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ANCONA – Avrebbe avvelenato la moglie, aggiungendo nitrito di sodio alle medicine che la donna, malata, prendeva. Il giudice Alberto Pallucchini ha rinviato a giudizio l’ex medico di Fabriano, Vincenzo Profili, 89 anni. L’anziano andrà a processo per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, dal legame di parentela e dalla minorata difesa della vittima. Il dibattimento si aprirà il 24 febbraio. L’udienza preliminare per l’imputato, difeso dagli avvocati Gianni Marasca e Carlo Angelici, c’è stata questa mattina e Profili è voluto essere presente. L’anziano rigetta tutte le accuse e non sa dare una spiegazione a come sia lui che la moglie siano entrati in contatto con il nitrito di sodio, un additivo alimentare che si trova in forma cristallina, tossico e pericoloso se assunto in grandi quantità. La morte della consorte, Daniela Chiorri, risale al 25 maggio del 2023, aveva 81 anni ed era ricoverata da cinque giorni all’ospedale di Fabriano che porta il nome del suocero, Engles Profili (medico partigiano trucidato nel 1944 per la Resistena antifascista), padre del marito sotto accusa. La donna all’epoca era gravemente malata e allettata. Il 20 maggio del 2023 era finita in ospedale, a soccorrerla era stata la badante. Il giorno prima era stato ricoverato il marito, si era sentito male a casa. Entrambi avevano avuto i sintomi di un avvelenamento. Allertati i carabinieri erano andati a casa della coppia, che viveva da sola, sequestrando cibo e bevande fatte poi analizzare. Non erano emerse sostanze velenose.
La moglie dopo 5 giorni era morta, il marito era stato ricoverato per due mesi. La pm Irene Bilotta aveva disposto l’autopsia sul corpo della donna e l’accertamento medico-legale aveva fatto emergere le forti concentrazioni di nitrito di sodio come causa della morte. Stando alla difesa dell’anziano però, che ha fatto fare una perizia medicolegale da un consulente di parte, la tossicità riscontrata nel sangue della vittima era sotto la soglia di attenzione. Una boccetta di quell’additivo era stata trovata in casa da Profili e consegnata poi ai carabinieri durante le indagini. Stando alle accuse ci sarebbe anche un testimone che in casa aveva visto e fotografato la boccetta, nascosta nel mobile del computer, molte settimane prima dei due malori avvertiti dalla coppia. Anche sul pc, poi sequestrato, ci sarebbero ricerche per l’acquisto. L’ipotesi della Procura, tutta da dimostrare, è che Profili abbia somministrato anche a se stesso, con un dosaggio minore, il nitrito, per crearsi un alibi e avere il malore prima della moglie a cui avrebbe lasciato le medicine da prendere con dentro il nitrito in quantità letali. Su tutto questo però manca il movente.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-06-05 18:42:09 da

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