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“Troppi quelli che arrivano dalla Tunisia” spiega il sindacato, che lancia l’allarme: “Gli arrivi continui distolgono gli agenti dal controllo del territorio”
MODENA – Per il sindacato Siulp è uno dei problemi che gravano sull’attività della polizia di Modena. Ogni giorno ragazzi per lo più tunisini, minorenni o sedicenti tali, si presentano davanti alla Questura. In quel momento scatta la procedura prevista: se sono all’apparenza molto giovani vengono subito affidati alle strutture di accoglienza per minori non accompagnati; se invece, come spesso accade, l’età è incerta vengono portati nel giro di poche ore all’ospedale per esami che valutano l’età. Se anche questi non danno esito preciso vengono considerati automaticamente minori. “Tutto questo – denuncia il Siulp – comporta un dispendio di ore e di personale”. L’Emilia Romagna, spiega il sindacato, è la prima regione in Italia per la presenza di tunisini: ne accoglie quasi il 21%. Modena è la prima provincia in regione con circa 5600 presenze regolari. Per il Siulp si tratta di arrivi pianificati, al fine di far giungere a Modena ragazzi tunisini in particolare da una determinata città dello stato nordafricano. Per il Siulp c’è poi un problema di ordine pubblico poiché spesso i minori finiscono per commettere reati come furti e spaccio di droga. La squadra mobile, soltanto nel giugno scorso, ne ha segnalati una ventina nel corso di un’operazione antidroga
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