La Prima ‘politica’ della Scala: le alte cariche dello Stato sul red carpet

La Prima ‘politica’ della Scala: le alte cariche dello Stato sul red carpet




La Prima ‘politica’ della Scala: le alte cariche dello Stato sul red carpet

Tutti gli arrivi a Milano di politici, ministri e vip

(Milano). Le immagini degli arrivi al Teatro alla Scala di Milano delle principali cariche dello Stato: il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Sul red carpet anche i ministri Maria Elisabetta Alberti Casellati (Riforme istituzionali), Anna Maria Bernini (Università), Gennaro Sangiuliano (Cultura), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), la senatrice a vita Liliana Segre, la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, oltre a politici, vip e volti noti del mondo dello spettacolo come il cantante Morgan e il ballerino Roberto Bolle. (Alessandro Boldrini/alanews)

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avanti Grazie grazie No no anche qui la Russia presidente presidente La Russa tu devi neanche la vetrina del made in Italy che io sempre il Ministero dell’ influenza del glutine per altro attraverso la scala presso l’opera italiana si è diffusa la lingua italiana nel mondo in 80 questo cerco mia moglie che sta la strada Bertola moglie mi è venuto tutte le mogli vedere insieme il Presidente del Consiglio della Repubblica ha la senatrice Segre è incazzato e vabbè ma lo sono sempre io vengo da un po’ di anni ne ha passate di buona serata Buonasera nella scala e anche altri Ovviamente altre opere durante l’anno veramente l’evento assoluto la prima della Scala i rapporti tra Italia e Francia sono sempre rapporti ovviamente solidi sul Siamo sempre amici che sono differenza di quella pianta Allora tornando all’ingresso


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2 Comments

  1. La cultura è un’arma politica da sempre, chi dice di no è in malafede o vive su Marte. Per me non c’è stato alcun problema sulla rappresentazione alla Scala, è stato un segnale politico “siamo contro Putin ma non troppo”, evviva la grandissima cultura russa (magari quando io avevo già Dante e Petrarca loro ancora grugnivano e non avevano nemmeno una lingua scritta). Sinceramente al sottoscritto della “cultura russa” ( un secolo o giù di lì di musicisti e scrittori, prima e dopo solo buio) interessa poco. Se poi l’anima candida di turno non si accorge che i russi stanno usando la loro “cultura” (putin è parte integrante della cultura russa, chi non se ne accorge significa che non la conosce, ne è un aspetto) come una clava, ed a Milano hanno assestato un buon colpo, è fuori dal mondo o più probabilmente (mi ripeto) in malafede. Detto questo per me possono rappresentare tutte le opere russe che vogliono, possono stampare anche i biglietti in cirillico. Non seguirò mai una cultura di morte.