

Dalla coesione sul “no” al Cpr alla frattura sul tema accoglienza: l’ex Anfi spacca il consiglio di Albenga


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Albenga. Dalla coesione sul “no” al Cpr alla frattura sull’accoglienza. È stata l’immigrazione, così come a livello nazionale, il tema dominante del consiglio comunale di Albenga dove, però, l’odg relativo al “no al Cpr” e la delibera sull’ex Anfi di Vadino hanno avuto due esiti diametralmente opposti. 

Se sul primo punto, alla fine, è arrivato il voto unanime, gli animi si sono letteralmente accesi sul secondo, con duri scontri, dovuti anche agli strascichi delle polemiche sulla convocazione del consiglio in piazza San Michele dello scorso 5 settembre. 

Tutto è partito dal documento, presentato dai consiglieri di minoranza Cristina Porro, Eraldo Ciangherotti, Diego Distilo e Roberto Tomatis, al fine di “impegnare sindaco e amministrazione a: ritirare immediatamente, e comunque entro fine ottobre, la disponibilità della sede ex Anfi; non concedere il prossimo aprile, con l’arrivo della stagione primaverile, la struttura per altri profughi in arrivo sul territorio nazionale”.

E ancora: “Avviare un processo di consultazione pubblica per coinvolgere i cittadini nella discussione sulla migliore soluzione per ospitare i profughi; eaminare attentamente le alternative disponibili per garantire l’accoglienza in un contesto adeguato e rispettoso dei diritti umani previo confronto in consiglio comunale”.

Quindi, la stessa Porro ha letto la lettera scritta da una cittadina di Vadino, anche a nome di altri residenti, esprimendo “preoccupazione per la presenza di persone richiedenti protezione internazionale a Vadino”. 

Ad aprire la discussione Emanuela Guerra: “Ci troviamo qui, un mese e mezzo dopo la figuraccia che avete fatto convocando su questo tema un consiglio comunale in piazza. Un tema che state cavalcato in modo strumentale: nei fatti tutto si è svolto e si sta svolgendo tranquillamente ed anzi molte persone stanno mostrando il loro cuore proprio nei confronti di questi giovani che scappano da guerre, torture, persecuzioni e povertà estrema. Si chiede di chiudere immediatamente il centro dimenticando probabilmente che non stiamo parlando di bidoni della spazzatura da spostare da una parte all’altra, ma di persone”.

A seguire, l’intervento del vicesindaco Alberto Passino: “La lettera è stata scritta prima ancora dell’arrivo dei primi profughi e rappresenta preoccupazioni superate dai fatti. Non si sono verificati disagi o disordini a Vadino, di che cosa stiamo parlando quindi? E dove sono le famose 500 firme raccolte su questo tema e mai pervenute a questo ente? In alcuni casi, dopo aver fatto una figuraccia, sarebbe più opportuno tacere invece che insistere”.

Tra le critiche mosse dalla minoranza anche “il mancato utilizzo della struttura ex Anfi per far fronte all’emergenza abitativa”. A replicare, l’assessore al Sociale Marta Gaia: “Si parla di bisogni di esseri umani. Non c’è un bisogno più meritevole rispetto ad un altro e se cerchiamo di dare risposte, come peraltro ci è stato chiesto, come a moltissimi altri comuni, dalla Prefettura e quindi dal Governo Meloni che non ha saputo gestire l’emergenza, non vuol dire che siamo manchevoli su altre necessità. Sottolineo solo che negli ultimi anni abbiamo aumentate le emergenze abitative sistemando 4 appartamenti ed entro dicembre realizzeremo la stazione di posta con posti letto in grado di accogliere persone senza fissa dimora”.

A questo punto, il consigliere Camilla Vio ha ricordato le parole pronunciate dal vescovo Borghetti (“non vedo la drammaticità, una presenza con carattere di transitorietà, sono 13 poveri disgraziati e questo fatto non produce nessun problema alla cittadinanza”), mentre il consigliere Giorgio Cangiano ha chiesto direttamente (ma senza esito) alla minoranza di “ritirare la delibera”. 

“Con le sue parole il vescovo è stato lungimirante. Ha parlato di pochi ragazzi che non hanno portato problemi, – ha affermato il sindaco Riccardo Tomatis. – Molte persone di Vadino si sono mostrate solidali e il parroco ha messo a disposizione dei ragazzi del centro un campetto da calcio. Di fronte a queste dimostrazioni penso che ci sia ancora speranza nel mondo”.

Ma gli interventi dei consiglieri di minoranza Diego Distilo ed Eraldo Ciangherotti hanno nuovamente accesso gli animi, dando vita ad uno scontro proprio con il primo cittadino. 

Ciangherotti ha definito il sindaco “codardo, arrogante e presuntuoso”. Parole rispedite al mittente dal primo cittadino: “Forse ha descritto se stesso, – ha dichiarato Tomatis. – Credo che a lui non interessino argomentazioni o spiegazioni, ma solo insultare. Certi insulti non mi toccano, noi preferiamo agire”.

A mandare su tutte le furie Distilo, invece, un passaggio del discorso del sindaco in cui è stato fatto un parallelo tra i migranti di oggi e i meridionali negli anni ’50-’60: “Paragone poco elegante e irrispettoso, – ha affermato Distilo, – L’emigrazione da parte dei meridionali verso il nord è avvenuta all’interno dello stesso stato, da persone che hanno la stessa cultura, religione e lingua, mentre oggi si parla di una situazione ben diversa. Il sindaco dovrebbe chiedere scusa e invito i cittadini di Albenga a non dimenticare le sue parole”.

La delibera presentata dalla minoranza è stata infine messa in votazione e bocciata dalla maggioranza, insieme al consigliere Riccardo Minucci. Gli altri punti all’ordine del giorno sono stati dati per letti e votati dalla maggiorana e da Minucci. 



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