Franceschini: “Dal primo agosto niente più grandi navi a Venezia. Una decisione storica”

Franceschini: “Dal primo agosto niente più grandi navi a Venezia. Una decisione storica”




Il commento del Ministro della Cultura a termine del Consiglio dei Ministri

Roma, 13 luglio 2021
“Una giornata storica oggi. Dopo anni d’attesa di tutto il mondo non passeranno più grandi navi davanti a San Marco e nel Canale della Giudecca a Venezia. Una decisione importante, ci saranno risarcimenti per chi subisce danni da questa decisione ma l’Italia volta pagina” così il ministro della Cultura Dario Franceschini al termine del Consiglio dei Ministri in cui si è deciso lo stop alle grandi navi a Venezia. ( Agenzia Vista/Alexander Jakhnagiev – CorriereTv ). Guarda il video su Corriere: https://video.corriere.it/politica/voci-dal-parlamento/franceschini-dal-primo-agosto-niente-piu-grandi-navi-venezia-decisione-storica/7236db2a-e42f-11eb-9ca3-9397dc78a855

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22 Comments

  1. un grande passo per tutelare l’integrità ambientale, paesaggistica, artistica e culturale di Venezia, ma si pensa anche ad investimenti per 157 milioni di EURO per realizzare "approdi temporanei" all’interno dell’area di Marghera. Fonte da una nota del ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini. Ed io ora mi chiedo, possiamo ancora permetterci di buttare i soldi così senza pensare che si dovrebbe tutelare invece la LAGUNA intera anch'essa patrimonio paesaggistico e ambientale?

  2. Questo è un grande traguardo raggiunto ho lavorato sulle Draghe del Genio Civile Opere Marittime e precisamente sulla Motodraga MarcoAntonio Bragadin nel Canale della Giudecca insieme a Veneziani e Chioggiotti di cui conservo un caro ricordo Viva Venezia e tutti i Veneziani.

  3. Dalla raccolta delle notizie sulla “pandemia”.

    Notizia n. 12 – I tamponi PCR

    Alcuni politici prevedono già un “ondata” del Covid in autunno e sembrano ansiosi di sottoporre nuovamente gli italiani ad uno stretto regime di clausura. E’ utile quindi approfondire la storia e le modalità di applicazione del loro principale mezzo di costrizione, vale a dire il tampone PCR. La scarsa affidabilità dei tamponi è ben nota nella comunità scientifica, ma i nostri governi, come ho già evidenziato in altra sede, sono propensi a seguire le indicazioni degli scienziati soltanto quando risultano conformi ai loro disegni politici.

    Per capire il limite di affidabilità dei tamponi, si può richiamare, tra gli altri, lo studio condotto nel Giugno 2020 su 133 ricercatori dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e su 298 dipendenti della Soc. Brembo, nel quale sono stati riscontrati 40 casi di tamponi positivi. Su questi casi, è significativa la dichiarazione del Dott. Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto, rilasciata al Corriere della Sera in data 19 Giugno 2020:

    “…la positività di questi tamponi emergeva solo con cicli di amplificazione molto alti, tra 34 e 38 cicli, che corrispondono a 35.000-38.000copie di Rna virale, che sono casi di positività con una carica virale molto bassa, non contagiosa. Li chiamano contagi, ma sono solo persone positive al tampone..”.

    Ebbene, come risulta da uno studio condotto dalla FIND (Foundation for Innovative New Diagnostics), risulta che i tamponi utilizzati per il Sars-Cov2 sono stati sottoposti quasi sempre a più di 35 cicli CT, con i gravi inconvenienti sopra delineati.

    Nonostante queste “evidenze scientifiche”, a volte tanto care ai politici e ai mass media collaborazionisti, durante tutta la cosiddetta pandemia i “positivi” sono stati trasformati in “contagiosi”, con le inevitabili quanto ingiuste conseguenze che tale pregiudizio ha comportato e tuttora comporta. A tale riguardo, prima che venisse definitivamente sedato, il Prof. Palù, durante una trasmissione televisiva del 14 Ottobre 2020 dichiarava:

    “…Quando parliamo di contagiati usiamo un termine improprio. Noi dovremmo parlare di soggetti positivi al test….Trovare un positivo, vuol dire che io, dopo tanti cicli di amplificazione con una tecnica che si chiama PCR, che si fa in laboratorio, prendendo la materia che c’è sul tampone, estraendola e amplificandola, trovo un segnale positivo. Vuol dire cioè che ho un po' di acido nucleico del virus, ma non è detto che quell’acido nucleico rappresenti una particella virale infettante. Può essere un residuo, un virus morto…Oggi non abbiamo ancora un test che dosi precisamente la carica virale…”

    Da queste parole, oltre alle gravi carenze già evidenziate, traspare anche un’altra importante criticità dei tamponi, ben nota agli scienziati, vale a dire la mancanza di specificità del test. Questi strumenti, infatti, posso individuare virus o particelle simil-virali diverse dal Sars-Cov2, producendo un’elevata quantità di “falsi positivi”.

    I nostri governi, grazie a questi strumenti aleatori e facendo leva sull’errata equazione tra “positivo” e “contagioso”, sono riusciti a condizionare e tuttora condizionano la vita di milioni di persone, nonché, di fatto, a distruggere il tessuto sociale ed economico di un intero Paese, arrecando un innegabile vantaggio non solo alle grandi multinazionali, ma anche ad altri soggetti più in ombra dei quali ho già parlato in una altro commento.

    Non concludo con il solito appello alla magistratura, perché mi è giunta notizia che è in corso un’indagine penale sulla gestione che è stata fatta dei tamponi durante la “pandemia”.