Gli esercenti del gioco d’azzardo chiedono il codice di autoesclusione per chi soffre di ludopatia

Gli esercenti del gioco d’azzardo chiedono il codice di autoesclusione per chi soffre di ludopatia


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È un numero che fa girare la testa: 3,8 miliardi di euro. A tanto ammonta la spesa dei lombardi nell’ultimo anno in giochi d’azzardo: bingo, slot machine, gratta e vinci e gaming online. Attività dalla crescita sostenuta: +10% per i giochi legali, con una punta del +164% per il gioco on line.

Un’offerta sterminata che cattura sempre più giocatori, la gran parte senza problemi di ludopatia, ma- fa notare la Caritas Ambrosiana –  ampliandosi la platea aumentano persone fragili, vulnerabili e  minori intrappolati dal gioco.

«La nostra idea è che il gioco vada governato riducendo l’offerta sia del gioco fisico che di quello on-line», spiega Luciano Gualzetti, direttore della Caritas Ambrosiana.  

Va in questa direzione il manifesto delle regole condivise per il gioco pubblico lanciato oggi a Milano dall’Egp, esercenti di categoria di Confcommercio. Punto centrale è l’attivazione del codice di autoesclusione: il codice fiscale viene inserito dal giocatore patologico in un elenco dei monopoli, che fa scattare l’alert che impedisce di giocare. Codice finora valido solo nel gioco online.

«Questo che può sembrare un vincolo in più è invece un’opportunità che le nostre sale vogliono mettere in campo per sensibilizzare le persone che entrano nei nostri punti vendita», sottolinea Emmanuele Cangianelli, presidente di Egp – Fipe confcommercio.

Sono 188mila le persone che in Italia si sono autoescluse dal gioco; 113 mila hanno chiesto l’esclusione a tempo indeterminato. 
 

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www.rainews.it è stato pubblicato il 2025-06-25 16:15:00 da


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