[ad_1]
Prima della pandemia erano 186 i dipendenti del sito spezzino di Mbda, il consorzio europeo della missilistica con tre sedi in Italia. Saranno 320 alla fine del 2024 secondo le previsioni dell’azienda, che in questi giorni ha aperto il cantiere per inglobare al suo interno l’area ex incubatore della Camera di Commercio acquistata circa due anni fa. Lungo Via Privata Oto sorgeranno due nuovi ingressi con annessi parcheggi, che affrancheranno il polo dal cancello in comune con la vicina ex Oto Melara. Ma soprattutto ci sarà spazio per laboratori in cui lavoreranno molti neoassunti, per la maggior parte giovani laureati.
“Dal 2020 a oggi abbiamo abbassato l’età media da 45 a 41,5 anni. Il 60% dei dipendenti sono laureati, un 30% profili tecnici e il resto operai altamente specializzati. Il 20% sono donne, ma puntiamo ad arrivare al 30%. E abbiamo totalmente azzerato gli interinali”, spiega Giovanni Soccodato, executive group sales & business development director per Mbda e managing director di Mbda Italia. “E’ un momento di crescita per tutto il gruppo, che nel 2023 sfiora i 5mila dipendenti a livello europeo, ha registrato 4,5 miliardi di euro di ricavi e messo a portafoglio ordini per 9.9 miliardi di euro”.
Alla Spezia c’è una delle sedi più piccole delle tante sparse tra Italia (Roma e Napoli), Francia, Germania e Inghilterra, i Paesi che hanno dato vita al consorzio creando un modello che Roberto Cingolani, ad e direttore generale di Leonardo, ha auspicato anche per il nascente comparto europeo degli armamenti terrestri che riguarderà l’ex Oto Melara a seguito dell’accordo firmato con Knds. Al di là delle dimensioni, il polo spezzino ha un alto profilo di competenze ed è la casa storica dei sistemi antinave Teseo e Marte. “Qui c’è una competenza missilistica completa: sviluppo, progettazione e realizzazione. E poi c’è la vicinanza con Leonardo, Fincantieri, la base della Marina Militare, dove i mezzi ricevono interventi di supporto, e il Cssn – ha ricordato Soccodato -. Un ecosistema che ha favorito una serie di competenze che saranno fondamentali nel futuro. E che oggi genera un indotto di circa 15 milioni di euro l’anno”.
In ballo ci sono tra le altre cose le ricadute dello sviluppo del missile antinave pesante Fc/Asw e gli studi per il futuro sistema ipersonico HyDis/Aquila, pensato per il contrasto di quelli russi che stanno martellando l’Ucraina da diverse settimane. Nel sito spezzino si fa molta ricerca, mentre nel vicino centro interforze Cima di Aulla, gestito da personale Mbda, avviene la delicata operazione di “integrazione”: si installano le testate che contengono la carica esplosiva e i carburanti. “Siamo una realtà locale integrata al livello nazionale, lavoriamo a servizio del gruppo operando su un livello di internazionalità che è la salvezza di una realtà piccola come la nostra – spiega Francesco Cernich, direttore delegato dei siti della Spezia e Aulla -. Abbiamo mantenuto negli anni una capability ingegneristica che porta valore all’azienda e con i prossimi sviluppi consolideremo questa caratteristica”.
Non sono solo ingegneri aerospaziali a finire nei laboratori di Mbda, tra realtà aumentata e simulatori. “Cerchiamo elettronici, ingegneri delle telecomunicazioni, meccanici. Ma anche laureati in economia, logistica, finanza e informatici – spiega Cernich -. Collaboriamo storicamente con le università di Pisa e Genova, da tempo con i politecnici di Milano e Torino, agli atenei di Modena e Parma. Abbiamo un rapporto storico con il Cisita. Ci siamo allargati al bacino emiliano e lombardo, ma abbiamo anche persone che hanno scelto di trasferirsi dalla costa adriatica e da Roma per lavora in Mbda. Questo per noi è molto importante, stante la difficoltà a trovare profili adeguati. Abbiamo molta attenzione verso il middle management, che deve raggiungere gli obiettivi e al contempo gestire un team che magari è raddoppiato rispetto al passato”.

“Il tema della risorse umane rischia di diventare un limite alla crescita – avverte Soccodato -. Trovare giovani, formarli per renderli in grado di contribuire alle dinamiche aziendali nel più breve tempo possibile. Negli ultimi cinque anni abbiamo rinfrescato il 50% del personale tra turn over e nuovi assunti. Dobbiamo gestire l’attraction, ovvero attirare nuove risorse; l’induction, ovvero il trasferimento della conoscenza di chi già lavora con noi; infine c’è la sfida della retention, perché oggi ci sono sirene attorno che molto spesso ci portano i giovani”. Servono forti motivazioni per lavorare ore all’interno di un laboratorio classificato per lo sviluppo di software dove non si possono portare smartphone o altri device elettronici per questioni di sicurezza e riservatezza.
D’altra parte si viene ripagati lavorando in un contesto di alto profilo tecnologico e all’interno di un consesso internazionale. “Negli ultimi anni tutte le realtà italiane hanno partecipato a programmi di partecipazione internazionale – sottolinea Soccodato -. Tutti i siti hanno ampliato capacità e competenze, aumentando tecnologie e capacità ingegneristiche. Siamo diventati più resilienti nella gestione di volumi e programmi”. Come quello per il Qatar, che nasce in sinergia con Fincantieri e Leonardo per quanto riguarda le unità navali ma per cui “la componente spezzina di Mbda ha sviluppato anche un sistema di difesa costiero, contro minacce provenienti dal mare, dispiegato in occasione dei Mondiali di calcio”.
!function(f,b,e,v,n,t,s)
{if(f.fbq)return;n=f.fbq=function(){n.callMethod?
n.callMethod.apply(n,arguments):n.queue.push(arguments)};
if(!f._fbq)f._fbq=n;n.push=n;n.loaded=!0;n.version=’2.0′;
n.queue=[];t=b.createElement(e);t.async=!0;
t.src=v;s=b.getElementsByTagName(e)[0];
s.parentNode.insertBefore(t,s)}(window, document,’script’,
‘https://connect.facebook.net/en_US/fbevents.js’);
fbq(‘init’, ‘496806871333601’);
fbq(‘track’, ‘PageView’);
www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-04-05 00:50:40 da

0 Comments