Il ritorno di Stefano Ricucci, il furbetto del quartierino tra scalate (mancate) e amori da copertina

Il ritorno di Stefano Ricucci, il furbetto del quartierino tra scalate (mancate) e amori da copertina


[ad_1]

L’epopea di Stefano Ricucci, tornato alla ribalta per un giro di false fatture, l’odontotecnico di Zagarolo con il sogno di scalare i templi della finanza, è tale da meritare perfino una pagina di Wikipedia. Tante e tali sono le avventure del rutilante faccendiere, celebre per le sue tentate scalate, come quella al Corriere della Sera, la vita mondana e le compagne del jet set come Anna Falchi, le battute brucianti in rigoroso dialetto romano intercettate dalle procure che indagavano su di lui come quando minimizzò: «Mica amo seviziato qualche regazzino».

E in effetti il volto più rappresentativo di quei “furbetti del quartierino” che sognarono di dare una spallata decisiva al salotto buono della finanza italiana tentando la scalata prima a Banca Antonveneta, quindi a Bnl per concludere con il Corriere di via Solferino, è andato ben oltre le ambizioni di immobiliarista che vestiva da giovane per trasformarsi in un catalizzatore di storie, spesso inopportune, che hanno aggiunto sempre nuovi e inattesi capitoli alle fatiche dei suoi biografi.

I furbetti del quartierino

All’origine fu il mattone e le ricchezze raccolte dalle plusvalenze immobiliari a unire gli interessi di Stefano Ricucci, Danilo Coppola e Giuseppe Statuto. Tutti e tre in modalità e responsabilità differenti coinvolti nel sogno, condiviso con Giampiero Fiorani (allora numero uno della Popolare di Lodi), di rimestare le carte e soprattutto i pesi della finanza italiana puntando prima di tutto su banca Antonveneta, quindi sulla Banca Nazionale del Lavoro. Sulle scalate però accendono un faro varie procure, che accusano Ricucci di vari reati finanziari tra cui aggiotaggio. Lo stesso Ricucci patteggia nel 2008 un anno di carcere e la confisca di 29 milioni di euro di plusvalenze considerate dai magistrati illecite, mentre viene assolto dalle accuse per la scalata a Bnl.

Il sogno del Corriere della Sera

Da Zagarolo a via Solferino il passo è lungo. E non bastano i soldi per compierlo. Alla fine del 2003 Ricucci inizia la scalata al giornale milanese superando il 2% del capitale e arrivando all’inizio del 2005 a controllarne il 13,5%. Il 4 luglio del 2005 la sua partecipazione supera il 20% e lui può di fatto definirsi il padrone del giornale. Tuttavia, anche sulla scalata a Rcs, si apre presto un’inchiesta della procura di Milano e Ricucci viene accusato di diffusione di notizie false al fine di alterare il valore del titolo della società editrice che controlla il giornale. Anche per questo la scalata fallisce, la procura gli sequestra 22 milioni di euro di presunti profitti illeciti e la Consob gli commina una sanzione di oltre 10 milioni, una delle più severe nella storia italiana, poi annullata dalla Corte europea.

Le fatture false del 2016

Nonostante i colpi subiti, Stefano Ricucci non si dà per vinto. Dopo il 2010 si tuffa nel business del real estate di lusso, investendo soprattutto tra Londra e Monte Carlo, ma anche stavolta finisce nella lente delle procure. Nel 2016 viene arrestato dalla Guardia di Finanza e accusato di aver messo in piedi un giro di fatture false. Qui arriva la condanna con rito abbreviato e la carcerazione che finisce il 31 maggio del 2017 quando è di nuovo libero.

Il matrimonio con Anna Falchi

Negli anni di gloria, quelli che anticipano le drammatiche sconfitte, l’immagine di Stefano Ricucci è quella dell’imprenditore giovane e di successo, un’immagine blindata anche dal rapporto con la showgirl Anna Falchi. La coppia si conquista le copertine delle riviste e celebra questa notorietà con un matrimonio da sogno all’Argentario nel 2005. Appena due anni dopo, nel pieno delle inchieste giudiziarie, i due si separano consensualmente.

Dagli amori pericolosi alle accuse di violenze

Nel pantheon delle divinità decadute che racconta la storia di questo pezzo d’Italia un ruolo centrale lo hanno le donne. Oltre a Anna Falchi, negli anni Ricucci non nasconde i suoi tantissimi flirt, molti dei quali finiti sulle pagine dei rotocalchi. L’imprenditore viene infatti paparazzato con Sara Varone, Debora Salvalaggio, l’ex del Grande Fratello Cristina Dal Basso e Patti Bonetti.

L’ultima, Patrizia Bonetti, aggiunge un’altra pagina controversa alla sua storia quando nel 2015, ancora 19enne, chiama la Polizia accusando Ricucci di averla picchiata. La causa del raptus violento sarebbe una presunta relazione tra la donna e il figlio di Ricucci, Edoardo. Esplode così l’ennesimo scandalo seguito da un’altra inchiesta giudiziaria dalla quale esce assolto. Niente di nuovo per l’imprenditore collezionista di donne e di processi.

[ad_2] L’articolo Il ritorno di Stefano Ricucci, il furbetto del quartierino tra scalate (mancate) e amori da copertina
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-10-19 13:06:47 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


0 Comments