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Bruno Vespa: Presidente, durante l’ultimo Vertice Nato lei con molta franchezza e anche con la sorpresa di alcuni suoi colleghi ha detto a Trump, vabbè noi non possiamo essere alleati quando bisogna portare al 5% le spese per le armi e poi non essere più amici quando dobbiamo parlare dei dazi. Allora il nove luglio è domani. Che cosa dobbiamo aspettarci? qualche sorpresa?
Presidente Meloni: Eh ma guardi che cosa accadrà esattamente io non posso dirlo anche soprattutto perché come le sa bene la competenza sugli accordi commerciali è in capo alla Commissione europea quindi è la Commissione che sta seguendo la trattativa con gli Stati Uniti. Da parte italiana noi abbiamo soprattutto lavorato per fare in modo che il rapporto tra le due sponde dell’Atlantico fosse un rapporto certamente franco ma un rapporto costante cioè teso a cercare di risolvere insieme i problemi. Penso che dobbiamo essere soddisfatti per essere riusciti a ricostruire un dialogo che ieri sembrava interrotto e che invece oggi è appunto continuativo. Dopodiché vedremo nelle prossime ore, nei prossimi giorni chiaramente noi stiamo facendo tutti quanti la nostra parte di lavoro ma non posso diciamo entrare nel merito di quelli che sono eventuali accordi. Dopodiché quello che ho detto al Vertice della Nato è ovvio che il tema di un comune rafforzamento della difesa occidentale e il tema di rafforzare i nostri rapporti commerciali sono due facce della stessa medaglia. La mia idea è che il fatto che l’Europa abbia deciso di farsi maggiormente carico della propria sicurezza possa anche facilitare il raggiungimento di un accordo di buon senso sui dazi ma il punto è quando noi rafforziamo la nostra sicurezza, la nostra difesa, lo facciamo sì per difendere la sicurezza dei nostri cittadini, lo facciamo anche per difendere qualcosa di più, per difendere un sistema di valori, per difendere una civiltà, per difendere un modello e quel modello ha bisogno anche di essere rafforzato a 360 gradi, particolarmente nella diciamo difficile situazione internazionale nella quale operiamo.
Bruno Vespa: Senta, proprio in situazioni internazionali. Ha visto che Trump dalla sera alla mattina ha detto a Zelensky io non vi do più le armi. La preoccupa questa situazione?
Presidente Meloni: Allora intanto gli Stati Uniti non hanno, questo giusto per fare un po’ di chiarezza anche rispetto a alcune cose che ho letto, gli Stati Uniti non hanno interrotto la fornitura di armi e il sostegno all’Ucraina, hanno rivisto la loro decisione di fornire specifiche componenti anche della contraerea, è sicuramente un fatto rilevante ben diverso dal totale disimpegno americano che pure insomma è stato raccontato. Oggi si è tenuta una telefonata come lei ha visto tra il Presidente Zelensky e il Presidente Trump. Io stessa anche oggi ho sentito il presidente Donald Trump con il quale ho parlato di questo tema, ho parlato ovviamente del tema che abbiamo discusso poc’anzi, spero in sviluppi positivi diciamo sulla questione. Credo, come ho detto in varie occasioni, che se da una parte l’Ucraina ha ampiamente dimostrato il suo impegno sincero verso un percorso di pace, quello stesso impegno continua a mancare da parte russa e non penso che diciamo così si debba attendere la buona volontà di Putin nel fare passi avanti, penso che si debba invece esercitare tutta la pressione possibile. Significa sostenere l’Ucraina e fa la differenza sul campo sostenere l’Ucraina atteso che nonostante le enormi perdite di uomini, di mezzi che la Russia ha subito e continua a subire, nonostante ciò non ha fatto significativi passi avanti sul campo e significa ovviamente dall’altra parte rafforzare le sanzioni, come l’Europa ha già fatto e come io spero facciano anche gli Stati Uniti. In ultimo mi faccia approfittare per ricordare che la prossima settimana l’Italia ospita la Ukraine Recovery Conference che vedrà una partecipazione ampia di alto livello. Penso sia un fatto importante, penso sia un fatto importante impegnarsi sulla ricostruzione perché significa di fatto dire che crediamo in un futuro di pace per l’Ucraina. A margine della conferenza ci sarà a Roma anche una nuova riunione con i Leader proprio sulle iniziative da adottare sul percorso di pace quindi siamo al lavoro a 360 gradi per cercare di mettere fine a questa guerra con una pace giusta e duratura e per cercare di farlo con i nostri alleati storici che sono gli Stati Uniti.
Bruno Vespa: A proposito dei alleati storici, è prevedibile una intesa sempre maggiore tra conservatori e popolari, soprattutto i tedeschi, nell’allungamento dei tempi del Green Deal e anche su altri temi strategici?
Presidente Meloni: Guardi, Direttore, io la considero una persona ottimista, forse si potrebbe dire ingenua addirittura, però insomma sono abituata a pensare che in ogni contesto prima o poi il buon senso diciamo ha la meglio sulla ottusità ideologica, è la ragione per la quale continuo ad essere convinta che anche in ambito europeo riusciremo a superare pian piano le regole assurde che l’Europa si è autoimposta negli anni che hanno soffocato la nostra competitività quanto la prospettiva di crescita industriale, sono regole che nell’attuale contesto internazionale a maggior ragione non ci possiamo permettere in particolare sul Green Deal. Durante i vari vertici europei di questi giorni mi è capitato in più occasioni di, diciamo così, evidenziare la contraddizione di un’Europa che da una parte auspica un libero commercio a livello mondiale che parla di accordi di libero scambio con diversi quadranti che è una cosa sensata e dall’altro però stabilisce regole molto rigide per i suoi prodotti per le sue aziende e quando quelle regole valgono solo per le tue industrie non valgono per quelli con i quali pretendi di fare il libero commercio rischi diciamo di farti molto male e questa è una follia alla quale io penso che bisogna contrapporre del sano buonsenso quindi sì sono fiduciosa che i primi a dimostrare lucidità saranno i colleghi del Partito Popolare Europeo seguendo diciamo delle posizioni che invece sono molto più si direbbe importanti ecco da parte dei conservatori europei ma guardi io penso che prima o poi ci arriveranno perfino quelli del Partito Socialista, ok? quindi sono ottimista in questo senso. Le cose in alcuni in alcuni casi vanno bene in alcuni casi meno, la Commissione ha fatto dei passi in avanti su alcuni dossier anche in base alle proposte italiane in alcuni casi soprattutto in base alle proposte italiane, in alcuni casi soprattutto grazie alle proposte italiane poi voglio dire anche che invece non condivido la proposta della Commissione Europea di inserire nuovi target intermedi 2040. Penso sia il contrario di quello di cui abbiamo bisogno e quindi ovviamente porterò la questione nelle sedi competenti.
Bruno Vespa: Il referendum sulla riforma della giustizia si farà entro questa legislatura. Mi sembra di capire che voi volete approvare il premierato entro questa legislatura rimandando il referendum alla prossima. È così?
Presidente Meloni: No, nel senso le dinamiche e le tempistiche delle due riforme dei referendum alla fine dipendono dal Parlamento non dal Governo. Per me è importante realizzare queste due riforme, guardando ai tempi è possibile che finisca come dice lei, non dipende da me però le dirò una cosa, se il referendum sul premierato dovesse arrivare invece che in questa legislatura nella prossima, almeno non si potrà dire che era una riforma che facevamo per garantire noi stessi no? E magari si potrà parlare del merito della riforma, perché la riforma è stata pensata per consentire a chiunque governi di poter realizzare il mandato che ha ricevuto dai cittadini e quindi diciamo se non altro avremo l’esito di un referendum che dipende esclusivamente dalla bontà o meno della riforma e non dalla contingenza politica o dal tentativo di fare il referendum su questo o su quello.
Bruno Vespa: Alle prossime elezioni si voterà con il candidato premier in testa alle liste di ogni coalizione e poi tornerà il proporzionale con le preferenze?
Presidente Meloni: Direttore lei sa diciamo per come la vedo io, le leggi elettorali sono una materia di competenza parlamentare. Quindi intanto non c’è nessuna iniziativa del Governo da questo punto di vista, dopodiché personalmente credo che sarebbe positivo avere una legge elettorale che vada bene anche quando venisse approvata la riforma del premierato e in quel caso una legge, la legge giusta sarebbe una legge proporzionale, sarebbe sicuramente una legge con indicazione del Premier per ogni coalizione e sarebbe una legge con premio di maggioranza per chi vince. Sulle preferenze lei conosce la mia posizione ma le posizioni dei partiti politici sono variegate e quindi non posso dirle diciamo quale potrebbe essere l’esito.
Bruno Vespa: Allora a proposito di posizioni variegate, dopo l’esito del referendum sulla cittadinanza, Forza Italia sembrerebbe, uso il condizionale, disposta ad approvare con l’opposizione lo Ius Italiae, lo Ius Scholae, insomma cioè con la concezione della cittadinanza ai bambini che abbiano completato un ciclo di dieci anni di studi. Il resto è la maggioranza di Governo sembra contrario.
Presidente Meloni: Ma eh guardi eh ovviamente il centrodestra è composto da forze politiche diverse. Quelle forze politiche diverse su alcune questioni hanno sensibilità diverse. Penso che sia normale, altrimenti saremmo un partito unico, ma è anche però, dall’altra parte, anche la ragione per la quale quando ci siamo presentati alle elezioni insieme abbiamo deciso di stilare un Programma di Governo, diciamo che delineasse quali sarebbero state le azioni di Governo e la ragione per la quale io penso che sarebbe utile per tutti, concentrarsi sulle priorità che abbiamo indicato nel programma e sono anche priorità sulle quali siamo tutti d’accordo. Il tema della riforma della cittadinanza non è tra queste, nel merito io personalmente non considero corretto o utile concedere la cittadinanza a un minore se i suoi genitori sono ancora stranieri, abbiamo parlato molte volte di questo tema, peraltro già con l’attuale legge dopo dieci anni di residenza in Italia si ha diritto alla cittadinanza e quindi francamente questa è la mia posizione. Altro tema se vogliamo parlare di cittadinanza può essere occuparsi ad esempio delle rigidità di carattere amministrativo che esistono ancora che ci vengono segnalate dalle seconde generazioni penso al fatto che chi raggiunge 18 anni ha diritto a chiedere alla cittadinanza poi trova delle oggettive complicazioni, su quelle complicazioni per esempio io penso che si potrebbe lavorare, sarebbe diciamo però più facile affrontare questo tema se il dibattito non assumesse una piega ideologica però anche qui bisognerebbe eventualmente parlarne con la maggioranza. In ogni caso ecco se posso dare un consiglio penso che sarebbe un bene se tutti ci concentrassimo sulle priorità del nostro Governo, del nostro programma che dobbiamo di terminare entro la fine di questa legislatura.
Bruno Vespa: Allora le dimissioni del Direttore Generale Cinema mettono un punto sulla concessione dei contributi pubblici. Molto importante per molti molti soldi, insomma, quasi milioni di euro, a film inesistenti come quello del regista accusato di aver ucciso la moglie e la figlia a Villa Pamphili. Ma allora Gennaro Sangiuliano aveva toccato un nervo scoperto?
Presidente Meloni: Certo che sì Direttore, certo che sì. Il caso Kaufman è solo l’epilogo più drammatico e scandaloso di un sistema che è quello legato al tax credit, al sostegno pubblico al cinema all’audiovisivo, che negli anni ha generato delle vere e proprie truffe, ma ha anche costruito un meccanismo distorto che consentiva diciamo così di finanziare con centinaia di migliaia, quando non con milioni di euro dei cittadini, delle tasse dei cittadini, film che poi alla prova dei fatti nelle sale guadagnavano, diciamo così, poche decine di migliaia di euro ma intanto avevano pagato cachet milionari a registi ed attori, io me ne ricordo, alcuni diciamo esempi enormi, mi ricordo film, i Cassamortari, mi pare 490 euro di incasso nelle sale, 1.250.000 euro di sostegno pubblico, ce n’è un altro 47.000 euro di incasso nelle sale, 400.000 euro di sostegno pubblico, n-Ego, 500.000 euro di sostegno pubblico sta ancora nelle sale ad oggi ha fatto 2.000 euro e questo sistema è costato allo Stato circa sette miliardi di euro solo negli ultimi otto anni e a me francamente stupisce che qualcuno anche perfino in questi giorni, perfino in queste ore a continui a difendere questo sistema perché io penso che sia nell’interesse di tutte le persone che hanno a cuore una gestione decente dei soldi pubblici e della cultura in Italia che ci sia un sistema trasparente che ci sia un sistema meritocratico per i contributi al cinema, per i contributi all’audiovisivo. La riforma che il Governo ha fatto prevede controlli più stringenti, io rimasi molto colpita dal fatto che ci fosse questa levata di scudi, prevede sanzioni più severe per chi viola le regole, introduce alcune novità secondo me sensate come il tetto massimo per il compenso a registi, a sceneggiatori e attori impiegati in film che vengono finanziati con i soldi dello Stato perché lei sa che il tetto quando si usano i soldi pubblici è una misura abbastanza comune. Nel frattempo però il ministero lavora anche a ulteriori correttivi perché il nostro interesse è quello di aiutare le società serie ad avere un supporto, il supporto che meritano e ad averlo in tempi giusti e fare sì che chi merita possa lavorare con tranquillità mentre i soldi che prima finivano ai soliti noti col portafoglio gonfio e le sale vuote diciamo vengano destinati a impiego migliore. Lo abbiamo fatto in tanti altri ambiti, lo abbiamo fatto sul superbonus, sul reddito di cittadinanza, i meccanismi che si annidavano nelle pieghe dei permessi di soggiorno per i migranti. Io non ho paura a aggredire le rendite di posizione e a stanare il malaffare. Sono convinta che agli attacchi molto duri rivolti ieri a Sangiuliano e oggi al Ministro Giuli siano dovuti al fatto che questo Governo ha deciso di mettere mano a questo ignobile scandalo, ma sono comunque molto determinata ad andare avanti anche e soprattutto per il bene del cinema italiano.
Bruno Vespa: A proposito di migranti, va avanti il programma Albania? e poi come fare con il Decreto Flussi, benedetto, perché non abbiamo bisogno di immigrati che non si ripetano gli imbrogli del passato, è successo in Campania, lei lo sa bene, con i immigrati che entrano in Italia e poi spariscono.
Presidente Meloni: Allora guardi Albania va avanti, nonostante diciamo mi pare che ormai siano abbastanza evidenti i tentativi di impedire che questa iniziativa possa avere successo a tutti i costi, dovrebbe farci molto riflettere su quale sia il ruolo della politica e il ruolo di altri poteri dello Stato ma in ogni caso io sono molto determinata, continuo a ritenere che l’idea del protocollo Italia-Albania sia un’idea di successo e non è un caso che, lei segue il dibattito, lo vede ci siano molti altri paesi in Europa, la Gran Bretagna, che cercano di fare la stessa cosa e quindi un po’ dispiace no? che un’Italia che sa essere diciamo avanguardia che sa essere pioniera che sa mettere insieme soluzioni innovative per risolvere problemi comuni poi cerchi disperatamente di darsi la zappa sui piedi da sola. Dopodiché per quello che riguarda invece il sistema del decreto Flussi lei conosce la storia. Abbiamo fatto una ricognizione che è stata effettuata dalla Presidenza del Consiglio e diciamo quella ricognizione è riassumibile in un dato. Nel 2023 in Campania sulla base delle norme di ingresso preesistenti, meno di tre migranti che avevano il permesso di soggiorno poi hanno sottoscritto un regolare contratto di lavoro. Questo vuol dire che il decreto Flussi soprattutto in alcune regioni italiane veniva adoperato strumentalmente dalla criminalità organizzata per aggirare il meccanismo di collegamento fra ingresso dello straniero e il lavoro regolare e incrementare l’area del lavoro nero. Io sono andato dal Procuratore Antimafia questo ha permesso di far partire una serie di indagini giudiziarie, ha permesso di rettificare le regole di ingresso e oggi diciamo c’è coincidenza tra la quantità di ingressi permesse e il numero di domande che vengono presentate. Ovviamente perché vogliamo evitare le frodi. Siamo, penso, dobbiamo essere fieri di aver spezzato un meccanismo che di fatto consentiva alla criminalità organizzata di utilizzare il decreto Flussi come ulteriore canale di immigrazione illegale. Mi stupisce che nessuno se ne fosse accorto prima di questo Governo ma in ogni caso noi ce ne siamo accorti. Il messaggio che vogliamo dare, è che in Italia non si entra illegalmente mentre se invece si rispettano le regole, si pagano le tasse, si ha rispetto di questa comunità non si deve temere nulla e francamente lo dico anche perché mi ha divertito in queste ore vedere che si stia tentando di gridare allo scandalo perché il Governo ha approvato un nuovo Decreto Flussi per il prossimo triennio 2026-2028 che prevede una quota massima disponibile di circa 160-165 mila ingressi regolari l’anno dei quali bisogna ricordare che la gran parte sono lavoratori stagionali, cioè non stiamo parlando di persone che vengono qui, rimangono qui, stiamo parlando di queste persone che vengono qui, lavorano qui tre mesi, per esempio è relativo ad alcune culture nel campo dell’agricoltura e poi tornano diciamo nel loro Paese d’origine e ho visto che stanno facendo polemica evidentemente alla sinistra il Movimento 5 Stelle preferiva il sistema che c’era quando governavano loro, cioè le porte spalancate a chi arriva illegalmente con gli scafisti anche se poi la gran parte finisce a fare la manovalanza della criminalità organizzata e zero ingressi regolari alle persone per bene che chiedono di venire qui a lavorare in Italia rispettando le regole. Io ragiono in modo diverso, anzi opposto e lo sto dimostrando.
Bruno Vespa: Allora noi abbiamo lo Spread più basso da quindici anni. Un record di occupazione e altri elementi positivi. L’opposizione ribatte che i poveri sono troppi. È immaginabile una crescita che possa portare anche ad aumenti salariali consistenti?
Presidente Meloni: Allora guardi intanto penso che siano diversi gli elementi comunque positivi che dovremmo mettere in luce. Il mercato del lavoro continua a registrare numeri record, i dati Istat relativi al mese di maggio lo confermano, aumento di 80 mila lavoratori rispetto al mese precedente di quasi 410 mila in più in un anno, è prevalentemente lavoro stabile, lo Spread appunto, lei ricordava, intorno a 90 punti base, ricordiamo che quando ci siamo insediati era a 236 punti, merito soprattutto delle imprese, soprattutto del sistema produttivo, soprattutto dei lavoratori, merito anche dell’affidabilità della stabilità del Governo, anche della serietà del Ministro Giorgetti, non so se ha notato Direttore che da quando siamo al Governo il tema dello Spread via via che lo Spread scende, finisce anche sempre più indietro nelle pagine dei giornali, lo sparavamo in prima pagina quando stava al 500 e adesso che sta che sfiora che va sotto il 90 non se ne parla più nessuno, però comunque penso che siano dati che fanno capire che la strategia è giusta, per quello che riguarda la povertà intanto voglio dire che vedo utilizzare soprattutto dalle opposizioni in maniera un po’ strumentale, diciamo fuorviante per esempio le note Istat sul tema. Perché quelle note evidenziano in realtà una situazione in termini assoluti sostanzialmente invariata, non un peggioramento come invece si racconta. Il potere d’acquisto delle famiglie dopo molti anni nei quali diminuiva ora sta lentamente recuperando terreno chiaramente in misura minore rispetto a quanto vorremmo e rispetto a quanto ambiamo a fare, è aumentato nel 2024 anche nel primo trimestre del 2025, ma il problema esisteva ed esiste e quindi è una delle priorità che chiaramente abbiamo nel nostro lavoro nella nostra testa come abbiamo dimostrato, perché quando parliamo di salari siamo stati noi a intervenire con un taglio significativo del cuneo fiscale che era impensabile per i più e siamo stati noi a mettere più soldi nelle tasche degli italiani. Vogliamo continuare certamente su questa strada per aumenti più consistenti, chiaramente è fondamentale aumentare la crescita che vuol dire soprattutto aumentare la produttività del nostro sistema economico e quindi innescare una crescita anche diciamo sostenuta e duratura, aumenti salariali e produttività in buona sostanza si alimentano a vicenda e quello su cui siamo concentrati adesso è esattamente innescare questo circolo diciamo così virtuoso.
Bruno Vespa: Grazie Presidente Meloni e buon lavoro.
Presidente Meloni: Grazie a lei Direttore, buon lavoro a lei e buona Kermesse.
www.governo.it è stato pubblicato il 2025-07-04 19:56:50 da fallegretti
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