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Come molti altri personaggi protagonisti di manga, Candy Candy non giunse in Italia stampata su carta, ma attraverso la tv.
Il 2 marzo del 1980 i bambini italiani sperimentarono, per la prima volta, un nuovo genere narrativo, sentimentale e melodrammatico.
La prima sigla di Candy Candy
Attenzione, ho usato il termine “bambini”, al maschile, e non l’ho fatto a caso. Certo, il senso è collettivo, comprende anche le femminucce, ma – con buona pace del politically correct – nel caso di Candy Candy, la bionda orfanella creata nel 1975 da Kyoko Mizuki (testi) e Yumiko Igarashi (disegni), la connotazione è piuttosto precisa. Sì, perché il personaggio piacque molto anche ai maschietti, anzi, forse soprattutto a loro.
Luogo comune avrebbe voluto, per la mentalità dell’epoca, che le vicissitudini di una bambina abbandonata,…
www.varesenoi.it è stato pubblicato il 2025-04-13 06:30:00 da Thomas Pistoia

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