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ANCONA – Matteo Concetti poteva o no poteva stare in una cella d’isolamento con la patologia psichiatrica (era bipolare) che gli era stata diagnosticata anche da un perito del tribunale di Rieti? E’ il nodo da sciogliere sull’inchiesta che la Procura dorica ha aperto sul caso del 25enne fermano trovato impiccato in cella, lo scorso 5 gennaio, a Montacuto. Da tre anni il giovane aveva una amministratrice di sostegno che gli era stata nominata proprio per la sua patologia. Sarà motivo di accertamento il nullaosta sanitario che il medico del carcere avrebbe rilasciato prima che il giovane finisse in isolamento, il 4 gennaio (di fatto Matteo è stato in isolamento un giorno). Ogni detenuto, per cui viene disposto il trasferimento in una cella di isolamento, viene prima passato al vaglio del medico in turno (ce n’è sempre uno reperibile) che concede o meno il nullaosta. Fino a questa mattina non era arrivata ancora nessuna documentazione relativa al carcere in Procura, sul tavolo del pubblico ministero Marco Pucilli che indaga contro ignoti per istigazione al suicidio.
E’ confermata per venerdi l’autopsia sulla salma del giovane che si terrà all’obitorio dell’Inrca e sarà effettuata dal medico legale Raffaele Giorgetti. I quesiti chiesti dal pm sull’esame autoptico sono le cause della morte, se compatibili con l’impiccagione, se il giovane avesse assunto farmaci o altre sostanze e se ci sono segni di violenza sul copro. L’esame è fissato per le 9 e prima ci sarà il riconoscimento della salma da parte della mamma. La famiglia della vittima, rappresentata dall’avvocato Giacomo Curzi, ha nominato un medico legale di parte, Andrea Mancini, che parteciperà all’autopsia.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-01-10 20:06:27 da

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