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Inaugurato, questa sera, il
Sacrario dedicato a Papa Francesco con le reliquie dei migranti
morti nel mare, delle vittime delle guerre, dei bambini morti di
fame nel mondo e delle ‘Città-martiri’. Alla cerimonia alla
Stazione marittima del Porto di Napoli autorità civili e
militari, il cardinale arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia
che ha benedetto le urne con le reliquie delle vittime. Ad
introdurre i lavori Michele Capasso, segretario generale degli
Stati Uniti del Mondo costituiti da 181 Paesi e 16.000 organismi
della Società Civile che organizzano in varie città dei cinque
continenti eventi del programma ‘Pace è Azione’. Proprio Capasso
ha mostrato il telo con il quale la dottoressa Alaa al-Najjar
dell’ospedale “Nasser” di Khan Jounis, ha pulito il volto dei
suoi 9 figli e il.marito che hanno perso la vita in un attacco
nel sud della Striscia di Gaza. “Oggi noi viviamo una immensa
carestia di amore, di gioia e di speranza. Un egoismo suicida
sta distruggendo l’ intera umanita’” ha detto Capasso. “Questo
Sacrario rappresenta un unicum al mondo perché, per volere di
Papa Francesco che dieci anni fa lo inauguro’ con le reliquie e
i resti dei migranti morti nel mare, in un incontro del 14
ottobre lui ha voluto che fossero aggiunti i resti delle vittime
delle guerre, dei bambini morti per fame. E ad essi, per un
accordo che abbiamo sottoscritto con le Nazioni Unite, ci sono i
simboli piu’ significativi delle citta’ martiri”. Il telo e’
stato donato dalla pediatra al presidente Capasso. Momento clou
della cerimonia quando Battaglia ha stretto tra le mani il telo
della pediatra palestinese, intriso di sangue, sul quale sono
scritti i nomi dei nove figli. “Ancora di piu’ da questo luogo
si alza forte il grido del nostro no ad ogni guerra, ad ogni
forma di terrorismo e di violenza”. E, a proposito di guerre, ha
scandito per tre volte la parola ‘Basta!’ Nell’ occasione e’
stata deposta un’altra urna con le reliquie delle vittime dei
principali Paesi oggi in guerra: Ucraina, Russia, Israele,
Palestina, Gaza, Siria, Yemen, Sudan ed altri, con l’aggiunta di
reliquie provenienti dalle “Città – martiri” del XX° e del XXI°
secolo: da Gernika a Sarajevo, da Hiroshima a Srebrenica, da
Dresda a Napoli, da Casablanca a Saigon, da Beirut a Marsiglia,
da Khartum a Goma, da Caracas a Ypres, da Naypyidaw a Pearl
Harbor, da Bucha a Gaza, da Nagasaki ad Aleppo.
Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, a proposito del
sacrario ha detto:” E’ la dimostrazione che Michele Capasso,
segretario generale della Fondazione Stati Uniti del Mondo, ha
cercato ancora una volta di intensificare l’ azione da parte di
tutti coloro che credono nei principi e nei valori della pace. E
Papa Francesco che e’ stato un grande Pontefice ha costruito,
proprio come dice la parola, dei ponti verso l’ umanita’, verso
i Paesi in guerra e verso coloro che devono amare a tutti i
costi la liberta’, la giustizia, la verita’. E nel solco di Papa
Francesco, il nuovo pontefice Leone XIV ha la grande forza di
andare avanti e di credere fino in fondo alla pace come ha fatto
gia’ nel suo primo ingresso nell’ umanita’ da Pontefice, nel
giorno in cui si e’ affacciato alla loggia della Basilica
vaticana”.
L’evento si svolge in occasione del 160° anniversario del
Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera in
collaborazione con organismi internazionali – quali le Nazioni
Unite – UNAOC e l’ICESCO – e istituzioni di vari Paesi.(ANSA)
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www.ansa.it è stato pubblicato il 2025-06-07 19:46:38 da

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