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PALERMO – Tentata concussione e abuso d’ufficio con tanto di richiamo mafioso. Sono i reati contestati al sindaco di Cerda, Salvatore Geraci, che è anche deputato regionale della Lega. Da poche settimane è approdato al partito di Salvini dopo avere lasciato “Sud chiama Nord” di Cateno De Luca.
“Di mafia qui non c’è nulla. E manco c’è la concussione. È una vicenda surreale, una bolla di sapone e come tale evaporerà in fretta. Abbiamo ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini e chiariremo punto per punto le contestazioni”, dice l’avvocato Vincenzo Lo Re.
La principale contestazione riguarda il percorso della processione del Venerdì santo dell’anno scorso. Tradizione vuole che ci sia il “rincontro” fra il Cristo deceduto e Maria addolorata. Il sindaco ha voluto rispettarlo al termine di giorni di polemiche. Il questore, all’inizio, aveva imposto un percorso diverso e si voleva anche evitare l’affollamento in una stagione post Covid ancora carica di paure.
Il comandante della polizia municipale del Comune in provincia di Palermo, Giuseppe Biondolillo – così sostiene la Procura di Termini Imerese – avrebbe subito una tentata concussione. Il primo cittadino pretendeva che il comandante scrivesse al questore “per ottenere indebitamente la modifica del percorso che il questore stesso aveva comunicato e che imponeva un itinerario differente rispetto a quello tradizionale in quanto quest’ultimo prevedeva il transito della Via Crucis con una sosta presso Piazza generale Cascino, nei cui pressi risiedeva un soggetto appartenente alla criminalità organizzata”. Si tratta di Vincenzo Civiletto, che sta scontando una condanna per associazione mafiosa. Davanti al Palazzo comunale volarono parole grosse e insulti.
Geraci avrebbe intimato al capo dei vigili, Giuseppe Biondolillo, di salire nel suo ufficio dove avrebbero “fatto i conti” perché gli sarebbe “andato contro”. “Quando parlo io devi stare fermo – avrebbe aggiunto Geraci -, zitto e sugli attenti, non gesticolare! Ti ho dato una possibilità e te la sei giocata, tu devi fare ciò che ti dico io. Prendi carta e penna, scrivi al questore e guai a te se stasera per la processione fai una cosa diversa”. Il sindaco di Cerda, per paura di essere registrato, avrebbe anche sottratto il cellulare al comandante della polizia municipale.
L’obiettivo del sindaco sarebbe stato di incassare il consenso elettorale e il “favore” del comitato della Madonna addolorata di Cerea. Il reato viene contestato in forma tentata perché comunque il questore non cambiò il percorso della processione.
Ci sono anche delle contestazioni di abuso d’ufficio legate al procedimento disciplinare subito da Biondolillo (chiuso con la multa pari a tre ore di retribuzione) e alla disposizione delle bancarelle durante la sagra del carciofo. L’amministrazione comunale esentò i commercianti dal pagamento della Tosap contravvenendo, secondo l’accusa, al regolamento comunale.
La Vardera: “Si dimetta dalla commissione antimafia”
“Le notizia di stampa che vedono protagonista l’attuale deputato e sindaco di Cerda, Salvatore Geraci, se verificate, destano preoccupazione. Credo che sia giusto che la magistratura faccia il suo corso, ma ritengo pure che l’onorevole Geraci debba dimettersi dalla commissione antimafia per l’onorabilità della stessa commissione di cui sono vicepresidente – ha dichiarato il vice presidente della commissione Ismaele La Vardera -. Non possiamo permetterci che su un componente della commissione antimafia penda un sospetto così ‘grave’, che coinvolgerebbe addirittura un soggetto che sta scontando una condanna per mafia”.
livesicilia.it è stato pubblicato il 2023-10-03 20:46:49 da Riccardo Lo Verso

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