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10 ottobre 2023
Aggredirono una coppia di magrebini con una violenza inaudita. Succedeva nel settembre di un anno fa. Questa mattina per due tunisini di 30 e 16 anni è arrivata la condanna a 10 anni di carcere
MODENA – Sono stati condannati con rito abbreviato a dieci anni di carcere i due tunisini di 30 e 16 anni che lo scorso settembre si erano resi protagonisti di un’aggressione in stile arancia meccanica ad una coppia di magrebini che si trovava al Windsor Park di Modena. I due avevano dato prova di una brutalità inaudita, picchiando e ferendo l’uomo, la donna era stata abusata e violentata. Hanno dovuto rispondere di rapina aggravata, violenza sessuale di gruppo e lesioni volontarie. Un’aggressione truce e brutale in un condominio da sempre problematico, che negli anni ha fatto i conti con la difficile integrazione degli stranieri in città. Alle due di notte i due tunisini avevano suonato alla porta di un appartamento dell’ottavo piano, scala H, dove la coppia di magrebini di 28 e 25 anni abitava da poco tempo, dopo essere entrati in dimora prima hanno aggredito i due con calci e pungi poi hanno seviziato l’uomo con un coltello da cucina, poco dopo hanno costretto la donna a spogliarsi e a subire atti sessuali. Un orrore che uno degli assalitori filmò sequenza per sequenza. Nel frattempo i vicini erano riusciti a dare l’allarme e a chiamare la polizia. I due criminali riuscirono a fuggine portandosi via 1400 euro in contanti, le chiavi di dimora e dei vestiti puliti perché quelli sporchi di sangue li avevano lasciati nell’appartamento mentre le due vittime furono ovviamente portate in ospedale, lui con ferite da arma da taglio, fratture al volto e una prognosi di 30 giorni, lei con una frattura delle ossa nasali e diverse contusioni. Nel giro di qualche ora i rapinatori vennero individuati in un casolare abbandonato lungo la Contrada. Le immagini sul telefonino non lasciavano dubbi sulle loro responsabilità. Ora la condanna a 10 anni in primo grado, gli avvocati attendono le motivazioni della sentenza per cui il giudice si è preso 90 giorni di tempo
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