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Anche in città si tratta di un fenomeno in grande crescita. Per questo Comune, Arcidiocesi e Caritas sottoscrivono un accordo per aiutare i bisognosi. Potenziata l’attività del Centro Papa Francesco di via dei Servi. Così l’accoglienza funziona poco.
MODENA – Aumentano i poveri, persone che non possono nemmeno permettersi un pasto al giorno. E l’Italia fa peggio della media europea con un tasso quasi doppio, siamo nell’ordine del 15%. A Modena Comune, Arcidiocesi e Caritas rafforzano per questo le azioni per contrastare le nuove forme di povertà e fragilità e lo fanno rinnovando la convenzione, dalla validità triennale, per migliorare i servizi socio-assistenziali. Una collaborazione che vedrà come punto di riferimento per il sostegno alle persone il centro Papa Francesco di via dei Servi. Il nuovo accordo prevede un contributo annuale di 50mila euro da parte del Comune per il sostegno delle spese del personale educativo del centro papa Francesco, che si rivolge a senza dimora, persone con redditi minimi che hanno perso la abitazione. Sono una decina le persone ospitate al primo piano della struttura; al secondo piano il centro diurno può accogliere fino a 120 persone con attività laboratoriali e corsi. Sul fronte accoglienza l’Arcivescovo appoggia in pieno le richieste avanzate dal sindaco Muzzarelli al Ministro Piantedosi, che per gli stranieri ha chiesto nuovi progetti di accoglienza basati su diritti e doveri; regole chiare di convivenza e norme per garantire giustizia.
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