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L’industria piacentina nei primi sei mesi del 2024 registra una crescita complessiva del fatturato delle aziende manifatturiere del +2,42%, del +5,77% dell’alimentare, un -2,14% della meccanica, un +11,28% dei materiali edili e un -6,8% delle industrie varie. A illustrare l’andamento economico è la tradizionale indagine congiunturale di Confindustria Piacenza. In particolare è stata Giulia Silva del centro studi dell’associazione, che da sempre utilizza un suo campione di aziende per 8mila addetti e 3 miliardi di euro di fatturato.
«Il fatturato interno della manifattura è stabile (+0,5%) – ha fatto notare Silva – mentre l’export è trainante (+11,6%). Purtroppo cala la meccanica per quanto riguarda il mercato italiano (-6%) ma compensa con il +18 dell’export. L’occupazione cresce da sei semestri e i dati sono positivi in ogni settore. Il periodo post Covid è stato di forte crescita. Ora è stabile l’andamento dei prezzi, si è sgonfiato l’effetto inflattivo».
E la seconda parte del 2024 come sarà? «Le previsioni sono positive – riporta l’indagine Silva – gli imprenditori prevedono un aumento del fatturato, la maggior parte di loro è fiducioso per i prossimi sei mesi. Il 42% degli imprenditori si aspetta un aumento degli ordini nel semestre, sia dal mercato interno che da quello esterno. Più prudenza, invece, sull’andamento dell’occupazione, perché si arriva da diversi mesi positivi».
L’ANALISI DEL PRESIDENTE PARENTI
«Il tessuto piacentino – commenta Nicola Parenti, da due mesi presidente di Confindustria Piacenza – ha tenuto molto bene fino ad oggi. Veniamo da due-tre anni post Covid dove siamo ripartiti da zero e siamo cresciuti. La parabola di questa curva ovviamente ora rallenta, perché si è stabilizzata. La speranza è che non scenda. Nell’insieme il tessuto imprenditoriale piacentino ha retto». Diverse le considerazione dell’imprenditore chiamato a guidare l’associazione per i prossimi anni. «L’automotive incide sulla meccanica piacentina e in altre zone dell’Emilia-Romagna presenta già segni negativi di recessione. L’internalizzazione è sicuramente la ricetta vincente per le aziende nostrane. L’occupazione registra ancora i valori del momento migliore dell’economia locale, i suoi numeri si vedono sempre dopo. Pnrr e infrastrutture rilanciano l’edilizia, mentre la filiera dell’oil and gas vive un buon stato di salute».
Preoccupazioni a Piacenza per la frenata della Germania. «Il mercato tedesco non sta tirando, la Germania è sempre stata un Paese importante per il Piacentino. Però hanno mezzi, soldi e investimenti, sapranno in poco tempo riprendere i loro consumi. Ci agevola invece il mercato degli Usa, nell’anno elettorale si tende sempre a consumare e investire di più». L’associazione è a favore della transizione energetica ma chiede «tempi più ragionevoli». «L’economia non deve essere imposta o incentivata troppo, deve avere i suoi tempi».
La richiesta a Roma è quella di accelerare con “Industria 5.0”. «Dopo anni di impulso per le aziende italiane grazie a Industria 4.0 – ha rilevato Parenti – si sta vivendo qualche momento di difficoltà. I rallentamenti non aiutano, attendiamo i decreti attuativi». Inoltre Confindustria si aspettava «qualche ribasso più sostanziale per i tassi da parte delle banche. Quando sono così alti gli investimenti rallentano».
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-07-30 16:01:44 da
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