Mario Mafai e Antonietta Raphaël, storia di arte e passion – Notizie

Mario Mafai e Antonietta Raphaël, storia di arte e passion – Notizie


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(di Luciano Fioramonti)
Si conobbero giusto cento anni fa a
Roma frequentando la Scuola di Nudo, lui poco più che ventenne,
lei più grande di sette anni appena arrivata da Parigi dopo la
fuga con la famiglia dalla Lituania a causa delle violenze
contro gli ebrei e un lungo soggiorno a Parigi. Nacque così la
storia di amore e arte, il lungo braccio di ferro di passione
tra allontanamenti e ritorni fino alla separazione definitiva
nel 1960 tra Mario Mafai e Antonietta Raphaël. La loro
casa-studio in via Cavour affacciata sui Fori divenne alla fine
degli anni Venti cenacolo di pittori, scultori e poeti da cui
poi si sarebbe sviluppata la Scuola Romana.

   
Proprio il Casino dei Principi di Villa Torlonia, accanto
alla sede del museo della corrente che si affermò sulla scena
artistica della capitale tra gli Anni Trenta e la seconda guerra
mondiale, accoglie fino al 2 novembre le oltre cento opere che
accontano la coppia nella mostra “Un’altra forma di amore”,
ideata dal centro studi intitolato ai due artisti e curata da
Valerio Rivosecchi e da Serena De Dominicis. A 60 anni dalla
morte di Mafai e a cinquanta da quella di Raphael è l’occasione
per riflettere sul ruolo giocato dai due protagonisti del
panorama culturale del Novecento e, soprattutto, sul rapporto
travolgente e libero tra due personalità tanto diverse. Pittore
lirico e intimista lui, innamorata della pittura anche lei ma
orientata quasi esclusivamente alla scultura per distaccarsi dal
marito, vissero i primi anni insieme in gravi difficoltà
economiche. ”Continuarono fino alla fine ad aiutarsi e a
litigare – ricorda la prima figlia Miriam -. Lei nelle sue
critiche sapeva essere ingenuamente spietata. Lui preferiva
servirsi dell’ironia. Ma erano capaci, credo, di farsi molto
male”.
Nel 1939, in seguito alle leggi razziali, la famiglia Mafai
lasciò Roma sistemandosi a Genova Quarto. Mario fu poi
richiamato alle armi e mantenne con la moglie un lungo
epistolario, di cui anche la mostra dà conto, in un intreccio
di paura, preoccupazione e ottimismo. Mario Mafai, dunque, venne
considerato un maestro indiscusso e mantenne il suo prestigio
anche nel periodo difficile del dopoguerra. ”Serie pittoriche
come i Fiori secchi, le Demolizioni, le Fantasie rappresentano
fin dalla loro prima apparizione il volto più autentico e
antiretorico della cultura italiana” osservano i curatori.

   
Antonietta Raphaël sviluppò la sua ricerca in solitaria,
ottenendo riconoscimenti solo a partire dagli anni Cinquanta ai
Settanta fino agli studi più recenti
Le sette sezioni della mostra ”raccontano tanto della
storia italiana e romana – ha detto Federica Pirani, direttrice
del Patrimonio artistico delle Ville decisive della
sovrintendenza capitolina -. Il rapporto tra li due artisti è
significativo di tanto altro”. La ricostruzione della loro
storia di amore e arte attraverso la selezione di lettere e foto
da una raccolta di oltre 600 documenti è una delle novità della
esposizione, insieme con la sezione dedicata alla musica –
Antonietta era una pianista, Mario la seguì a orecchio da
autodidatta – e la presenza di molte opere inedite concesse da
istituzioni e collezionisti privati.

   
L’allestimento ruota sull’alternanza delle opere della coppia
riservando ad ognuno singole sale in cui risaltano ora il tono
più intimo fino alla svolta verso l’astratto di Mafai ora le
tonalità più accese e le suggestive sculture in bronzo, gesso e
porfido di Raphaël. La loro era una ”sfida silenziosa” tra la
ricerca di uno stile personale che seguiva strade volutamente
divergenti. ”E’ difficile vivere insieme per due artisti”,
scriveva lei nel 1939. In una lettera di tre anni dopo Mario
Mafai osservava: ”Quando tu mi dici che non puoi amare di più
che il tuo lavoro, io ne potrei essere geloso, ma ti capisco e
allora si è formata un’ altra forma di amore che è piena di
armonia venata di sottili nostalgie, e che ha qualche cosa di
sublime”.

   

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www.ansa.it è stato pubblicato il 2025-05-22 16:46:40 da


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