Gli studenti occupano il Visconti. “Contro il modello scuola-azienda voluto dal governo Meloni”

Gli studenti occupano il Visconti. “Contro il modello scuola-azienda voluto dal governo Meloni”


[ad_1]

Dopo l’Albertelli, il Visconti. Sabato c’era stato l’open day e ieri, poco prima della mezzanotte, gli studenti del liceo classico di piazza del Collegio Romano si sono chiusi dentro scuola. Barricati gli ingressi, hanno appeso fuori dalla finestra uno striscione rosso: “Visconti occupato”. È la seconda scuola della stagione a mobilitarsi. Le ragioni sono messe nero su bianco, all’interno di un documento firmato dal Collettivo Visconti Unito e indirizzato ad “autorità, genitori, dirigente e personale Ata”. E anche ai professori, visto che “in questo periodo abbiamo riscontrato una vicinanza di alcuni membri del corpo docenti alle nostre cause, che ci rende ottimisti nell’ottica di un percorso di mobilitazione comune nell’interesse della scuola pubblica”.

I ragazzi hanno occupato contro un concetto di scuola come “luogo di formazione di nuovi lavoratori per le aziende, lavoratori che come nel mercato del lavoro devono competere fra loro per accedere a privilegi e servizi di qualità superiore”. Di più: per loro “rappresentativa di questa idea di scuola è stata la modifica del nome del ministero dell’Istruzione, in ministero dell’Istruzione e del Merito, attuata dal governo Meloni”. Tra le più dirette conseguenze, “espressa in una circolare ai dirigenti scolastici, è”, secondo gli studenti, “la famigerata ‘media pesata’, un sistema di valutazioni con peso ridotto sul giudizio finale che incoraggiano i docenti a sottoporre gli alunni a continue prove con voto”.

E non sono, secondo loro, gli unici problemi: si occupa anche contro i Pcto, l’ex alternanza scuola-lavoro, contro i fondi per la guerra, gli “attacchi dei movimenti neofascisti agli studenti”, i “ritardi brevi” e “la riforma del voto di condotta, che impedisce il conseguimento del punteggio massimo all’esame di maturità agli studenti con un giudizio sul comportamento inferiore al nove e condanna ai lavori socialmente utili per un periodo variabile chi riceve una sospensione superiore a due giorni. Inoltre, adottando un unico voto per entrambi i quadrimestri, mira a penalizzare i ragazzi che per protestare occupano i loro istituti”.

E ancora contro la modalità di gestione dei fondi Pnrr per gli istituti, da impegnare per la digitalizzazione e non per l’assunzione di personale, né per l’edilizia. Sì, perché è proprio l’edilizia una delle altre ragioni della mobilitazione: “Nella nostra scuola, patrimonio culturale e palazzo di rilevanza storica, sono emerse le disastrose condizioni dell’edilizia scolastica: di recente si sono verificati alcuni crolli, nello specifico il soffitto di un’aula, parte del cornicione interno e una finestra in un’altra stanza. Inoltre il progetto di costruire una rampa che consenta l’accesso alle persone affette da disabilità motorie, approvato in seguito all’occupazione dell’anno passato, non ha ancora trovato attuazione”. Il Visconti, come raccontato da Repubblica, è una delle circa 75 scuole sulle quali Città metropolitana non potrà intervenire coi fondi del Pnrr: i soldi stanno finendo, la coperta è corta e purtroppo non tutti gli istituti potranno godere di messa in sicurezza e restyling, a meno che il governo non decida di dare all’ex Provincia altri 180 milioni.

Infine: “Vogliamo proporre con questo gesto un modello alternativo di scuola, che non si basi sull’individualismo e la competizione ma sull’integrazione e la crescita personale e che educhi gli studenti come membri di una comunità. Siamo convinti che il percorso formativo di ognuno di noi non debba limitarsi all’acquisizione passiva di conoscenze, ma permettere ai ragazzi di sviluppare i propri interessi e coltivare le proprie passioni”. Quanto alle responsabilità, “ci assumiamo il compito di garantire la sicurezza all’interno della scuola e di preservare l’edificio per l’intera durata dell’occupazione”, dicono. E sui corsi: “Proponiamo un vasto programma”, con “conferenze e didattica alternativa che daranno la possibilità a tutti i partecipanti di arricchire il proprio patrimonio culturale affinché i giorni di protesta non interrompano il percorso formativo degli studenti, ma lo integrino con proposte che rappresentano la nostra idea di scuola”. Osa – Opposizione studentesca d’alternativa si dichiara solidale con gli occupanti: “Il prossimo passo degli studenti a Roma e in tutta Italia è la mobilitazione del 17 novembre, in cui scenderemo in piazza per reclamare a gran voce una nuova scuola pubblica”.

[ad_2] L’articolo Gli studenti occupano il Visconti. “Contro il modello scuola-azienda voluto dal governo Meloni”
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-11-13 09:35:35 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


0 Comments