La tradizione dei presepi nelle case a Manfredonia (FOTO – VIDEO)


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Manfredonia. Un tempo in alcune case baronali e di possidenti di Manfredonia era tradizione fare allestire e tenere permanentemente in un angolo dell’abitazione un presepe artistico con pupi di pregio.

Vale la pena ricordare alcuni di questi stupendi presepi: quello allestito nella casa dei Baroni Cessa nel cinquecentesco Palazzo Delli Santi, con pregiati pupi del ‘700 di artisti napoletani; il presepe nel palazzo di “Nennella a Cirre” in via Tribuna; il presepe nell’abitazione del canonico Luigi Stola ed altri. Mentre in numerose abitazioni popolari, nelle botteghe artigianali, era usanza, oggi ancora in auge, allestire nel periodo natalizio il presepe, per poi disfarlo il giorno dopo la domenica della celebrazione del Battesimo di Cristo.

Tra gli appassionati sipontini allestitori di presepi artistici familiari (costruiti in casa) nel ‘900, vanno ricordati: il canonino Luigi Stola (presepe con grandi pupi in cartapesta, alcuni con movimenti meccanici); Francesco Tattilo detto “Ngìcche” (organista e cantore nelle chiese e costruttore di pupi di cera); Carlo Fabrizio (operario al mulino-pastificio D’Onofrio, scolpiva tra l’altro pupi in terracotta); il sacerdote don Antonio Di Lauro (tra le sue doti, oltre a quelle di bravo sacerdote, vanno ricordate quelle di geniale elettrotecnico, che ha apportato nuove tecniche nell’allestimento dei presepi); il dott. Francesco Paolo Valente; il prof. Ezio Grieco (fu tra i primi insieme al canonico Stola, nel secolo scorso a realizzare strutture tecniche che muovevano meccanicamente i pupi nel presepe, con un sistema tipo nastri trasportatori, insieme a congegni per creare cascate, sorgenti, fontane, pozzi e laghetti e un sistema per gli effetti speciali di luci diverse che creavano la visione del giorno e della notte); il sarto Saverio Magno (che costruisce e conserva presepi artistici nella sua bottega di sarto); Nicola Capurso (collezionista tra l’altro di pupi e statuine che si muovono con movimenti meccanici); l’ins. Anna Aulisa (autrice di stupendi presepi con conchiglie di mare del Golfo); il prof. Michele Guglielmi; il prof. Antonio Valente; il falegname Tonino Catalano; l’atelier Matteo Ciociola; Raffaele Trotta detto “Ndroje u Nolegge” (che realizzava pupi per presepi con movimenti meccanici che vendeva insieme alla moglie nel suo negozio di elettrodomestici in corso Manfredi); le signore Antonietta Calabrese e Lucia Esposto (pianoterra in via S.Francesco); il maresciallo dell’Aeronautica Matteo Guerra (che costruisce presepi da più di 70 anni); il bidello Matteo Moneta; il tecnico Matteo Basta (presepe con movimenti meccanici dei pupi); ll prof. Elio Guerra (autore di presepi con sculture in legno); il maestro ceramista Tonino Robustella (autore di presepi in ceramica); il tecnico-operaio Vincenzo Giordano; i compianto Matteo Lupoli; lo scultore in legno Cosimo Del Nobile (presepi scolpiti in legno); prof.ssa Severina Cipolla; il maestro di cartapesta Matteo Trotta; il fotografo Giuseppe Furio; Franco Leporace; Mimmo Catalano; Michele Guglielmi; Franco Ciociola ed altri.

In loco fino agli anni ’60-’70 per la costruzione dei presepi familiari venivano utilizzati arbusti di timo per realizzare l’ossatura delle montagne nel presepe. Su questi arbusti, tra l’altro molto profumati, si modellavano le montagne e le grotte, con vecchi giornali ricoperti di carta da imballaggio di colore marrone; veniva utilizzata colla di farina e calce col colore desiderato che veniva spruzzata sulla carta, si utilizzava altresì il muschio “u vellute” che faceva da base nel presepe. Gli arbusti di timo e il muschio si andavano a raccogliere nelle campagne in zona “sope u Parche” o “ammizze i fechedigne” dove attualmente è sito l’Ospedale Civile “S.Camillo” e in zona Acqua di Cristo. La grotta più grande costruita nel presepe era quella della Natività, dove veniva posti le statuine della Madonna, S.Giuseppe, il bue, l’asinello, l’angelo sospeso o attaccato alla parte alta della grotta con la scritta natalizia “Gloria in excelsis Deo”, pastori in cammino, ed altre statuine di creta posizionate intorno alla grotta. I Re Magi, si collocavano lontano e si avvicinavano ogni giorno, fino a raggiungere la Grotta il 6 di gennaio.

A mezzanotte, vigilia di Natale, in molte famiglie, vigeva la tradizione di fare una breve processione in casa con le candeline accese in mano, intonando il canto “Tu scendi dalla Stelle” e il più piccolo della famiglia, portava e deponeva il Bambinello nella mangiatoia. Sulle montagne, in alcuni presepi familiari di semplice fattura, per riprodurre la neve venivano messi piccoli pezzetti di cotone idrofilo “l’ovatte”. La grotta o la capanna della Natività veniva illuminata con una semplice lampadina.

Il cielo dietro il presepe anticamente veniva realizzato con un foglio di carta celeste con stelline stampate o disegnate e colorate sullo stesso. Nel tempo le tecniche di costruzione del presepe si sono affinate. Le montagne e le rocce non venivano più realizzate con materiale cartaceo ma con vecchi sacchi di iuta immersi in una soluzione molto liquida di gesso colorata di grigio, modellati e poi dipinti a spruzzo o con pennelli con colori diversi. Oppure utilizzando anche “cascetelle da frotte” (cassette di legno portafrutta), pezzi di legno spiaggiati dopo le mareggiate, pezzi di sughero (tuttora molto utilizzati) per realizzare la struttura del presepe. Mentre gli effetti luce della notte (con puntini luminosi sul fondale) e del giorno si andarono perfezionando con l’elettronica.

Tra gli autori dei nostri tempi di artistici presepi e non allestiti in casa voglio ricordare: le signore Antonietta Calabrese e Lucia Esposto (pianoterra in via S.Francesco), Mimmo Catalano, Matteo Trotta, Nicola Capurso; Michele Gugliemi, Saverio Magno, Matteo Guerra, Sante De Biase, Francesco Rinaldi, Vincenzo Giordano, Matteo Basta, Michele Spagnuolo, Franco Ciociola, Michele Catalano, Franco Rinaldi, i coniugi Franco Leporace e Maria Fatone (entrambi presepisti) ed altri appassionati (la lista è lunga).

Notizie più dettagliate riguardanti le “Tradizioni del Natale a Manfredonia”, spero di poterle pubblicare in un libro nel 2017.

(A cura di Franco Rinaldi, cultore di storia e tradizioni popolari di Manfredonia)

FOTOGALLERY FRANCO RINALDI

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www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2023-12-09 11:32:05 da Franco Rinaldi


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