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Il Ministero del lavoro ha chiarito tutti i passaggi della fase transitoria del Reddito di Cittadinanza da agosto 2023 a dicembre 2023, prima della sua abolizione definitiva nel 2024.
Per molti, l’erogazione del Reddito di Cittadinanza si interrompe prima di dicembre 2023. L’INPS, con degli SMS ha infatti comunicato a chi tocca lo stop del Reddito di Cittadinanza da agosto a dicembre 2023.
In questa guida vi spieghiamo in modo chiaro e con esempi forniti dal Ministero come funziona la fase transitoria del Reddito di Cittadinanza da agosto a dicembre 2023.
COME FUNZIONA LA FASE TRANSITORIA REDDITO DI CITTADINANZA
La Legge di Bilancio 2023 ha stabilito che dal 1° gennaio 2024 il Reddito di cittadinanza sarà abolito. Come vi spieghiamo in questo approfondimento, nel 2023 la sua durata è di 12 mesi per famiglie con minori, persone con disabilità e persone di età pari o superiore ai 60 anni.
Per tutti gli altri il periodo di fruizione sarà di 7 mesi massimo e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2023.
Ciò vuol dire che molti, già da agosto 2023, non hanno più diritto al Reddito di Cittadinanza.
Il 28 luglio 2023, infatti, l’INPS aveva comunicato con un SMS diretto a 169.000 famiglie che per loro, a partire da agosto 2023, scatta lo stop al Reddito di Cittadinanza. Il messaggio è arrivato direttamente dall’INPS ai nuclei interessati. Messaggi simili sono arrivati anche ad agosto e a settembre 2023, per confermare lo stop a chi non ha più diritto al RdC.
Successivamente, con il Messaggio n. 2835 del 31-07-2023, l’INPS ha chiarito tutti i passaggi della fase transitoria. Attenzione perché la fase transitoria del Reddito di Cittadinanza si attiva in modo diverso a seconda dei casi. Vediamo insieme, passo dopo passo, come si snoda la misura in questi mesi di transizione.
LA PRESA IN CARICO DEI SERVIZI SOCIALI
L’articolo 13, comma 5, del Decreto lavoro convertito in legge ha previsto che il limite temporale dei 7 mesi non si applica per i percettori di Reddito di Cittadinanza che, prima dei suddetti sette mesi, sono stati presi in carico dai servizi sociali, in quanto “non attivabili al lavoro”.
Ma chi sono i presi in carico? Chiariamo subito questo aspetto.
CHI SONO I “PRESI IN CARICO”
L’interpretazione corretta di “presi in carico dai servizi sociali in quanto non attivabili al lavoro” ai fini del mantenimento della misura fino a dicembre 2023, fa riferimento alla finalizzazione dell’Analisi Preliminare con esito diverso da “A”. Cioè, escludendo coloro che sono indirizzati ai Centri per l’Impiego.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha spiegato che, salvo successivi chiarimenti interpretativi, ad oggi i nuclei composti esclusivamente da componenti esclusi o esonerati (senza componenti minorenni, persone con disabilità e anziani di età pari o superiore ai 60 anni), non si considerano presi in carico, a meno che non sia stata per loro comunque finalizzata l’analisi preliminare avendo ritenuto opportuno un percorso di presa in carico.
COSA ACCADE NELLA FASE TRANSITORIA
Fatta questa precisazione, in base alla presa in carico, la fase transitoria del Reddito di Cittadinanza da agosto a dicembre può funzionare in 4 modi:
1) COSA ACCADE A COLORO CHE SONO PRESI IN CARICO
I servizi sociali entro il termine di 7 mesi e comunque non oltre il 31 ottobre 2023, comunicano all’INPS, per il tramite di GePI, l’avvenuta presa in carico dei soggetti aventi diritto. Per loro viene garantito il prosieguo della percezione del Reddito di Cittadinanza fino al 31 dicembre 2023.
2) COSA ACCADE A COLORO CHE NON SONO PRESI IN CARICO
Decorso il termine di 7 mesi, in assenza della comunicazione INPS, l’erogazione del Reddito di cittadinanza sarà sospesa e potrà essere riattivata, ricomprendendo le mensilità sospese, solo in esito all’avvenuta comunicazione, fermo restando il termine del 31 ottobre 2023.
3) COSA ACCADE AI NUCLEI FAMILIARI CON MINORI, DISABILI O OVER 60ENNI
Salvo successivi chiarimenti interpretativi, a oggi i nuclei composti esclusivamente da componenti esclusi o esonerati (senza componenti minorenni, persone con disabilità e anziani di età pari o superiore ai 60 anni), non si considerano “presi in carico”, a meno che non sia stata per loro comunque finalizzata l’analisi preliminare avendo ritenuto opportuno un percorso di presa in carico.
Quindi, le famiglie con persone minorenni, disabili e persone di età pari o superiore ai 60 anni riceveranno il Reddito di Cittadinanza fino al 31 dicembre 2023. Poi, dal 2024 il Reddito di Cittadinanza sarà abolito e al suo posto entra in scena l’Assegno di Inclusione (ADI) o il Supporto per la formazione e il lavoro dal 1° settembre 2023.
In sostanza:
- famiglie con persone minorenni, disabili e persone di età pari o superiore ai 60 anni percepiranno l’Assegno di Inclusione per 18 mesi rinnovabili;
- le persone beneficiarie dell’Assegno di Inclusione escluse dalla scala di equivalenza (ma non genitori) possono ricevere anche il Supporto per la formazione e il lavoro per massimo 12 mesi non rinnovabili.
4) COSA ACCADE A TUTTI GLI ALTRI NUCLEI FAMILIARI
Per tutti gli altri nuclei familiari, anche monocomponenti, di soli adulti, senza carichi di cura, oppure senza almeno un minore o una persona con disabilità o una persona di almeno 60 anni, la durata e la tipologia del beneficio dipenderà dalla presa in carico fatta dai Comuni secondo lo schema seguente:
- coloro che sono stati presi in carico dai servizi sociali entro il 7° mese di fruizione del beneficio, con comunicazione comunque entro 31 ottobre 2023:
– nel 2023, ricevono il Reddito di Cittadinanza fino al 31 dicembre 2023;
– nel 2024, possono richiedere il Supporto per la formazione e il lavoro per massimo 12 mesi non rinnovabili, se con ISEE non superiore a 6.000 euro;
- coloro che non sono stati presi in carico dai servizi sociali entro il 7° mese di fruizione del beneficio, con comunicazione entro il 31 ottobre 2023 e che hanno un ISEE e un reddito familiare non superiori a 6.000 euro, moltiplicato per la scala di equivalenza ai fini ISEE:
– nel 2023: possono richiedere il Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) a partire dal 1° settembre e ricevono una indennità nel caso di partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro comunque denominate. Nelle misure del Supporto per la formazione e il lavoro rientrano il servizio civile universale e i progetti utili alla collettività;
– nel 2024: ricevono il Supporto per la formazione e il lavoro (SFL) per massimo 12 mesi non rinnovabili.
- coloro che non sono stati presi in carico dai servizi sociali entro il 7° mese di fruizione del beneficio, con comunicazione entro il 31 ottobre 2023 e che hanno un ISEE e un Reddito familiare superiori a 6.000 euro, moltiplicato per la scala di equivalenza ai fini ISEE:
– nel 2023: non ricevono più il Reddito di Cittadinanza dopo il 7° mese di fruizione e non accedono al Supporto per la formazione e il lavoro;
– nel 2024: non ricevono nulla.
ALCUNI ESEMPI
L’INPS nella Circolare n. 61 del 12-07-2023 ha spiegato come cambierà il Reddito di Cittadinanza con le modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2023, come vi spieghiamo in questa guida.
Per togliere ogni dubbio, l’INPS ha fornito esempi pratici.
ESEMPIO 1
Un nucleo familiare composto da soli adulti di età compresa tra i 18 e i 59 anni che richiede il Reddito di Cittadinanza nel mese di aprile, con diritto al beneficio da maggio e per 7 mesi, sino a novembre:
- potrà fruire del Reddito di Cittadinanza sino al 31 dicembre 2023, se preso in carico dai servizi sociali e i componenti non siano indirizzati ai Centri per l’Impiego.
ESEMPIO 2
Un nucleo familiare composto da soli adulti di età compresa tra i 18 e i 59 anni che termina la fruizione del beneficio nel mese di febbraio:
- potrà presentare istanza di rinnovo a partire da aprile;
- potrà fruire del Reddito di Cittadinanza sino al 31 dicembre 2023, se preso in carico dai servizi sociali, in caso contrario, potrà beneficiarne sino al mese di settembre.
Per tutti i dettagli sulle istruzioni INPS potete leggere l’approfondimento su chi riceverà il reddito di cittadinanza fino a dicembre 2023.
COPERTURA INAIL BENEFICIARI RDC E SFL
Il Ministero del Lavoro, con il Decreto direttoriale 272 del 4 settembre 2023, ha garantito la copertura assicurativa INAIL per i residui beneficiari del Reddito di Cittadinanza, nonché per quelli del nuovo Supporto per la formazione e lavoro e, in particolare:
- delle persone che hanno terminato il periodo di erogazione del reddito di cittadinanza nel 2023 e che intendono partecipare, su base volontaria, ai Progetti utili alla collettività, per un periodo non superiore a 6 mesi;
- dei beneficiari del SFL, che richiedono di partecipare su base volontaria ai Progetti utili alla collettività, nelle more nelle more della definizione del decreto attuativo previsto dall’articolo 6 del Decreto lavoro convertito in Legge.
Il Comune titolare del progetto di utilità collettiva oppure l’Ente del terzo settore, attivano la copertura assicurativa con la conseguenza di dovere versare il premio speciale unitario previsto in questi casi.
Il premio speciale è dovuto per ciascun soggetto impegnato nel progetto, in funzione delle giornate in cui lo stesso è stato impegnato. Va tenuto presente, infine, che l’impegno nei progetti di pubblica utilità è a titolo gratuito e non è equiparato a un rapporto di lavoro.
NESSUN DIVIETO DI NUOVE DOMANDE RDC
Il Decreto lavoro convertito in legge non pone divieto di presentazione di:
- nuove domande di Reddito di Cittadinanza;
- domande di rinnovo di Reddito di Cittadinanza, fermo restando il limite di 7 mesi complessivi di fruizione in corso d’anno per i nuclei in cui non sono presenti minori, persone con disabilità e persone di età pari o superiore ai 60 anni, e che non sono stati presi in carico dai servizi sociali.
Intanto il 28 luglio 2023, dopo la comunicazione SMS di INPS di stop al RdC per migliaia di famiglie, è stata annunciata anche la pubblicazione del sito del nuovo Programma Nazionale Inclusione e Lotta alla Povertà 2021-2027, a titolarità del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Inoltre, è stato pubblicato il Report (Pdf 1,6 Mb) dell’Osservatorio su Reddito e Pensione di Cittadinanza con i dati di luglio 2023 relativi ai nuclei percettori di RdC e PdC.
I dati relativi ai primi sette mesi del 2023 riferiscono di 528.487 nuclei percettori di almeno una mensilità di Rdc/Pdc, con 2.822.660 persone coinvolte e un importo medio mensile erogato a livello nazionale di 564,93 euro.
Nel periodo gennaio-luglio 2023 il beneficio è stato revocato a 40.692 nuclei e sono decaduti dal diritto 201.920 nuclei. Nello stesso lasso di tempo, i nuclei beneficiari di Reddito di Cittadinanza sono 920.396, mentre i nuclei beneficiari di Pensione di Cittadinanza sono 118.469.
LA GUIDA AL REDDITO DI CITTADINANZA 2023
Vi consigliamo di leggere la guida dettagliata in cui facciamo chiarezza sulle regole relative al Reddito di Cittadinanza in vigore nel 2023.
A vostra disposizione anche le guide dove spieghiamo come funzionano Supporto per la Formazione e il lavoro e Assegno di inclusione.
Vi consigliamo anche di consultare queste utili slide messe a disposizione dal Ministero del Lavoro sulle novità legate a Reddito di Cittadinanza, ADI e SFL.
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ALTRI APPROFONDIMENTI E AGGIORNAMENTI
Vi consigliamo la lettura del nostro articolo per conoscere nel dettaglio i casi in cui l’Assegno di Inclusione e il reddito da lavoro sono compatibili e il nostro approfondimento sul nuovo piano di assunzioni NEET, poveri e beneficiari di ADI.
Può tornare utile la consultazione del nostro articolo che riassume, punto per punto, tutte le novità del Decreto Lavoro convertito in legge.
Infine, tra le novità più interessanti segnaliamo l’approfondimento sul reddito alimentare, misura per contrastare la povertà e la guida sulla carta risparmio spesa, destinata alle famiglie a basso reddito.
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www.ticonsiglio.com è stato pubblicato il 2023-09-12 08:10:47 da Valeria Cozzolino

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