Il calciatore Cataldi in aula per il processo a 15 tifosi del Genoa: prima minimizza l’aggressione subita dalla moglie, poi ammette la gravità del gesto

Il calciatore Cataldi in aula per il processo a 15 tifosi del Genoa: prima minimizza l’aggressione subita dalla moglie, poi ammette la gravità del gesto


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Genova – “Il calcio a mia moglie? Fu una contestazione minima dei tifosi”. È quanto ha detto in aula il calciatore della Lazio, Danilo Cataldi, sentito a Genova come testimone al processo a 15 ultrà del Genoa per i ricatti alla società.

Una affermazione che ha lasciato perplessi i giudici tanto da fare esclamare a una dei magistrati giudicanti: “Se le sembra una cosa normale che un tifoso tiri un calcio a sua moglie“. A sferrarlo era stato, secondo la procura, l’ex capo ultrà del Genoa Massimo Leopizzi il 7 maggio 2017, che costrinse “il calciatore Cataldi e la moglie a non farsi fotografare da una famiglia di tifosi del Genoa al termine della partita Genoa-Inter perché ‘indegno'”.

Cataldi in un primo momento ha minimizzato le pressioni dei tifosi e le aggressioni parlando di “male parole, insulti, ma non contatti fisici”. Poi, incalzato dai giudici, ha parlato di spintoni e ha confermato le testimonianze rese durante le indagini….

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www.ilsecoloxix.it è stato pubblicato il 2023-11-22 17:11:00 da (Redazione Il Secolo XIX)


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