FUNIVIA GRAN SASSO: RIAPERTURA VICINA MA A CARO PREZZO, ECCO LE LIMITAZIONI | Ultime notizie di cronaca Abruzzo

FUNIVIA GRAN SASSO: RIAPERTURA VICINA MA A CARO PREZZO, ECCO LE LIMITAZIONI | Ultime notizie di cronaca Abruzzo


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L’AQUILA – Il piano che salverà la stagione turistica sul Gran Sasso d’Italia, ideato dall’ingegner Pietro Marturano dirigente generale di Anfisa nella cui sede (nella foto) c’è stato il vertice, e discusso con i  dirigenti del Centro turistico, tra i quali l’amministratore Dino Pignatelli, sta per prendere corpo. Al momento un provvedimento di via libera alla riapertura dell’impianto aquilano, che potrebbe essere limitato a  3 mesi e non oltre, ancora non è stato emesso e dal ministero non trapela nulla. Ma l’ottimismo è fondato.

Da altre fonti, tuttavia, sono filtrate, dopo la riunione, quelle che saranno le limitazioni di esercizio, a quanto pare molto importanti, cui ci si dovrà attenere per andare avanti nella stagione, ed alle quali non ci sono alternative visto che è in ballo la sicurezza dei passeggeri. Si va verso una svolta epocale nella gestione dell’impianto. Ora, visto che il via libera è verosimile, si confida nell’arrivo della neve.

Per riaprire, dunque, sarà necessario far procedere le cabine della funivia con un numero ridotto di passeggeri, quindi 60 o 70 al massimo, praticamente dimezzato, e la stessa velocità di crociera dovrà essere dimezzata rispetto al passato: quasi 15 minuti a viaggio il tempo necessario.

Ma le prescrizioni, ovvero le limitazioni di esercizio non finiscono qui: giornalmente si dovrà fare un controllo visivo e strumentale delle funi e dovranno essere osservati con attenzione i punti più significativi del percorso. Ultimo, ma non per importanza, l’obbligo, alla fine di questa stagione, del cambio di tutte le funi principali di sostegno, con una spesa di oltre tre milioni di euro.

I tecnici dell’ANSFISA ci sono andati giù duro, ma sempre meglio che chiudere l’impianto tout-court,  visto che quella sarebbe stata l’alternativa. E poiché stiamo parlando di sicurezza, ben venga questa limitazione, se così si può chiamare. Anche se ci potrebbe essere qualche problema anche per l’indotto.

Tutto è nato, giusto ricordarlo, da un esposto conoscitivo presentato con un certo coraggio, visto che poteva essere un boomerang in caso di altro esito, da un appassionato di montagna e giornalista, Gianfranco Cocciolone, a Prefettura e Questura dell’Aquila nel quale si ipotizzavano dubbi sullo scorrimento della fune portante della cabina 1 della funivia. In seguito a questo esposto, che ha suscitato polemiche discutibili visto quanto è successo, si è mosso il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.

I rilievi, stando alle risultanze ministeriali, erano dunque fondati visto che le limitazioni di esercizio non sono poca cosa.

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