i dettagli dell’accordo transattivo con Banca Sistema

i dettagli dell’accordo transattivo con Banca Sistema


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i dettagli dell’accordo transattivo con Banca Sistema

“Ad oggi, il Comune di Candela non deve un euro ad Enel”. Ad affermarlo senza tema di smentita è l’avvocato Angelo Marano, che cura gli interessi dell’ente. Si è occupato lui dell’opposizione al decreto ingiuntivo di Banca Sistema che ha acquisito il credito da Enel Energia relativo al pagamento di diverse fatture. L’assunto è semplice: se i colleghi di un grosso studio di Milano avessero potuto recuperare anche solo una quota dell’intera somma, non avrebbero rinunciato al decreto ingiuntivo.

A tirare fuori il caso delle bollette era stato il gruppo Candela Protagonista, capeggiato da Nino Santarella, acerrimo avversario del sindaco Nicola Gatta. Effettivamente, da una delibera di Giunta del 28 gennaio, che apriva a diverse interpretazioni, si evinceva soltanto che la controversia si era conclusa con un accordo transattivo: Banca Sistema rinunciava al decreto ingiuntivo e al giudizio di opposizione ed entrambe le parti avrebbero abbandonato il giudizio.

Il valore del decreto ingiuntivo, risalente a un anno fa, era pari a oltre 65mila euro più interessi, Iva, spese legali e di giudizio. Il sindaco Nicola Gatta, con una nota, si era affrettato a smentire l’oppositore: “Il Comune di Candela non ha pagato nulla, in realtà. Dato che esistevano vizi formali nel decreto ingiuntivo, Banca Sistema s.p.a. ha semplicemente proposto un accordo transattivo in cui il Comune si impegnava a ritirare l’opposizione e la società a non pretendere più nulla. Tutto qui”.

Ai microfoni di FoggiaToday, ha chiarito che all’atto della contestazione e dell’appello al decreto ingiuntivo c’era stata “tutta una verifica delle bollette da pagare e da questa verifica è emerso che molte erano state compensate, altre non erano dovute in quanto già pagate”. Il decreto ingiuntivo era, dunque, “viziato da una serie di incongruenze”. Da qui, il componimento bonario. Peraltro, le spese di giudizio sono integralmente compensate.

La transazione, si legge però al punto 5.3 dell’accordo, “ha ad oggetto esclusivamente la posizione di Banca Sistema in relazione al decreto ingiuntivo e non pregiudica la posizione della cedente (Enel Energia) in relazione alle fatture di cui al decreto ingiuntivo”. 

Alla luce di questa clausola, era lecito domandarsi se il caso fosse effettivamente archiviato. Ed è il legale dell’ente, Angelo Marano, a chiarire la vicenda che, in buona sostanza, ruota intorno a una svista di Enel, che “ha ceduto, attraverso atto notarile, delle partite oggetto di una compensazione formale”.

Siamo in epoca ante Covid, nel 2018-2019, quando fioccavano le contestazioni per le bollette ‘pazze’. In un paese di 2.500 abitanti è più semplice tenerle d’occhio. Nell’elenco di bollette allegate al decreto ingiuntivo, ce n’erano una decina contestate anni addietro. “È tutto tracciato”, precisa l’avvocato, che ha curato direttamente le pratiche impugnando le bollette. All’epoca Enel avrebbe dovuto riconoscere al Comune uno sgravio di circa 17-18.000 euro, ma poiché l’ente risultava debitore si scelse la formula della compensazione. Il legale ha allegato all’opposizione al decreto ingiuntivo tutto il carteggio digitale

“Enel prende un blocco di fatture, tra cui queste oggetto di compensazione, e le cede a Banca Sistema che acquista i crediti e propone il decreto ingiuntivo”, afferma ripercorrendo la cronistoria. È lui, analizzando le debitorie delle varie utenze, a scoprire una duplicazione del credito che era stato compensato, primo fondato motivo per presentare opposizione. “Avevo il prospetto con il timbro Enel delle compensazioni, tra cui c’erano queste fatture. In più, c’era una questione procedurale relativa alla cessione”.

Dopo la prima udienza, è stato contattato per un accordo transattivo. Evidentemente, qualcosa non quadrava. Non ci sarebbero differenze da versare ad Enel. “Quelle fatture –ripete l’avvocato Angelo Marano – erano state oggetto di vecchie diatribe per le quali era stata riconosciuta al Comune di Candela una partita creditoria. Ad oggi, l’ente non deve ad Enel un euro. Altrimenti, non avrebbe avuto senso, per i colleghi, rinunciare ad un decreto ingiuntivo”. Ha depositato in giudizio la corrispondenza e le vecchie comunicazioni. “Ad oggi, l’ente non deve un euro ad Enel, né Enel ha chiesto soldi. Non sono arrivate comunicazioni né ad oggi né prima del decreto ingiuntivo. Perché con Enel abbiamo fatto transazioni in passato e, sulla base di quello che è successo in passato, ha riconosciuto quelle partite creditorie”.

Di transazioni di questo tipo ne ha curate diverse. “È successo in altre occasioni che avessero duplicato le cessioni. Non lo hanno fatto in malafede, parliamo di un colosso, può succedere”, spiega. Anche ad altri Comuni sono stati notificati decreti ingiuntivi da Banca Sistema, e sono tanti gli enti che li hanno impugnati. 

Conserva tutta la documentazione relativa alle “partite creditorie riconosciute da Enel”, che poi sono state recedute. Enel, in pratica aveva “ceduto partite creditorie, quindi è arrivata a fare delle cessioni notarili su delle bollette oggetto di compensazione ufficiale sottoscritta da lei. Se domani richiedesse i soldi – conclude l’avvocato -, prenderebbe un secondo abbaglio”.

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www.foggiatoday.it è stato pubblicato il 2025-03-01 16:36:00 da


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