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PISTOIA – Con il voto del Consiglio regionale toscano, è stato approvato in via definitiva il ‘Piano regionale dell’economia circolare (Prec) – Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati’, principale strumento di indirizzo, programmazione ed attuazione per la gestione del ciclo dei rifiuti.
Se per la consigliera regionale Pd Federica Fratoni l’approvazione del Piano rifiuti segna un traguardo importante per la Toscana “perché raccoglie le sfide della sostenibilità e declina in modo concreto un concetto di economia circolare ormai imprescindibile”, al contrario per il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi il piano “non risolve nessuna criticità presente in provincia di Pistoia, non risolve problemi annosi dei territori e rappresenta una occasione persa in termini di governance del sistema, di abbattimento delle tariffe e di miglioramento ambientale”.
Secondo Fratoni, il Piano rifiuti «non è più una semplice fotografia di impianti e quantità, bensì una vera e propria strategia di sviluppo, dove il ruolo della Regione diventa quello di promuovere una nuova politica industriale condivisa con il mondo produttivo e con i gestori. Per questo, rinnovo l’invito alle categorie economiche, a partire da Confindustria, a collaborare fin da subito, contando anche sulle risorse che arriveranno dall’Europa».

Fratoni sottolinea «Per la discarica del Cassero a Serravalle Pistoiese – spiega – abbiamo specificato che dovrà continuare a servire i distretti produttivi, mantenendo la volumetria necessaria agli scarti industriali. Qualora fosse necessario accogliere una quota di rifiuti urbani, l’Ato privilegerà la frazione secca, escludendo così impatti odorigeni. Inoltre, abbiamo lavorato sulla questione dell’indennità di disagio ambientale. È fondamentale – prosegue – estendere il principio di equilibrio, già introdotto in sede regionale grazie ai nuovi criteri di ripartizione dell’ecotassa, anche alle autorità d’ambito, così da prevedere un sostegno adeguato ai Comuni contermini che subiscono l’impatto degli impianti pur non ospitandoli».
“Il Piano – conclude Fratoni – si fonda su una relazione stretta con le comunità locali, perciò è giusto promuovere i principi di equità e attenzione territoriale già efficacemente interpretati dalla giunta regionale. Abbiamo un’occasione unica per costruire un modello di gestione dei rifiuti all’altezza delle sfide del presente e del futuro».
Per Capecchi invece: “Come gruppo di Fratelli d’Italia abbiamo proposto tante modifiche che avrebbero migliorato l’assetto del settore legato alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti, ma i nostri emendamenti non sono stati accolti.
Per effetto di questo piano, chi ha dato continua a dover dare e la nostra provincia non sfugge alla regola: al Dano, che doveva essere chiuso e bonificato molti anni fa, l’Ato a maggioranza ha imposto di realizzare un impianto di recupero della carta, che solo grazie alla Giunta Tomasi si trasformerà in una occasione di recupero ambientale di gran parte della zona.
A Serravalle invece la discarica del Cassero – nonostante i nostri emendamenti a sostegno delle sservazioni presentate dai cittadini, dal comune e anche dalla Provincia stessa – si potrà passare dai rifiuti speciali a un impianto che tratterà i rifiuti urbani, che rischia di avere un forte impatto sulla situazione esistente.
A Montale, dove da decenni c’è l’inceneritore, la cui gestione è stata assegnata di recente per tre anni a Hera, abbiamo chiesto – inascoltati – che la Regione prendesse l’impegno di accompagnare la sua progressiva dismissione, sostituendolo con un impianto collocato altrove, per distribuire il peso di questa attività di incenerimento in zone diverse e non gravare sempre sulle stesse comunità e gli stessi territori: purtroppo anche qui la nostra richiesta è stata disattesa.
Insieme a tutto questo, è in corso l’istruttoria sulla domanda di ampliamento della discarica del Fossetto a Monsummano, perché la Toscana – mentre parla di economia circolare – resta la regione italiana che utilizza più delle altre le discariche, sistema di smaltimento dei rifiuti, sotterrandone ancora circa il 30%. dei rifiuti
Tutto questo in un contesto di piano insufficiente in molte sue parti: che non fissa limiti temporali per la realizzazione dei nuovi impianti, che prosegue appunto a interrare rifiuti in una’area che è al quarto posto per reati ambientali in Italia e in una Regione al secondo posto nazionale per costo pro-capite per lo smaltimento dei rifiuti”.
www.reportpistoia.com è stato pubblicato il 2025-01-16 15:37:50 da Redazione

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