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Svolta nel giallo del 30enne tunisino trovato cadavere domenica scorsa. La procura ha indagato sei militari: uno è accusato di morte come conseguenza di altro reato, gli altri per lesioni. Un atto dovuto dopo la denuncia del fratello della vittima
MODENA – Clamorosa svolta nelle indagini per la morte di Taissir Sakka, il 30enne tunisino trovato cadavere domenica mattina nel parcheggio del cinema Filmstudio 7b in via dell’Abate, vicino alla stazione dei treni. Per quei fatti ci sono infatti sei carabinieri del nucleo Radiomobile indagati. Cinque dovranno rispondere di lesioni ai danni del fratello della vittima, Mohamed, che ha sporto denuncia, mentre il sesto indagato dovrà rispondere di morte come conseguenza di altro reato. Come detto è stato proprio il fratello della vittima ad indicare i militari in pattuglia quella notte come responsabili del decesso del 30enne, da qui l’apertura delle indagini. Sarà ora l’autopsia a chiarire quanto è accaduto in questa vicenda dai contorni poco chiari. Ricordiamo che l’uomo è stato trovato con una profonda ferita alla testa e che poche ore dopo i carabinieri, in un comunicato, avevano parlato di caduta accidentale. Una versione che non aveva mai convinto parenti e amici della vittima. Una vicenda che era iniziata sabato sera quando Taissir e Mohamed erano rimasti coinvolti in una violenta lite fuori dal circolo Arci di Ravarino. Ad affrontarsi un gruppo di ragazzi residenti in zona e che frequentano il bar e due fratelli tunisini. Una lite che aveva richiesto l’intervento dei Carabinieri che avevano controllato Taissir e lo avevano accompagnato in caserma, in stato di ebbrezza, dove il ragazzo è rimasto circa 40 minuti. Da quel momento alla mattina dopo non si sa più nulla se non che il 30enne verrà trovato morto dal vicepresidente del dopolavoro ferroviario alle 7 di domenica 15 ottobre. Tre militari sono difesi dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Roberto Ricco, mentre gli altri tre sono difesi d’ufficio da Lorenzo Bergami. “Dispiace per la morte del giovane Taissir” – ha commentato l’avvocato Zaccaria. “Allo stesso tempo preme sottolineare l’innocenza dei miei assistiti i quali hanno agito nella massima trasparenza e correttezza come confidiamo verrà dimostrato. Massima fiducia nella giustizia”.
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