Female Role Models e pari opportunità: storie di leadership oltre gli stereotipi

Female Role Models e pari opportunità: storie di leadership oltre gli stereotipi


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Leadership femminile, stereotipi di genere, pari opportunità e modelli di potere inclusivi: questi i temi affrontati nel libro Female Role Models e pari opportunità, curato da Francesca Colella e Silvia Nanni, presentato in UnivAq

Leadership femminile, barriere alla piena realizzazione delle donne e modelli di potere alternativi a quello maschile: sono questi i temi al centro del libro Female Role Models e pari opportunità. Leadership, socializzazione e progettualità oltre gli stereotipi, curato da Francesca Colella e Silvia Nanni e pubblicato da FrancoAngeli.

Il testo, frutto di un’indagine empirica interdisciplinare, è stato presentato il 9 maggio presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università dell’Aquila. Un momento di confronto aperto, partecipato e denso, nel quale studiose, docenti e professioniste hanno discusso a partire da dati, narrazioni e vissuti, per riflettere sulla costruzione di modelli di ruolo femminili nella società contemporanea.

Le autrici, docenti presso lo stesso Dipartimento, spiegano che l’idea del volume nasce da un’urgenza. “È importante avere modelli di ruolo femminili contro gli stereotipi di genere e per le pari opportunità. Da questa convinzione muove l’indagine empirica interdisciplinare che in questa sede si introduce“. Come scrivono nella premessa: “Questo volume è il risultato di un lungo lavoro corale. Una ricerca che ha voluto restituire voce, dati e orizzonti a chi cerca una società diversa. E più giusta“. L’indagine è stata realizzata grazie alla collaborazione dalle studiose Annalinda Monticelli, Laura Falci, Patrizia Passi, Carola Continenza ed Eugenia Blasetti, che hanno contribuito con il loro lavoro e le loro competenze interdisciplinari.

Il progetto, finanziato dall’Università degli Studi dell’Aquila nel 2022, ha coinvolto donne di alto profilo nei settori STEM e SSH e, al contempo, giovani tra i 18 e i 25 anni. Tra le donne intervistate nel volume compaiono anche voci radicate nel territorio aquilano, note per il loro impegno istituzionale e culturale: tra queste, Paola Inverardi, ex rettrice e attuale guida del GSSI, e Stefania Pezzopane, già parlamentare e protagonista della vita politica cittadina. L’indagine si è concentrata sul ruolo dei modelli di leadership femminile, interrogandosi su come oggi si costruisca un’idea di potere che sia autenticamente femminile, senza limitarsi a una replica del modello maschile. Si è esplorato anche il tema delle barriere, visibili e invisibili, che ostacolano la piena realizzazione delle donne. Leadership, socializzazione, inclusione, potere, talento, fallimento, felicità – sono alcune delle parole-chiave attorno a cui si articola il volume, inserito nel contesto più ampio del PNRR, del Next Generation EU e dei dati del Gender Equality Index, che mostrano come l’Italia, pur con qualche miglioramento, resti ancora indietro nel panorama europeo.

Si vede che la sociologia è arrivata nel nostro dipartimento”, ha esordito Marco Segala, Direttore del Dipartimento di Scienze Umane, aprendo la giornata. “Questo è un testo stimolante, che fa riflettere, soprattutto perché si rivolge anche ai più giovani. La questione della parità non è accessoria: deve diventare parte integrante del progresso umano“.

A introdurre e coordinare l’incontro è stata Francesca Caroccia, docente di Diritto privato e delegata alle Pari Opportunità dell’Ateneo. Anche lei ha sottolineato la forza trasformativa dei modelli di ruolo: “Le ragazze riconoscono l’influenza dei modelli, spesso in modo molto consapevole. E il testo ce lo conferma scientificamente. Colpisce, ad esempio, come i modelli femminili di potere si fondino su cooperazione e collettività, piuttosto che su un’idea gerarchica o autoreferenziale“.

Molto apprezzato è stato l’intervento di Consuelo Corradi, professoressa di Sociologia generale alla LUMSA e Consigliera CUN, che ha parlato delle ambiguità del cambiamento in corso. “Oggi c’è un clima più favorevole per le donne, e ci sono state molte ‘prime volte’. Ma i comportamenti maschili sono più lenti a cambiare. Le donne hanno bruciato tappe, si laureano più dei coetanei, ma il sistema spesso non è pronto ad accoglierle davvero”. Ha poi lanciato un monito: “La leadership è anche capacità di decidere, anche quando il consenso non c’è. Non bisogna idealizzare il potere. Se perdiamo il senso della realtà, rischiamo di autoescluderci. E questo non ce lo possiamo permettere“.

Francesca dello Preite, docente di Pedagogia all’Università di Firenze, ha ricordato come il mondo dell’istruzione mostri segnali incoraggianti: “Nel nostro settore il tetto di cristallo è stato sfondato. Ma bisogna fare attenzione a non limitarsi all’istruzione: servono modelli e percorsi anche altrove“.

La maternità dovrebbe essere una possibilità, non un ostacolo. Ma oggi non è così“. Con queste parole Paola Inverardi, rettrice del GSSI e una delle voci raccolte nel volume Female Role Models, ha riportato l’attenzione su una delle questioni più centrali e ancora irrisolte. Ha parlato del lavoro di cura come carico ancora fortemente sbilanciato sulle donne, e della necessità di “una politica di protezione che consenta di scegliere, davvero“. Un equilibrio tra vita professionale e personale che resta fragile, se non sostenuto da un contesto più equo e responsabile.

In otto capitoli – frutto del lavoro di un’équipe di studiose – Female Role Models propone un’analisi articolata, teorica ed empirica del rapporto tra genere, potere e possibilità. Non offre risposte definitive, né formule precostituite. Ma invita a guardare criticamente ai modelli dominanti, a interrogare le forme di potere che escludono e gerarchizzano e a pensare a nuove pratiche, realmente inclusive, che superino l’idea di emancipazione come semplice assimilazione. È, in fondo, un invito a ricominciare dalle domande giuste per costruire collettivamente immaginari più ampi, più equi e più liberi.

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