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ORBETELLO. Nella laguna di Orbetello è tornata l’emergenza granchio blu. La specie aliena, proveniente dalle coste americane, continua a proliferare in modo incontrollato, con conseguenze pesanti sull’ecosistema e sull’economia locale. I pescatori, da mesi in prima linea nella raccolta, lanciano un appello urgente: «Non ce la facciamo più da soli, ci stanno portando via il lavoro e la laguna».
«La situazione è diventata di nuovo insostenibile , spiega Pier Luigi Piro, presidente della cooperativa “I Pescatori” – I granchi blu devastano i lavorieri, mangiano le anguille, distruggono i piccoli pesci e compromettono il ciclo dell’allevamento. Ogni giorno ne raccogliamo quintali, ma non basta».
Nel 2023 erano stati raccolti oltre 100 quintali di granchio blu. Quest’anno il quantitativo è destinato a raddoppiare. Ma il problema non è solo la quantità. «Il prezzo è crollato – denuncia ancora Piro – Non abbiamo gli strumenti per conservarli o trasformarli. Così finiscono nei cassoni, e per noi è solo una spesa. È paradossale: facciamo un lavoro enorme e non possiamo neanche ripagarci i costi».
Problemi anche per il turismo
Oltre al danno economico per i pescatori, c’è il rischio che anche la stagione turistica venga compromessa. La presenza massiccia dei granchi, che arrivano fino a riva, crea problemi anche per la balneazione e mette a rischio l’attrattività ambientale della laguna.
«Servono fondi e un piano chiaro – dice Piro – Non si può pensare che tutto venga lasciato sulle nostre spalle. La laguna è la nostra casa, ma senza un intervento vero, concreto e coordinato, il rischio è che non ci sia più né la laguna, né il nostro lavoro».
I pescatori propongono soluzioni: impianti per la lavorazione, filiere per la trasformazione alimentare, incentivi alla pesca selettiva. Ma per partire servono risorse e decisioni rapide. Intanto, ogni giorno che passa, il granchio blu avanza. E con lui cresce la sensazione di un’emergenza che nessuno vuole affrontare davvero.
www.maremmaoggi.net è stato pubblicato il 2025-07-01 07:30:21 da Vittorio Patanè


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