“Esterno notte” e gli anni Settanta con Marco Bellocchio, Miguel Gotor, Pier Luigi Bersani

“Esterno notte” e gli anni Settanta con Marco Bellocchio, Miguel Gotor, Pier Luigi Bersani




Registrazione dell’incontro del 22 novembre 2022 di “Esterno notte” e la storia d’Italia degli anni Settanta con Marco Bellocchio e Miguel Gotor.
In seguito alla visione della miniserie televisiva “Esterno notte” (Rai 1, 14-15-17 novembre 2022 e su Raiplay) le studentesse e gli studenti dell’ultimo anno di corso della secondaria di II grado dialogano con il regista e il consulente storico del film. Coordina l’incontro Pier Luigi Bersani (Presidente Isrec Piacenza).
1° Capitolo
Della storia e della creatività artistica
Pier Luigi Bersani interroga Marco Bellocchio
2° Capitolo
Dell’attualità della vicenda Moro.
Pier Luigi Bersani interroga Miguel Gotor
3° Capitolo
Della fattualità storica e del valore della narrazione cinematografica
La V C “Galileo Ferraris” di Verona interroga Marco Bellocchio
4° Capitolo
Del cinema e del rispetto per la verità, i sentimenti, la libertà del regista.
La V H “Fermi” di Modena interroga Marco Bellocchio
5° Capitolo
Dell’eredità avvelenata della vicenda Moro nella politica italiana.
La V D “Aselli” di Cremona interroga Miguel Gotor e Pier Luigi Bersani
6° Capitolo
Dei poteri occulti e stranieri e della responsabilità politico-penale delle Brigate Rosse.
La V scientifico D “Elsa Morante” di Sassuolo, la V “Aristofane” di Roma, la V E “Gioia” Piacenza interrogano Marco Bellocchio e Miguel Gotor
Il valore del cinema d’arte per la formazione civile
Conclusioni di Pier Luigi Bersani
Hanno partecipato le classi:
5DIA, 5BAT, 5DIA, Itis Galilei di Arezzo
4A AFM, IIS A. Gioberti di Asti
5 G Ling., V B Scienze Applicate, Liceo Volta di Castel San Giovanni (Pc)
V A Amministrazione Finanza e Marketing, ITSET “Arturo Martini” di Castelfranco Veneto
III C, I C Don Dossetti di Cavriago (RE)
V B,Liceo Margherita di Castelvetrano di Chiaramonti (SS)
VA e V D Liceo, Liceo Scientifico Aselli di Cremona
Liceo Morandi Finale Emilia (Mo)
Liceo Touschek di Grottaferrata (Roma)
I.I.S. Buonarroti di Guspini (Medio Campidano – Sardegna)
Liceo Carlo Tenca di Milano
IV esc, V ES c, V ESF, Liceo Colombini di Piacenza
V Turistico E, V Grafica, III 2s, IV Turismo, I.I.S. Satta di Macomer (NU)
V L, V H, Itis Fermi di Modena
Istituto d’arte Venturi di Modena
V Istituto tecnico L. Mossa di Oristano
5H Indirizzo Informatico, ISII Marconi di Piacenza
V sc. D, V DL, V sc. E, V sc B, 5 sc. A Liceo Gioia di Piacenza
Liceo Cassinari di Piacenza
V A, Liceo Scientifico G. Marconi di Piacenza
V M, ISII Marconi di Piacenza
4Q, Liceo Scientifico Respighi di Piacenza
III L CA e III LCB, Istituto di Istruzione Superiore Blaise Pascal di Pomezia
III C, Croce Aleramo di Roma
V BL, Liceo Aristofane di Roma
V M, V B, Liceo Margherita di Castelvì (SS)
V AT, V BT, I.I.S. Elsa Morante di Sassuolo (MO)
ITCG Baggi di Sassuolo (MO)
V B, V C sc., Leonardo da Vinci di Terracina (LT)
5 B, ISS Michele Sanmicheli di Verona
5C, ITT Ferraris di Verona
Un ringraziamento per la collaborazione agli Istituti storici:
Istituto Nazionale “Ferruccio Parri” di Milano
Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea in Ravenna e provincia di Alfonsine
Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea in Valle d’Aosta di Aosta
Museo della Fine della Guerra di Como/Dongo
Istituto Storico della resistenza e dell’età contemporanea di Lucca
Istituto Storico Della Resistenza E Di Storia Contemporanea di Modena
Istasac – Sardegna di Nuoro
Irsifar Di Roma
Istoreco di Reggio Emilia
Istituto Veronese Resistenza ed Età contemporanea di Verona

source


10 Comments

  1. Ricordo vivamente questo fatto… perché come italiana…ora ottantenne, figlia di operai si dibatteva in famiglia ciò che avveniva in politica…si trattava della prima Repubblica con dei politici compreso Moro di grande rilievo…per me indimenticabili. Come poter dimenticare questo grande politico quale è stato Moro ! Rimane per me cercare di comprendere il perché di tanta ferocia nei suoi confronti ! Una morte che segnerà il nostro futuro
    ♥️🌹♥️

  2. Lo sto guardando su Raiplay e mi ha sorpreso, a distanza di tanti anni, che qualcuno abbia fatto un'opera cosi' corposa, che pero' mancava…. Sembra molto dettagliato ed e' sicuramente un "must have". Mi sarebbe piaciuto se fosse iniziato con la visita interrotta negli Usa, e Moro sconvolto che decide di tornare in Italia, perche' quello e' un punto cruciale di tutta la storia. Una incongruenza che ho trovato e' la scena del cinema, la polizia che entra per un controllo, dato che stavano cercando i br…. e chiedono il biglietto…. no…. casomai chiedevano i documenti…. l'ho trovato un errore abbastanza banale. La scena dell'agguato un po' troppo breve, considerato che era molto articolata. Anche gli studenti del suo corso all'università che esultano tutti insieme alla notizia del rapimento….mah…. era un professore amato dai suoi studenti, e' vero che ci fu' qualcuno che interruppe una lezione ma le simpatie estremiste non erano cosi' totali.

  3. RIFLESSIONI SU “ESTERNO NOTTE”

    La trama del film “Esterno notte” si riferisce alle dichiarazioni del brigatista Valerio

    Morucci, rivelatesi già da tempo in gran parte non credibili.

    Per una scelta consapevole e non per licenze artistiche, sono stati ignorati i fatti

    emersi nell’ultima commissione parlamentare di inchiesta “Moro 2” che svelano il

    coinvolgimento dei servizi segreti dei paesi comunisti nella tragica vicenda del rapimento

    dell’onorevole Moro, del suo assassinio e della strage dei 5 agenti della sua scorta.

    In “Esterno notte” la fine di Aldo Moro viene sostanzialmente attribuita al rifiuto della

    Democrazia Cristiana di trattare con i terroristi e per questo Moro avrebbe ritirato la propria

    appartenenza al partito di cui era presidente; inoltre, i dirigenti della DC vengono

    presentati come personaggi scadenti, che si occupavano solamente del potere.

    Tutto questo finisce paradossalmente per coincidere con la strategia delle Brigate

    Rosse che volevano non solo privare la Democrazia Cristiana della guida di un leader di

    grande levatura ma anche, eliminando la scorta nell’agguato di via Fani e risparmiando in

    un primo tempo Moro, avevano l’obiettivo di destabilizzare la DC creando un conflitto tra il

    partito ed il suo presidente, manipolando l’opinione pubblica con la diffusione dei

    comunicati del loro “tribunale del popolo” e dei messaggi del loro ostaggio.

    Le BR avevano deciso di eliminare Moro sin dall’inizio perché, contrariamente alla

    volontà del loro prigioniero, resero pubblica la sua richiesta di una trattativa riservata con

    lo Stato, sabotando così sul nascere la possibilità di un accordo e uccidendo l’ostaggio,

    resero impossibile una probabile riconciliazione con il suo partito e più plausibile l’accusa

    alla DC di aver abbandonato Moro al suo tragico destino.

    Le BR, con il terrorismo, volevano dimostrare concretamente alla base del PCI che la

    ‘rivoluzione proletaria’ si realizzava abbattendo il ‘nemico di classe’ (la DC) con la

    violenza, come insegna la dottrina marxista-leninista, e non con la via istituzionale

    compatibile con la costituzione repubblicana, perseguita dal PCI di Berlinguer con il

    ‘compromesso storico’.

    Gli episodi ignorati da “Esterno notte” riguardano quelli appurati dalla commissione

    parlamentare di inchiesta Moro 2, presieduta dall’on. Fioroni, come il ritrovamento

    dell’arma che ha ucciso Moro in un appartamento di proprietà della figlia di Giorgio

    Conforto, noto capo del K.G.B. (il servizio segreto sovietico) in Italia, il coinvolgimento

    della R.A.F. (le BR tedesche, create dalla S.T.A.S.I., la polizia segreta della Germania

    comunista) nell’organizzazione e nell’esecuzione della strage di via Fani, la presenza

    assidua dell’agente sovietico Sokolov negli ambienti frequentati da Moro (scomparso da

    Roma dopo la strage di via Fani e poi ricomparso in occasione dell’attentato a Giovanni

    Paolo II°), il tentativo di attribuire l’eliminazione del presidente DC agli Stati Uniti con una

    campagna di disinformazione organizzata dal KGB agli inizi degli anni ottanta

    (documentato dal rapporto Mitrokin).

    Un “filo rosso” unisce gli episodi dell’attentato a Berlinguer in Bulgaria nel 1973, il

    rapimento e l’uccisione di Moro nel 1978 e l’attentato a Giovanni Paolo II° nel maggio

    1981.

    Molti di coloro che nel passato hanno aderito alla dottrina politica del marxismoleninismo non hanno avuto la stessa onestà intellettuale di Rossana Rossanda che nelle

    Brigate Rosse riconosceva “l’album di famiglia” dell’ideologia comunista.

    Sostenere ideologie violente e antidemocratiche, pur senza macchiarsi di alcun reato,

    è comunque un atteggiamento negativo e sbagliato che suscita pensieri e sentimenti

    criminali: infatti, da un’indagine degli anni 70 del novecento, promossa dal generale Carlo

    dalla Chiesa, il novanta per cento dei brigatisti rossi era di provenienza borghese e

    benestante ed aveva aderito al terrorismo per convinzione ideologica e non per necessità

    economica.

    Ammettere i propri errori è un atto di onestà ed una dimostrazione di intelligenza.

  4. RIFLESSIONI SU “ESTERNO NOTTE”

    La trama del film “Esterno notte” si riferisce alle dichiarazioni del brigatista Valerio Morucci, rivelatesi già da tempo in gran parte non credibili.

    Per una scelta consapevole e non per licenze artistiche, sono stati ignorati i fatti emersi nell’ultima commissione parlamentare di inchiesta “Moro 2” che svelano il coinvolgimento dei servizi segreti dei paesi comunisti nella tragica vicenda del rapimento dell’onorevole Moro, del suo assassinio e della strage dei 5 agenti della sua scorta.

    In “Esterno notte” la fine di Aldo Moro viene sostanzialmente attribuita al rifiuto della Democrazia Cristiana di trattare con i terroristi e per questo Moro avrebbe ritirato la propria appartenenza al partito di cui era presidente; inoltre, i dirigenti della DC vengono presentati come personaggi scadenti, che si occupavano solamente del potere.

    Tutto questo finisce paradossalmente per coincidere con la strategia delle Brigate Rosse che volevano non solo privare la Democrazia Cristiana della guida di un leader di grande levatura ma anche, eliminando la scorta nell’agguato di via Fani e risparmiando in un primo tempo Moro, avevano l’obiettivo di destabilizzare la DC creando un conflitto tra il partito ed il suo presidente, manipolando l’opinione pubblica con la diffusione dei comunicati del loro “tribunale del popolo” e dei messaggi del loro ostaggio.

    Le BR avevano deciso di eliminare Moro sin dall’inizio perché, contrariamente alla volontà del loro prigioniero, resero pubblica la sua richiesta di una trattativa riservata con lo Stato, sabotando così sul nascere la possibilità di un accordo e uccidendo l’ostaggio, resero impossibile una probabile riconciliazione con il suo partito e più plausibile l’accusa alla DC di aver abbandonato Moro al suo tragico destino.

    Le BR, inoltre, con il terrorismo, volevano dimostrare concretamente alla base del PCI che la ‘rivoluzione proletaria’ si realizzava abbattendo il ‘nemico di classe’ (la DC) con la violenza, come insegna la dottrina marxista-leninista, e non con la via istituzionale compatibile con la costituzione repubblicana, perseguita dal PCI di Berlinguer con il ‘compromesso storico’; per questo il PCI di Berlinguer fu molto più determinato della DC e dello stesso governo a non voler trattare con le Brigate Rosse per non lasciare spazio politico alla strategia rivoluzionaria.

    Gli episodi ignorati da “Esterno notte” riguardano quelli appurati dalla commissione parlamentare di inchiesta Moro 2, presieduta dall’on. Fioroni, come il ritrovamento dell’arma che ha ucciso Moro in un appartamento di proprietà della figlia di Giorgio Conforto, noto capo del K.G.B. (il servizio segreto sovietico) in Italia, il coinvolgimento della R.A.F. (le BR tedesche, create dalla S.T.A.S.I., la polizia segreta della Germania comunista) nell’organizzazione e nell’esecuzione della strage di via Fani, la presenza assidua dell’agente sovietico Sokolov negli ambienti frequentati da Moro (scomparso da Roma dopo la strage di via Fani e poi ricomparso in occasione dell’attentato a Giovanni Paolo II°), il tentativo di attribuire l’eliminazione del presidente DC agli Stati Uniti con una campagna di disinformazione organizzata dal KGB agli inizi degli anni ottanta (documentato dal rapporto Mitrokin).

    Un “filo rosso” unisce gli episodi dell’attentato a Berlinguer in Bulgaria nel 1973, il rapimento e l’uccisione di Moro nel 1978 e l’attentato a Giovanni Paolo II° nel maggio 1981.

    Molti di coloro che nel passato hanno aderito alla dottrina politica del marxismo-leninismo non hanno avuto la stessa onestà intellettuale di Rossana Rossanda che nelle Brigate Rosse riconosceva “l’album di famiglia” dell’ideologia comunista.

    Sostenere ideologie violente e antidemocratiche, pur senza macchiarsi di alcun reato, è comunque un atteggiamento negativo e sbagliato che suscita pensieri e sentimenti criminali: infatti, da un’indagine degli anni 70 del novecento, promossa dal generale Carlo dalla Chiesa, il novanta per cento dei brigatisti rossi era di provenienza borghese e benestante ed aveva aderito al terrorismo per convinzione ideologica e non per necessità economica.

    Ammettere i propri errori è un atto di onestà ed una dimostrazione di intelligenza.

  5. sempre il solito vizio di base , dare per scontato che un eventuale esperienza di Governo tra i seguaci di Mosca e i seguaci del Vaticano conciliare avrebbe prodotto chissà quali miracoli, chissà quali riforme, chissà quale paese fantastico…ma per cortesia. Moro fu odiato e disprezzato dai compagni fino alle 9.10 del 16 marzo 1978, cinque minuti dopo era diventato una specie di martire…l'ipocrisia sinistra portata ai massimi livelli

  6. Bersani: "e da li' l'idea della fermezza, che era riferita a due cose, uno ricordiamoci sempre quando si dice fermezza che li' avevano ammazzato 5 uomini della scorta, attenzione bene che, si percepiva nell'aria, anche dentro corpi dello stato la sensazione che non si sarebbe digerita una cosa del genere, e dall'altra parte il tema democratico, il fatto che non attestandosi su una posizione di fermezza si potesse dare corso, non solo alla soggettivita' presente e attiva delle BR, ma a una situazione alla lunga difficilmente recuperabile sul piano democratico"
    Mi sembra una spiegazione fumosa, la sensazione e' che si temesse un colpo di stato militare piu' che l'insurrezione guidata dalle BR … magari risparmiateci ancora questi pipponi quando si e' trattato plausibilmente di "mors tua vita mea"