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“E’ ancora tutto da accertare” ha detto al nostro microfono l’avvocato d’ufficio dell’uomo, tuttora ricoverato in terapia intensiva. Fondamentali saranno le autopsie per ricostruire la dinamica di quanto è avvenuto domenica in via Torino
VIGNOLA (Modena) – Rimane ricoverato in terapia intensiva, prognosi riservata Uber Capucci, il 67enne figlio e fratello delle due persone trovate morte domenica sera in via Torino a Vignola, Emore Capucci e Anna Malmusi. L’uomo è piantonato in ospedale dai Carabinieri, ma le sue condizioni non permettono ancora l’incontro con l’avvocato nominato d’ufficio, la penalista Maria Larossa. In mattinata invece la Procura ha aperto il fascicolo che da di fatto l’avvio alle indagini. Da quanto è emerso l’anziana madre dei due non aveva ferite da arma da taglio. Sarà l’autopsia a chiarire se è morta per soffocamento. Nelle ultime ore invece è emerso anche che i due fratelli avevano a disposizione una badante, dunque sarà da chiarire anche la sua posizione. Mentre è tutta da chiarire la dinamica dei fatti, è ormai certo che alla base della lite e dei dissidi tra i due fratelli ci fossero questioni economiche legate alla gestione della madre, affetta da Alzheimer e allettata da alcune settimane dopo una frattura.
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