[GIORNI 64 E 65 – FACCIAMO CHIAREZZA…]Ieri si è tenuto un PRIMO incontro che… Alice Moggi

[GIORNI 64 E 65 – FACCIAMO CHIAREZZA…]Ieri si è tenuto un PRIMO incontro che… Alice Moggi


[ad_1] [GIORNI 64 E 65 – FACCIAMO CHIAREZZA…]

Ieri si è tenuto un PRIMO incontro che ha voluto mettere allo stesso tavolo i residenti (prevalentemente) del centro storico, i gestori di locali notturni, il Comune di Pavia, con vari settori, per cominciare ad affrontare una serie di temi che hanno a che fare con la convivenza tra queste parti. Incontro promosso per la prima volta in modo condiviso da questa Amministrazione.
Chi era presente? Io e l’Assessore Rodolfo Faldini (e per una parte l’Assessore Lorenzo Goppa), alcuni rappresentanti dei comitati dei residenti, alcuni rappresentanti dei locali del centro (da loro nominati), Ascom, la Polizia locale, il settore Mobilità, il settore Ambiente, il settore Commercio e il Settore Cultura del Comune.
Di cosa di è parlato? Di molte cose, prima di tutto si sono condivise alcune premesse: il rispetto della posizione di tutti, l’abbassamento dei toni e del livello di conflittualità delle parti, la condivisione di obiettivi comuni, la necessità di trovare dei punti di equilibrio e mediazione tra le posizione di tutti, l’opportunità di confrontarsi su possibili iniziative, problemi e soluzioni. È stato un primo incontro interlocutorio, importante e molto sereno, per il quale ringrazio tutti i partecipanti che hanno dedicato il loro tempo all’avvio di questo percorso.
Un’altra premessa: dal punto di vista politico abbiamo da subito voluto fare chiarezza su alcuni temi che non devono essere confusi (e li abbiamo voluti dichiarare in modo molto chiaro):
– gestione della vita serale/notturna con l’idea di definire regole chiare per tutti e condivise, aumentare le opportunità culturali e aggregative “sane”
– gestione degli eccessi e del non rispetto delle regole (Si sono stabilite queste regole? No… ), con l’idea di cercare di prevenire, limitare e sanzionare se necessario
– microcriminalità e disagio, che richiedono ovviamente altri approccio e altre soluzioni
Il tutto nel rispetto del legittimo diritto dei giovani (e non più giovani) pavesi e non di divertirsi e del legittimo diritto dei residenti a riposare o di non essere vittima di situazioni che, non possiamo negare, a volte sfuggono di mano.
Su queste tre questioni, differenti, sono state fatte delle proposte, messe sul piatto idee, condivise esigenze.
Erano al tavolo tutti i soggetti potenzialmente interessati alle tre questioni? No, infatti si è già deciso di ampliare il tavolo già dal prossimo incontro di metà settembre.
Si sono presi provvedimenti? No.
L’amministrazione intende interrompere la musica alle 22? No, nessuno lo ha mai detto.
L’amministrazione vuole incentivare l’organizzazione di iniziative aggregative e culturali, in un orario in cui si creano meno problemi di convivenza? Si. Vietando le altre iniziative? Semplicemente mantenendo il numero di deroghe concesse (attualmente 10) solo per iniziative che hanno un termine alle 24, e semplificando invece l’organizzazione (in piu) delle altre iniziative. Si è deciso che le deroghe resteranno 10? No, si deciso che il percorso del tavolo potrà portare ad una revisione collettiva dell’ordinanza che attualmente norma queste attività. Riteniamo che questo possa aiutare ad una fruizione un pochino diversa dei tempi? Forse. Questo toglie qualcosa a chi vuole uscire di casa alle 22? No.
Da parte del Comune ci siamo impegnati a definire modalità chiare di organizzazione degli eventi che ne agevolino la realizzazione non che la ostacolino, sulla base di regole condivise e comunicazioni chiare e univoche; così come vorremmo trovare dei modi per valorizzare quei locali (e quelle iniziative) virtuosi che spesso vengono penalizzati da altri che virtuosi non sono e che non rispettano le regole.
L’incontro è stato molto positivo, tutti sono usciti credo mediamente soddisfatti, da un semplice “avvio” di discussione basato sul rispetto reciproco, sulla condivisione e sulla conoscenza.
Si parte da qui, come detto, allargando ad altri soggetti interessati (Università, Consulta dei giovani, Associazioni, ecc…).

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9 Comments

  1. Mi pare uguale a quello che c’è scritto sul giornale, ma OK, ora abbiamo la versione ufficiale: «L’amministrazione vuole incentivare l’organizzazione di iniziative aggregative e culturali, in un orario in cui si creano meno problemi di convivenza».

  2. Avrei un pensiero, a riguardo. Forse già condiviso dato che è un mio chiodo fisso.
    Ad oggi, A.D. 2024, sul nostro futuro incombono 2 enormi sciagure, inevitabili, certe, matematiche: accadranno e basta. Una è la catastrofe climatica, e su questo poco potrà fare la giunta comunale pavese.
    L’altra è il disastro demografico. Fra 20 anni ci ritroveremo con un numero di vecchi per ogni giovane che mi piange già il cuore per il mondo in cui dovranno vivere i miei figli. La situazione demografica verso cui ci muoviamo si porterà dietro enormi problemi sia economici che sociali. Se ristoratori e imprenditori vari lamentano di non trovare camerieri o manodopera è perché non hanno idea di cosa li aspetta fra 10 anni.
    Su questa cosa però Pavia, al contrario di tante altre città può fare qualcosa, perché ha una risorsa, preziosissima: quei 20.000 e più studenti che decidono di viverci per un periodo, per studiare. Tutte persone altamente istruite che a migliaia ogni anno lasciano la città proprio quando possono iniziare a produrre ricchezza e potenzialmente metter su famiglia. Quegli studenti, in un futuro molto vicino, potranno fare la differenza fra una città viva e una morta (e per morta non intendo “con poco da fare”, ma intendo proprio con portoni sbarrati, palazzi vuoti, mercato immobiliare crollato, giovani che scappano, etc).
    Ora gli studenti lasciano la città per molti motivi: lavorativi, affettivi, famigliari…ma anche perché, diciamocelo, in pochi si innamorano di questa città.
    Farli innamorare di Pavia e far sí che decidano di restare dovrebbe essere uno degli obbiettivi primari per una classe politica che sia un minimo lungimirante.
    Non mi sembra che queste iniziative vadano in quella direzione. Anzi.
    “Nel mulino che vorrei” a quell’incontro avrebbero dovuto partecipare i rappresentanti dei giovani e degli studenti.
    Invece c’erano i rappresentanti di quei 4 vecchi rancorosi che saranno anche un serbatoio di voti, ma che di questa città non rappresentano certo il futuro.