La ‘Quarta Mafia’ ferita, i nuovi business e le ‘riletture’ offerte dai collaboratori di giustizia

La ‘Quarta Mafia’ ferita, i nuovi business e le ‘riletture’ offerte dai collaboratori di giustizia


[ad_1]
La ‘Quarta Mafia’ ferita, i nuovi business e le ‘riletture’ offerte dai collaboratori di giustizia

Una lettura organica e ‘integrata’ del fenomeno mafioso sul territorio di Capitanata e delle ripercussioni su quello nazionale, i principali business criminali e i nuovi filoni di interesse economico, le evoluzioni e debolezze delle batterie e le alleanze con altri clan e organizzazioni mafiose: sono questi gli elementi che vengono analizzati e messi a sistema nella Relazione della Dia al Parlamento, sullo stato della criminalità organizzata sul territorio.

A tirare le somme di questo lavoro, relativo al primo e al secondo semestre del 2024, è il colonnello Paolo Iannucci, che dirige la Sezione Operativa della Dia foggiana sin dalla sua istituzione, avvenuta cinque anni, quando la ‘Società’ sembrava aver alzato il tiro e il fragore delle bombe atterriva la comunità. 

Da quest’anno, la relazione cambia approccio e da lettura ex-post, a carattere prettamente geografico-territoriale, si apre ad “una panoramica globale della distribuzione operativa sul territorio delle differenti forme mafiose attive sul territorio e del loro l’impatto sul territorio”, spiega Iannucci in apertura. Complessivamente, viene evidenziato un indebolimento generale delle organizzazioni criminali, per la mancanza di figure importanti di spicco (vertici decapitati per morte, carcerazione o passaggio a collaboratori di giustizia), ma vige sempre il pericolo di una rinnovata spinta intimidatoria ed egemonica.

“Sul piano prettamente operativo, il nostro bilancio è positivo”, sintetizza il capo della Dia di Foggia. “Il 2024 rimarrà alla storia come l’anno di grandi successi investigativi e giudiziari, che hanno portato alla defezione di importanti personaggi afferenti alle diverse associazioni mafiose foggiane in senso collaborativo, e quindi anche alla rilettura di fenomeni importanti che si sono svolti nel corso degli anni e che hanno portato tanto sangue su questa terra”. A fare il punto della situazione, è lo stesso Iannucci, che a FoggiaToday illustra i principali punti della relazione.

Colonnello Iannucci, alla luce dei dati raccolti e della ‘fotografia’ che ne viene fuori, qual è il peso e la credibilità che la Quarta Mafia ha guadagnato sul territorio nazionale, anche in base alleanze e agli interessi che sviluppa sul piano extra provinciale?

La mafia foggiana è stata una delle più sottovalutate, ma tante inchieste e i più grossi fatti criminali nazionali ci dimostrano che gode di grande credibilità nel panorama criminale nazionale, tant’è che ci sono stati episodi criminali di elevatissimo livello (penso ai recenti assalti a portavalori) che sono figli della credibilità guadagnata sul campo e altri che dimostrano la capacità di saldatura, di stringere alleanze e affari, con altre articolazioni mafiose nazionali.

La storia recente ci insegna che è nei periodi di “calma apparente” che bisogna prestare maggiore attenzione…

Esattamente. Sappiamo benissimo come si comportano le mafie e così come non andiamo in allarme quando scoppiano le bombe, non abbassiamo la guardia quando le bombe non scoppiano. Sappiamo che la mafia è viva e si muove anche quando non si fa vedere. Anzi, sono proprio questi i momenti in cui la mafia fa leva sulla propria forza di intimidazione e può avere quelle spinte egemoniche che ciclicamente l’hanno interessata, sulla città di Foggia ma anche nel negli altri quadranti (Gargano, Cerignola e basso Tavoliere e San Severo e alto Tavoliere).

Se al momento non è possibile stabilire su quale clan o batteria criminale c’è un alert di particolare pericolosità, possiamo dire invece quale è stato messo ‘alle corde’ dalle recenti operazioni giudiziarie o dalle spaccature causate dai recenti ‘pentimenti’?

Sicuramente soffrono di maggiore debolezza quelle realtà in cui il collaboratore di giustizia corrisponde al capo o al promotore del clan. Ma, ribadisco, non possiamo ritenere una organizzazione ‘finita’ con l’uscita di scena del suo uomo-immagine, perché l’organizzazione può riorganizzare e ripresentarsi sotto un’altra veste.

I numeri sono da sempre la misura più efficace e di immediata lettura per avere contezza dell’attività che è stata svolta sul territorio. Quali sono stati quelli della vostra azione?

Se prendiamo in considerazione lo strumento delle interdittive antimafia, ne contiamo 50 tra il 2024 e l’inizio del 2025. Ma altre, emanate dalle prefetture di province fuori regione, interessano elementi e realtà afferenti alla criminalità foggiana. Inoltre si è fatto spesso ricorso al nuovo istituto della prevenzione collaborativa con una decina di casi.

Sul piano delle misure di prevenzione, invece, nei 5 anni in cui la Dia è attiva sul territorio sono stati sequestrati circa 30 milioni di beni e 2 milioni sul fronte delle misure giudiziarie.

Ci sono dei settori d’affare, dei business, che stanno andando nel dimenticatoio a favore di nuovi interessi? O viceversa (penso ad esempio al nuovo abigeato)?

Quello dell’abigeato è un reato che non è mai andato in soffitta, ma che ha cambiato veste per chi va – con la soverchieria o con la violenza – alla ricerca di fondi pubblici nel settore pascolivo e dell’allevamento: più mucche, più terreno; più terreno, più possibilità di attingere a fondi pubblici. E, si badi bene, non è una azione “primitiva”, ma una operazione molto sofisticata che sfocia nelle grandi frodi economiche. Per il resto, la mafia è un’industria criminale ed è capace di interagire, rinnovarsi e riciclarsi continuamente: si comporta come l’acqua: si infiltra dove trova spazio (economici e operativi) e lì scava.

E sul fronte delle estorsioni, storicamente core-business della società?

Se ne parla meno, ma non si significa che il fenomeno sia scemato: ci sono ancora pochi imprenditori che denunciano e altri che non denunciano. Resta sempre una costola importante dell’organizzazione. 

[ad_2] Leggi tutto l’articolo La ‘Quarta Mafia’ ferita, i nuovi business e le ‘riletture’ offerte dai collaboratori di giustizia
www.foggiatoday.it è stato pubblicato il 2025-06-03 19:08:51 da


0 Comments