“L’Arte Sacra nei Tempi” racconta sette secoli di bellezza

“L’Arte Sacra nei Tempi” racconta sette secoli di bellezza


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Ci sono luoghi che sembrano nati per accogliere silenzi. Monterosi (Viterbo) è uno di questi. Un borgo che si arrampica dolcemente tra le pieghe della Tuscia, dove tutto pare accadere con calma, come se il tempo stesso si prendesse una pausa. E dentro questo tempo sospeso, fino al 23 aprile 2025, si è aperta una mostra con il tono sommesso delle cose preziose: “L’Arte Sacra nei Tempi”, un progetto dell’Associazione Casa dell’Artista che sa di dedizione, comunità e memoria.

La sede è stata quella delle ex Scuderie del Cardinale, dentro Palazzo Altieri. E basta varcare la soglia per capire che non si entra in una mostra come le altre. L’odore della pietra viva, la luce morbida che filtra dalle finestre, il silenzio rispettoso delle opere: tutto qui sembra invitare non solo a guardare, ma a sentire.

“L’Arte Sacra nei Tempi” racconta sette secoli di bellezza

Il sacro non è un concetto: è materia che vive

L’arte sacra, in fondo, non nasce per essere contemplata da lontano. Nasce tra le mani di chi crede, spera, cerca. In questa mostra, il sacro prende forma in mille modi: in una Madonna lignea del Trecento dal volto consumato, in un piccolo San Francesco in gesso colorato degli anni ‘50, nella modernissima croce in ferro sconfitto di un artista contemporaneo che ha deciso di raccontare la fede come ferita e come luce.

Non ci sono barriere. Le opere antiche convivono con quelle recenti, senza giudizi o gerarchie. Ogni oggetto, qui, ha qualcosa da dire. E mentre cammini tra le sale, senti che quello che stai vedendo non è solo arte: è un modo di credere, di ricordare, di appartenere a qualcosa di più grande.

Dietro ogni mostra, c’è una mano che lavora

Questa mostra è esistita perché qualcuno, semplicemente, ha deciso di farla. Senza grandi proclami, senza budget milionari. L’ha pensata e voluta l’Associazione Casa dell’Artista, che da più di tre anni lavora in silenzio, ma con costanza, per dare a Monterosi un cuore pulsante fatto di cultura vera, quella che nasce dal basso.

Il presidente Marcello Novarini, insieme al direttore artistico Maurizio Tamantini, e a un gruppo di volontari appassionati, ha trasformato un sogno in una realtà: più di 70 eventi, oltre 20.000 visitatori, artisti da tutta la Tuscia e oltre. Non è un museo, è un luogo vivo. E chi entra lo capisce subito.

L’arte che incontra i bambini, i nonni, i curiosi

Ciò che colpisce, forse più di tutto, è la naturalezza con cui la Casa dell’Artista è riuscita a fare dialogare generazioni, linguaggi, vissuti. Accanto alla mostra sacra, c’è in programma una personale di Patrizia Ghirardelli, una mostra dei lavori delle scuole del paese, un’estemporanea di pittura per bambini, e poi concerti, incontri, laboratori.

C’è anche una sala video, corsi di disegno per grandi e piccoli, e un gruppo di artisti che gira tra i comuni vicini portando l’arte dove non arriva mai. Nessuno qui pensa che l’arte sia solo per esperti. L’arte, qui, è un modo per stare insieme. E funziona.

Cosa resta dopo aver visto la mostra

Forse, la cosa più bella che si può fare è lasciarsi sorprendere dalla forza evocativa dell’arte. Fermarsi davanti a un dipinto che non conosciamo. Immaginare chi l’ha fatto, perché. E uscire con la sensazione di aver toccato qualcosa che somiglia a una preghiera.

“L’Arte Sacra nei Tempi” è una mostra silenziosa, ma piena di voce. Una voce che non ti urla, non ti impone nulla. Ma ti accompagna, con delicatezza. Come fanno le cose vere. E in un tempo in cui tutto corre, una mostra così è un atto di resistenza poetica. Un piccolo miracolo quotidiano. Che è accaduto, a Monterosi.


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www.ilquotidianodellazio.it è stato pubblicato il 2025-04-23 08:02:26 da Francesco Vergovich


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