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Non si placano le polemiche per la conferenza organizzata dall’associazione culturale Russia Emilia-Romagna in una sala civica cittadina per parlare della ricostruzione di Mariupol, città dell’Ucraina sud orientale ora sotto controllo russo. A due anni dall’inizio dell’invasione russa è forte il dissenso e l’amarezza dei tanti ucraini che vivono in città che chiedono di annullare questo evento
MODENA – Monta la protesta per l’evento organizzato in città il prossimo 20 gennaio dall’associazione culturale Russia Emilia-Romagna per parlare della ricostruzione di Mariupol, città dell’Ucraina sud orientale ora sotto controllo russo. Gli ucraini che vivono in città chiedono di annullare l’evento e ricordano le migliaia di persone morte a causa dell’invasione russa. Non si placano le polemiche per la conferenza organizzata dall’associazione culturale Russia Emilia-Romagna in una sala civica cittadina per parlare della ricostruzione di Mariupol, città dell’Ucraina sud orientale ora sotto controllo russo. A due anni dall’inizio dell’invasione russa è forte il dissenso e l’amarezza dei tanti ucraini che vivono in città che chiedono di annullare questo evento e di non spegnere i riflettori su una guerra che negli ultimi due anni ha portato morte e distruzione, come racconta la dottoressa Olena Bachman, medico di base, da anni residente a Modena. Al centro dell’incontro la situazione di Mariupol, città che secondo gli organizzatori dell’evento “affronta ora un veloce processo di ricostruzione sotto l’egida delle Istituzioni della Federazione Russia di cui è divenuta parte integrante”, come si legge nel comunicato diffuso dall’associazione russa finita al centro delle polemiche. Poi un ultimo appello alle pace, rivolto a tutti, con il dolore di chi questa guerra che sembra passata in secondo piano la sta vivendo sulla propria pelle
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