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ANCONA – Senza il parere del medico non può essere attuato l’isolamento in carcere. Matteo Concetti quel parere positivo lo avrebbe avuto dal medico del carcere che avrebbe analizzato tutta la sua documentazione prima di dare l’ok. È quanto trapela sul caso del 25enne fermano, trovato impiccato venerdì pomeriggio, al bagno della cella di isolamento dove era finito dopo l’aggressione ad una guardia. Il detenuto si trovava in isolamento da un giorno, dal 4 gennaio. Un provvedimento cautelare disciplinare. Da tre anni aveva anche una amministratrice di sostegno che gli aveva nominato il tribunale di Rieti a seguito anche di una consulenza medico-legale che aveva diagnosticato al giovane di soffrire di bipolarismo. Proprio questo parere medico era stato depositato dal suo avvocato, Cinzia Casciani, che lo seguiva per le pene cumulative che doveva scontare, al tribunale di Sorveglianza di Ancona che doveva decidere sulla revoca della detenzione domiciliare (che aveva prima di rifinire in carcere per aver violato un orario di rientro a casa mentre era in affidamento in prova), spiegando che il suo assistito era incompatibile con il carcere.
Il tribunale ha respinto la richiesta del legale. Il detenuto è arrivato ad Ancona a novembre, dopo essere stato trasferito dal carcere di Fermo dove si trovava da settembre, per scontare un cumulo di pene diventate definitive, per relati contro il patrimonio. Un trasferimento effettuato per un problema di sovraffollamento. Ad agosto avrebbe finito di scontare le pene. La famiglia si è affidata all’avvocato Giacomo Curzi per essere tutelata. Alla madre il figlio, con cui era stata a colloquio poche ore prima, aveva detto di non reggere l’isolamento e che se lo rimandavano lí si sarebbe ucciso.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-01-09 09:41:14 da

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