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PIOMBINO. Prima la condanna all’ergastolo, poi l’assoluzione in Appello. Poi di nuovo la condanna all’ergastolo e oggi, martedì 18 febbraio, la pronuncia della Cassazione, che fermerà la giostra giudiziaria sulla quale dal 2016 gira la vita di Fausta Bonino, l’infermiera accusata di aver ucciso 4 pazienti ricoverati nel reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale Villa Marina di Piombino, nel 2015.
L’udienza di fronte alla Suprema corte è cominciata alle 9.30. I giudici della Cassazione dovevano decidere sul ricorso presentato dall’avvocato dell’ex infermiera, Vinicio Nardo, contro la sentenza di appello bis che ha confermato, dopo l’assoluzione, l’ergastolo.
Per Fausta Bonino, quello di martedì 18 febbraio, è stato l’ultimo giorno di libertà. La Cassazione ha confermato l’ergastolo.
Un processo indiziario, nel quale sono mancate prove certe. Lo hanno scritto i giudici della Corte d’assise d’appello di Firenze quando hanno deciso di assolverla. Poi però, dopo che la Cassazione aveva rinviato di nuovo il fascicolo alla Corte d’appello, la sentenza si ribalta di nuovo e l’ex infermiera viene condannata all’ergastolo.
«Hanno cercato un capro espiatorio – ha detto più volte Bonino – l’assassino è ancora libero».
L’avvocato della donna ha messo in fila tutta una serie di vizi di motivazione rilevati nella sentenza d’Appello bis. Come quelli sulla quantità di eparina che sarebbe stata somministrata ai pazienti poi deceduti. Quantità che non viene rilevata: quello su cui si soffermano i giudici è la modalità della somministrazione. Non esiste quindi una prova certa che Bonino abbia somministrato l’eparina, né quanta, né come.
Il sostituto procuratore chiede l’ergastolo
Confermare la condanna all’ergastolo per Fausta Bonino, l’ex infermiera dell’ospedale di Piombino condannata per la morte di 4 pazienti. È la richiesta del sostituto procuratore generale della Cassazione, Antonio Balsamo, nella sua requisitoria davanti ai supremi giudici della quinta sezione penale.
Il pg ha chiesto il rigetto del ricorso presentato dalla difesa dell’ex infermiera. Il reparto dell’ospedale di Piombino, ha sottolineato «non consentiva l’ingresso incontrollato. Non c’è traccia di altre persone nel reparto in occasione dei 4 decessi», ha sottolineato. La sentenza della Cassazione è attesa in serata.
Dieci anni fa le morti dei pazienti
Fausta Bonino, quando fu arrestata il 30 marzo 2016, aveva 56 anni, con l’accusa di aver procurato la morte di 14 pazienti, ai quali, nel 2015, avrebbe somministrato dosi troppo alte di eparina, il farmaco che serve a rendere fluido il sangue, utilizzato dopo gli interventi chirurgici e non solo.
Il tribunale di Livorno la condanna nell’aprile 2019 all’ergastolo. All’ex infermiera di Villa Marina vengono attribuite quattro delle 14 morti contestate nel capo d’imputazione. I giudici della Corte d’appello ribaltano la sentenza e nel gennaio 2022 la sentenza di primo grado viene annullata. L’ex infermiera viene assolta.
La procura ricorre alla Suprema corte e nel 2023 la Cassazione annulla la decisione di secondo grado e rimanda le carte a Firenze. Si celebra il processo di appello bis e Fausta Bonino viene di nuovo condannata all’ergastolo. Oggi, martedì 18 febbraio, di fronte alla donna si possono aprire due strade diverse. Quella verso il carcere o quella verso Firenze, per un terzo processo d’appello.
www.maremmaoggi.net è stato pubblicato il 2025-02-18 20:01:10 da Francesca Gori


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