Lavori in Piazza Cavour, Comune e associazione degli ambulanti hanno opinioni opposte


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Il presente e il futuro di Piazza Cavour somiglia sempre più una serie a puntate che coinvolge un sempre maggiore numero di attori, a testimonianza che si tratta di un argomento irrisolto e tutt’altro che archiviabile. L’ultima puntata in ordine di tempo si è svolta a Palazzo civico in seno alla commissione controllo e garanzia presieduta da Piera Sommovigo. Dopo l’audizione d’inizio mese quando furono ascoltate le associazioni di categoria, davanti all’assessore Pietro Cimino e al funzionario Gianluca Rinaldi, questa volta tocca agli operatori della piazza essere ascoltati. Gli ambulanti nella circostanza si presentano in una ventina uniti nell’“Associazione Mercato Ambulanti” (Ama). “Non abbiamo mai cercato scontri con nessuno – spiega Bryan Herdocia, portavoce dell’associazione, nella premessa – ma lavoriamo, anzi, nell’interesse comune. Abbiamo anche creato anche una sinergia con i commercianti della piazza perché i problemi sono di tutti. Le nostre critiche in questi mesi sono sempre state nell’intento di migliorare la situazione e non c’è nulla di personale nei confronti del sindaco e degli assessori. Quando nel 1998 abbiamo bloccato i bus perché c’era l’eternit io c’ero, quando fu progettata la piazza attuale ero tra i pochi a non essere d’accordo perché non prevedeva un parcheggio sotterraneo. Dunque la storia la conosco da lontano”. Herdocia mostra una serie di fotografie per immortalare quella che era la situazione all’inizio dei lavori: “Facemmo notare al direttore dei lavori i problemi del pavimento. Hanno dovuto riverniciarla perché rimanevano le tracce del trascinamento e ci è stato detto che sarebbe stato risolto con della candeggina”. Herdocia rincara la dose e mostra una lunga serie di video, sia dello scorso autunno ma anche recentissimi, addirittura di questa mattina. Punto per punto l’ambulante mostra le immagini che corroborano il senso dell’ battaglia iniziata ormai mesi fa: “L’acqua caduta sui banchi è qualcosa che abbiamo immortalato da mesi ma per la verità anche questa mattina. L’acqua cade dalle vele e finisce sulla merce ma fa anche cadere le persone: è una trappola a cielo aperto. La gente si fa male, è pericoloso. Non sono illazioni per andare contro l’amministrazione, sono situazioni evidenti e comprovate. Già il 13 ottobre denunciai la condizione del cantiere di Via de Nobili, al tempo nemmeno delimitato con dell’ombreggina, e le fontane che erano già fuori uso. Oggi in piazza di dieci nuove fontane ne funzionano soltanto due. Per non parlare della pulizia delle vele, delle vetrate: erano sporche e sono rimaste sporche. C’è ovviamente una questione di soldi, i famosi tre milioni di euro stanziati dalla Regione Liguria per quelle opere: “Penso che dovevano essere utilizzati prioritariamente per la piazza. Poi se fosse avanzato qualcosa allora si che possono in parte essere stornati per altri progetti come lo stadio o la galleria Sella”. Chiedono aiuto, chiedono di essere presi sul serio e al tempo stesso fanno delle proposte: “i teloni bianchi alla sera renderebbero la piazza più pulita e ordinata. Abbiamo anche fatto un accordo firmato con i vigili giurati proprio in funzione di una maggior sicurezza per tutti. Per noi, per i cittadini, per i turisti”. Ora temono di essere spostati di nuovo se davvero l’amministrazione decidesse di voler far ripitturare il pavimento: “E’ già successo due volte, se dovesse capitare di nuovo sarebbe il colpo di grazia”.

“Le cose illustrate sono ben note – replica l’assessore Cimino che nel finale adombrerà dubbi sull’associazione in questione – e ovviamente ci teniamo a dire che non è così come la raccontano. Io sono tutte le sere in piazza del mercato. Ricordo che la sera che noi abbiamo riconsegnato il primo quadrante della piazza rifatto col pavimento in cemento armato e con il trattamento al quarzo qualcuno qua dentro ha festeggiato con i fuochi d’artificio. Oggi non è ben fatto e ne prendiamo atto”. Cimino torna sulla famosa “cascata”: “Non era colpa dei lavori, sono fantasie di qualcuno. E’ stata invece generata perché il tetto presentava infiltrazioni di acqua e in quel giorno si sono riversati oltre 100 millimetri di temporale. Quella fuoriuscita di acqua era dovuta alla temporale che si era incanalata negli scarichi dei tubi rimasti sotto e che venivano usate per fare uscire i getti d’acqua sulle vetrate previsti nella piazza originale. Via de’ Nobili? Quella è un’area di cantiere che serviva per legge con uno spogliatoio e tutte le pertinenze del caso. Se vengono abbandonate bottiglie e altre cose in un momento in cui la ditta non c’è perché i lavori sono fermi, è evidente che la colpa è degli incivili. Dove erano i segnali di divieto? Venivano utilizzati per rizzare i banchi. Poi sulla pavimentazione: “E’ stata fatta una gettata in cemento armato e abbiamo lavorato per quadranti. Il cemento armato quando matura può presentare delle venature, che si sono verificate in prossimità delle vele grandi. Quelle vele oscillano e l’oscillazione può provocare una situazione di questo tipo. Nei giorni in cui venne fatto il primo quadrante era il mese di ottobre e c’erano 26 gradi con un forte tasso di umidità. Verranno comunque ristuccate e riverniciate senza bisogno di sgomberare la piazza. E comunque se ne riparla tra cinque anni quando sarà il momento. Il problema della pulizia è noto e si è accentuato con il Covid quando fu permesso agli ambulanti di lavorare anche al pomeriggio, cosa che è tutt’ora in vigore. Pulire in piazza con i mezzi meccanici è come fare una gincana: devono dribblare fra un banco e l’altro. Lo abbiamo evidenziato il problema, abbiamo chiesto di fare un altro tipo di pulizia che è possibile se non ci sono i banchi: solo così si possono pulire le canale che rimangono sotto i banchi. Ce l’abbiamo messa tutta ma non è colpa dell’amministrazione. I lavori sono ripresi e comprendono tutta una serie di cose: procediamo a settori, faremo tutto quello che è necessario compresa la sistemazione delle griglie, delle panchine, delle fontane, delle alberature. I tempi? Sono legati al meteo ma anche ai tempi di maturazione dei materiali. Abbiamo cambiato la malta, quella odierna infatti è più elastica e non dovremo più avere rotture di mattonelle”.

L’ingegner Rinaldi completa la risposta dell’amministrazione: “E’ un’opera difficile come tutte le opere in cui si deve agire con la presenza degli ingombri. Tante volte sono intervenuto perché gli operai se ne volevano andare, colpiti dalle offese di alcuni operatori. La finitura in litio della pavimentazione del primo quadrante fu contestata e noi abbiamo potuto dimostrare che sarebbe bastata una spugnetta per pulire. Non era sbagliato, ma ci è stato detto che si preferiva una finitura differente. La maturazione del calcestruzzo è un fenomeno che dura del tempo, serve un anno generalmente ma poi si può intervenire con dei ripristini. Le infiltrazioni sono un problema più complesso: il primo intervento non è stato risolutivo, ne faremo un altro ma già sappiamo che dovremmo intervenire periodicamente. Per quanto riguarda gli allacci elettrici basta fare domanda, sono più limitati invece quelli idrici. Bisogna migliorare l’attività sulle griglie e già ne stiamo parlando con l’assessore Casati”.

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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-02-07 23:33:41 da


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