[ad_1]
PISTOIA – Alla vigilia della giornata di mercoledì, caratterizzata dallo sciopero di due ore indetto a livello nazionale da Fillea Cgil e Feneal Uil e dal presidio che si terrà dalle ore 16,30 davanti al cantiere dell’Esselunga di Firenze via Mariti, teatro dell’ennesima strage sul lavoro, le federazioni di Cgil e Uil delle costruzioni vanno all’attacco contro il modus operandi della Filca Cisl, che organizza in modo autonomo un’assemblea sindacale a Quarrata.
“Nella giornata di ieri, Feneal e Fillea hanno appreso che la Filca Cisl, oltre a non sostenere le ragioni dello sciopero indetto nel settore delle costruzioni, distinguendosi per l’ennesima volta rispetto alle altre sigle e precludendo una posizione unitaria su un tema cosi sensibile e di importanza vitale come quello della sicurezza, ha deciso, senza nessuna comunicazione o passaggio anche informale, di organizzare un’assemblea sindacale aperta alla stampa presso il magazzino quarratino dell’azienda LVM service.
Corrette relazioni sindacali vorrebbero che le assemblee sindacali, soprattutto quando si parla di temi che interessano tutti i lavoratori, si svolgessero in maniera unitaria. cosa che la Filca Cisl non ha fatto, facendo utilizzare ai lavoratori ore di permesso sindacale per far pervenire solo la propria posizione in tema di sicurezza.
Come Feneal e Fillea crediamo che per i lavoratori sarebbe stato importante ascoltare anche il nostro contributo in tema di sicurezza e appalti.
Per Feneal e Fillea, dopo i gravissimi fatti di Firenze, la risposta non può invece che essere una mobilitazione forte, per questo lo sciopero e il presidio davanti al cantiere Esselunga, con l’auspicio che la Filca Cisl sia presente insieme a noi.
Cantieri dove i ritmi di lavoro sono incessanti, dove la dirigenza antepone il guadagno alla sicurezza, facendo prevalere la logica del profitto. Si lavora in un appalto dato in subappalto, con la chiara conseguenza che ad ogni passaggio l’impresa che prende i lavori deve mirare al risparmio e finisce quasi sempre per risparmiare sui materiali,sul costo contrattuale e sulla sicurezza dei lavoratori. Non a caso si registra la maggioranza degli infortuni gravi e mortali tra il secondo e il terzo grado di subappalto. In particolar modo laddove si applicano i subappalti si insinua più frequentemente il lavoro nero e irregolare, e di conseguenza dumping contrattuale e sfruttamento.
Chiediamo alle istituzioni regionali di farsi carico, da subito, di un problema che questo Governo non ha in alcun modo affrontato facendo piuttosto passi indietro con le modifiche al Codice degli appalti.
C’è bisogno di un atto di responsabilità da parte di tutta la politica con un impegno serio delle istituzioni, le quali devono dare risposte, partendo da alcune priorità per noi fondamentali e non più rinviabili:
Devono essere investite risorse per rafforzare le strutture preposte ai controlli, con assunzioni nei dipartimenti di prevenzione delle Asl e dell’ispettorato del lavoro.
Va riconosciuto il giusto ruolo a RLS e RLST, che svolgono assieme alle RSU un ruolo ricercato di presidio nei luoghi di lavoro; il loro deve essere un coinvolgimento ancora più attivo nell’organizzazione del lavoro, attraverso il quale poter incidere maggiormente sul benessere lavorativo delle lavoratrici e dei lavoratori. Aumentare i loro presidi significa fare maggiore attività di prevenzione.
Solo le imprese regolari, che rispettano i requisiti di legalità, sicurezza e corretta applicazione dei CCNL stipulati dalle OO.SS. maggiormente rappresentative possono partecipare ai finanziamenti pubblici.
Va istituita la Patente a punti per le aziende, in modo da premiare nell’accesso alle gare quelle serie e virtuose andando a penalizzare quelle irregolari e inadempienti nell’ambito della salute e sicurezza.Sono necessari investimenti cospicui per i progetti Inail di ricerca eimplementazione di nuove tecnologie per ridurre infortuni e malattie professionali.
Dobbiamo mettere in campo ogni azione necessaria per promuovere la cultura della sicurezza, partendo da orientamento e ascolto all’interno delle scuole, cominciando a parlare di temi come prevenzione e formazione fin dalla giovane età. Un percorso che comincia sui banchi di scuola, inserendo questo tema come materia di studio, come educazione civica, accompagnando ragazze e ragazzi all’interno di tutta la vita lavorativa. Una formazione che non sia limitata alle lavoratrici e ai lavoratori ma che sia mirata anche ai datori di lavoro, perché tutto parte dalla conoscenza e dalla consapevolezza di quello che può e che deve essere fatto per consentire ad ogni lavoratore di rientrare a casa ogni sera alla fine del proprio turno di lavoro. Se su questo tema non c’è cultura, consapevolezza, sensibilità, i dati saranno destinati a peggiorare ancora, superando i 1000 infortuni mortali all’anno come purtroppo già stiamo registrando.
Crediamo fortemente che la sicurezza non possa essere vista come semplice burocrazia o come mero costo da sostenere parte delle imprese, piuttosto debba essere considerata come investimento fondamentale sulla vita delle proprie maestranze. Consapevoli che la diffusione della cultura della sicurezza possa essere perseguibile solo se esiste un pieno e fattivo coinvolgimento di tutti i soggetti, istituzioni, lavoratori e imprese, crediamo che non ci sia più tempo da perdere.
Per questi motivi FENEAL UIL e FILLEA CGIL chiedono fin da subito alla Regione Toscana di aprire un confronto serio ed approfondito con tutte le parti sociali del comparto assieme alle istituzioni per mettere in campo azioni concrete e mirate”.
Davide Chiappinelli, Fillea Cgil Pistoia
Francesco Romano, Feneal Toscana coordinamento Pistoia
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2024-02-20 19:34:54 da Redazione

0 Comments