JESI – Si sarebbe appostato sotto casa di lei e anche sotto casa dei familiari, per insultarli e minacciarli. Con la scusa che andava a prendere il figlio piccolo, di soli due anni, che la coppia aveva in comune, l’avrebbe tormentata per oltre un mese fino a quando la donna non lo ha denunciato. L’uomo, un foggiano di 33 anni, è finito a processo davanti alla giudice Paola Moscaroli, per stalking e lesioni. I fatti risalgono ad agosto scorso e la Procura ha chiesto il giudizio immediato per l’imputato, difeso dall’avvocato Davide Toccaceli. La vittima, 34 anni, jesina, è parte civile con l’avvocato Alessandro Sorana e la settimana scorsa è stata sentita in aula, dove ha ripercorso i fatti che l’hanno poi spinta a sporgere querela. “Vivevo nella paura” ha detto in tribunale. Poi ha raccontato gli episodi come quello di fine agosto, ai giardini pubblici di Jesi, dove le avrebbe urlato davanti a tutti “devi morire, non ti meriti questo bambino, sparisci dalla faccia della terra”.
Sempre in quel mese si sarebbe presentato sotto casa del padre di lei minacciando i suoi familiari. Poi l’avrebbe attesa sotto casa per minacciare di morte di lei. “Tanto a dicembre non ci arrivi, devi morire” le avrebbe detto. In una occasione avrebbe lanciato anche il passeggino del bambino contro il cancello dell’abitazione poi, tornando a riportare il figlio avrebbe preso a schiaffi la ex provocandole una lesione guaribile in 5 giorni. Il 33enne ha un divieto di avvicinamento alla donna. E’ stato sentito anche lui in tribunale ma nega i fatti. Sarebbe stato solo esasperato in quel periodo perché la ex non le avrebbe fatto vedere il figlio. L’udienza è stata aggiornata a giugno.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-24 21:03:40 da
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