Ivano Gabrielli a Rainews.it sulla lotta al cybercrime nel 2023

Ivano Gabrielli a Rainews.it sulla lotta al cybercrime nel 2023


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Il mondo in cui viviamo è sempre on li-fe, sempre collegato e noi tutti siamo tutti interconnessi. Il mondo, da una parte all’altra, dialoga alla velocità della luce. Informazioni personali, finanziarie, politiche, di genere. Tutto diventa fruibile da tutti.

Siamo un pò tutti trasparenti e quindi vulnerabili. Questo riguarda le persone fisiche, ma ancora di più le strutture pubbliche , le banche, le istituzioni.

Il cybercrime, che per molto tempo ci è sembrato solo il soggetto di un film, è invece oggi pervasivo e presente nella nostra quotidianità. Ed è questo il quadro che ne fa la Polizia Postale e delle Comunicazioni.

In particolare, nell’ultimo anno, l’impegno è stato indirizzato negli ambiti della prevenzione e contrasto alla pedopornografia online, alla protezione delle infrastrutture critiche di rilevanza nazionale, al financial cyber crime, agli attacchi legati a conflitti in corso. Ne ha parlato a Rainews.it il Direttore del Servizio Postale della Polizia, Ivano Gabrielli

Uno dei temi più delicati riguarda i reati contro i minori: dal cyberbullismo alla sextortion. Nel 2023 è stato registrato un incremento dei casi in danno di minori, passando dai 130 casi del 2022 ai 136 registrati nel 2023. Il fenomeno, che di solito colpisce gli adulti sta coinvolgendo sempre più spesso minorenni, con effetti quali la vergogna e la frustrazione che si generano per la difficoltà nel gestire la diffusione di immagini intime magari legate ad una precoce sessualità. La maggior parte dei casi riguarda minori di età compresa tra i 14 e i 17 anni, prevalentemente maschi. 

Un altro campo in cui agisce  il cybercrime sono i conflitti in atto nel mondo, come per esempio quelli ucraino e israeliano. Il conflitto russo-ucraino ha definitivamente dimostrato come il dominio del cyberspazio abbia un ruolo fondamentale. L’offensiva cibernetica rappresenta una nuova dimensione nello sviluppo e nella gestione  delle nuove guerre. Gli attacchi hacktivisti russi hanno mantenuto una significativa intensità dall’inizio del conflitto, in particolare sono state lanciate decine di offensive contro l’Ucraina e i Paesi NATO. Ad esempio, il gruppo hacker filorusso, NoName05, ha iniziato a lanciare una serie di offensive contro realtà italiane in segno di protesta contro la politica del nostro Paese, definita “russofoba”. Le offensive hanno impattato tra l’altro realtà governative, strutture del comparto sanitario, operatori del trasporto locale, istituti bancari e provider delle telecomunicazioni. 

Allo stesso modo, rilevanti sono le proiezioni nel dominio cibernetico del conflitto Israele-Hamas. Sin dall’inizio del conflitto, infatti, gruppi hacker hanno iniziato a dirigere attacchi per compromettere le infrastrutture critiche israeliane, arrecare disservizi alla gente, estendendo le azioni ostili ai danni di infrastrutture di paesi occidentali, tra cui l’Italia, ritenuti vicini alla causa israeliana. 

Un altro aspetto legato anche ai conflitti è il terrorismo. L’utilizzo delle piattaforme di comunicazione online, social network e di applicazioni di messaggistica istantanea, rappresentano ormai il principale canale di comunicazione per la diffusione di contenuti propagandistici di varia natura ed origine, riconducibili a forme di fondamentalismo religioso e di estremismo politico ideologico, anche in contesti internazionali. E il cui continuo e vertiginoso incremento rappresenta un segnale di allarme da non sottovalutare, come confermato dal Direttore Ivano Gabrielli a Rainew.it 

Accanto al mondo degli attacchi hacker per capire meglio il concetto di guerra ibrida si parla anche di spionaggio.

Robert Gorelick, capo centro Cia in Italia tra il 2003 e il 2008, ha detto recentemente” Nel contesto attuale l’operazione di connessione delle informazioni attraverso le tecnologie risulta notevolmente facilitata, anche grazie all’introduzione di modelli di intelligenza artificiale e di computer quantistici. L’acquisizione di tecnologie dal settore privato rappresenta un elemento essenziale per affrontare con successo le complesse dinamiche dell’intelligence contemporanea”.

E proprio l’Intelligenza Artificiale è un altro campo su cui si è misurata la Polizia Postale e delle Comunicazioni e come dice il Direttore Gabrielli apre nuovi scenari anche per la criminalità organizzata.

 

Le sfide al cybercrime sono molteplici e bisogna attrezzarsi sia rispetto alle tecnologie, per evitare per esempio che il reato sia sempre un passo avanti, ma anche attraverso il reclutamento di risorse umane sempre più in linea con il nuovo mondo tecnologico, che va capito interpretato e dove è il caso arginato.

[ad_2] L’articolo Ivano Gabrielli a Rainews.it sulla lotta al cybercrime nel 2023
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-12-31 17:58:00 da


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