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VIBO VALENTIA «Un paese della Calabria come Chicago». Un inquietante parallelismo che, un vecchio titolo de “L’Unità” utilizzò per descrivere il “massacro della Befana” a Sant’Onofrio. È la mattina del 6 gennaio del 1991. Il piccolo centro dell’entroterra vibonese è già marchiato a fuoco da faide e vendette di clan contrapposti. Il sangue scorre ancora per le strade della città ma quella mattina – alle ore 11.12 per l’esattezza – la storia cambierà definitivamente. Come scriveranno i giornali del tempo, un’Alfa 33 piomba in piazza a Sant’Onofrio. «È finito di piovere da poco e la gente è uscita dal bar. Nessuno immagina che da lì a poco si scatenerà l’inferno». E ancora: «Scesi dall’auto, i volti travisati dalle calze, scaraventano sulla piccola folla una tempesta di piombo…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2024-01-06 07:30:56 da Redazione Corriere
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