[ad_1]
Foggia – Si è svolta questa mattina in Corte d’Assise l’udienza dedicata alla ricostruzione della tragica morte di Franca Marasco, la tabaccaia di 72 anni uccisa durante una rapina nella sua attività commerciale il 28 agosto di due anni fa.
Il processo vede come imputato Redouane Moslli, reo-confesso, che si trova sotto accusa per aver sferrato le ferite mortali alla vittima.
Durante l’udienza, il medico legale Luigi Cipolloni ha fornito una dettagliata testimonianza sulla dinamica dell’omicidio, ‘cristallizzata’ in modo chiaro e preciso.
Le ferite che hanno causato la morte di Marasco sono state due fendenti, che hanno reciso l’aorta e le pareti del fegato.
Le coltellate sono state inferte da posizioni diverse, rispettivamente da sinistra e da destra, anche quando la donna, dopo aver tentato di difendersi, è caduta a terra.
La testimonianza ha evidenziato la violenza dell’attacco e ha sollevato dubbi sulla possibile presenza di una seconda persona coinvolta, dato il cambio di prospettiva dei colpi.
L’indagine sulla scena del reato ha portato alla luce tracce di sangue, impronte e abiti puliti di un uomo, trovati in un’area di circa 20 metri quadrati.
Questi ultimi sono stati rinvenuti in una busta bianca, contenente abiti puliti, che l’imputato aveva con sé nel tragitto verso la tabaccheria, come mostrano le immagini delle telecamere di sorveglianza.
Il contesto dell’omicidio si inserisce in un quadro più ampio di attività criminali: la rapina, infatti, ha fruttato 75 euro in contanti e due telefoni cellulari, uno di proprietà della vittima e l’altro dedicato alla gestione dei dispositivi di Lottomatica.
Tuttavia, nelle tasche di Marasco sono stati trovati oltre 10mila euro in contanti, alimentando sospetti di un’attività di rapina pianificata e di una possibile rete di complici.
Secondo l’accusa, Redouane Moslli e un 72enne, ormai deceduto, si sarebbero accordati per mettere a segno una serie di rapine nella zona.
Moslli, reo-confesso, avrebbe colpito la donna con quattro fendenti durante la rapina, mentre il secondo avrebbe fornito l’arma e i vestiti.
Il processo proseguirà ad ottobre con l’esame dell’imputato. La vicenda resta avvolta da molte domande, in particolare sulla presenza di eventuali complici e sulla reale dinamica dell’aggressione, che ha portato alla tragica perdita di una vita umana.
Lo riporta Foggiatoday.


Il dolore di Michele Ciani a Stato Quotidiano: “La città merita responsabilità e trasparenza”
La tragica perdita di Franca Marasco, la tabaccaia uccisa durante una rapina due anni fa, continua a scuotere la comunità foggiana.
Questa mattina, Michele Ciani, nipote della vittima, ha espresso il suo dolore e le sue riflessioni in un intervento pubblico, sottolineando la necessità di responsabilità e trasparenza da parte delle istituzioni.
Durante un momento di forte commozione, Michele ha ricordato come ogni udienza del processo riaccenda il dolore della famiglia, “un dolore straziante che non ci abbandona”.
Ha inoltre evidenziato i dubbi ancora aperti sulla dinamica dell’omicidio e sulle reali intenzioni dell’imputato, sottolineando come la violenza di quell’atto sia stata “senza eguali”.
Il nipote di Franca ha poi rivolto un appello alla città, invitando a una riflessione profonda sul degrado crescente di Foggia.
“Le ultime notizie di cronaca – ha detto – con studentesse aggredite, donne scippate e rioni in totale abbandono, ci devono spingere a una presa di coscienza. La città sta diventando invivibile e molte persone scelgono di andarsene”.
Michele ha anche puntato il dito contro alcune scelte delle istituzioni religiose e amministrative, in particolare riguardo all’accoglienza di persone pericolose in strutture comunali e diocesane. “L’omicida di mia zia era ospite di strutture del Comune e della Diocesi, che oggi tacciono. La legge può non accusarli di un reato specifico, ma c’è un’etica e una morale che condannano queste scelte irresponsabili”, ha affermato.
Il giovane ha criticato la mancanza di verifiche adeguate e di trasparenza nelle modalità di accoglienza, sottolineando come questa “falsa carità” possa portare a conseguenze drammatiche. “Fittare appartamenti a persone senza documenti, senza comunicare nulla alle autorità e senza controlli sul passato è da folli”, ha aggiunto.
Concludendo, Michele ha chiesto alle istituzioni di mettere in atto politiche concrete e trasparenti, affinché episodi come quello che ha colpito la sua famiglia non si ripetano più.
“Foggia può tornare ad essere una città meravigliosa, ma solo se ci sarà impegno reale e responsabilità da parte di tutti”, ha detto.
Il dolore di Michele Ciani si unisce a quello di tutta la comunità foggiana, che spera in un futuro di maggiore sicurezza, giustizia e rispetto per la memoria di chi, come Franca Marasco, ha pagato con la vita il prezzo di una città che chiede responsabilità.
www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-06-27 19:14:58 da Redazione

0 Comments