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LAMEZIA TERME Nel carcere di Palermo c’era chi gestiva e comandava ogni piano assegnato. Un sistema “paralegale” che non era stato definito e imposto dagli agenti penitenziari, ma da esponenti della criminalità organizzata. È un elemento emerso dall’inchiesta della Distrettuale antimafia di Palermo, quella eseguita dai Carabinieri del Comando provinciale di Palermo, insieme alla Polizia Penitenziaria del capoluogo e di Padova, con l’esecuzione di 12 misure cautelari – sette nei confronti di persone già detenute – accusate di corruzione, accesso indebito di dispositivi idonei alla comunicazione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, spaccio di sostanze stupefacenti. L’inchiesta della Dda palermitana avrebbe fatto luce su un traffico di sostanze stupefacenti e telefonini…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-05-24 18:04:49 da Redazione Corriere
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