Guadagni illeciti per comprare immobili e auto, era coinvolto anche…

Guadagni illeciti per comprare immobili e auto, era coinvolto anche…


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Guadagni illeciti per comprare immobili e auto, era coinvolto anche…

Già coinvolto nella truffa dell’hotel Gobbi, la struttura finita alla ribalta delle cronache nazionali durante l’estate del 2022 per aver chiesto soldi in anticipo ai turisti che poi arrivati sul posto si erano ritrovati senza camere e con la vacanza rovinata, un 30enne di origini albanesi è finito nuovamente nei guai. L’imprenditore, residente a Gradara, è stato raggiunto da un maxi sequestro di beni eseguito dal personale della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile della Questura di Pesaro e Urbino nell’ambito del Codice Antimafia. A finire sotto sigilli sono stati 2 fabbricati, di cui un teatro nel centro cittadino di Forlì e l’altro un immobile di civile abitazione nel comune di Gradara e una Bmw da 150mila euro per un valore complessivo che supera il mezzo milione di euro.

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Inoltre è emerso che l’uomo aveva già commesso altri reati contro il patrimonio nella provincia di Pesaro-Urbino e in diverse province dell’Emilia Romagna, risultando anche titolare, per interposta persona, di beni mobili e immobili ed attività imprenditoriali frutto di numerose attività illecite o che ne costituivano il reimpiego. Dalle indagini patrimoniali è infatti emerso che le attività illecite hanno avuto un notevole sviluppo a partire dal 2018, dove il trentenne, sfruttando la sua attività imprenditoriale, attiva nella gestione di alberghi intestati a soggetti terzi compiacenti in provincia di Rimini, riceveva centinaia di prenotazioni e, dopo aver ricevuto il denaro richiesto alle parti offese a titolo di caparra o per l’intero soggiorno, si rendeva irreperibile, negando così alle vittime del raggiro la possibilità di fruire dei soggiorni prenotati.

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I proventi dei delitti commessi venivano fatti poi confluire su vari conti correnti, italiani e stranieri, talvolta collegati a carte di credito ricaricabili, rendendo difficoltoso o addirittura impossibile il rintraccio. L’ammontare complessivo dei proventi delle truffe, limitatamente a quelle oggetto di querela proposta dalle parti offese, hanno permesso di realizzare un ammontare di diverse centinaia di migliaia di euro, permettendogli di accumulare illecitamente un patrimonio di beni immobili e mobili, già in parte oggetto di sequestro preventivo, da parte del tribunale di Rimini.

Il 30enne, nel novembre del 2023, era finito anche nel mirino della Guardia di Finanza di Rimini dopo il sequestro da 145mila euro, eseguito a dicembre 2022, quando le Fiamme Gialle avevano messo sotto sigilli 8 immobili per un valore di oltre 1 milione di euro intestati ai componenti di una famiglia di albergatori accusati di aver clonato le carte di credito dei clienti del loro hotel per poi darsi alle spese pazze. All’epoca, ad essere indagati per indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento erano stati padre, madre e figlio di origini albanesi, che nel 2021 hanno gestito un hotel a Cattolica. Secondo l’accusa al momento del pagamento scattava la trappola per gli ignari vacanzieri. Quando questi pagavano il soggiorno con le carte elettroniche le “strisciate” sul pos venivano registrate carpendo, oltre al numero di carta di credito o del bancomat, anche il pin utilizzandoli per effettuare 150 transazioni non autorizzate. Solo dopo un po’ di tempo, all’arrivo degli estratti conti, i morti si erano trovate i conti correnti depredati e avevano sporto denuncia facendo scattate l’indagine dei finanzieri.

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www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2025-02-03 16:38:02 da


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