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Non solo turismo balneare. Anche i dati relativi all’entroterra riminese sono interessanti. Nel 2023 si sono registrati 83.613 arrivi e una somma complessiva di pernottamenti superiore a 196 mila. Nel 2022 gli arrivi erano stati 78 mila e i pernottamenti 187 mila. I numeri sono molto cambiati se si va a prendere in esame il 2000 quando gli arrivi erano stati appena 13 mila e i pernottamenti 45 mila. Segnale che c’è un incremento dell’interesse anche per le attività e le proposte dell’entroterra, spesso spinto da eventi come sagre e fiere. A commentare il dato è il sindaco Jamil Sadegholvaad, nel ruolo di presidente della Provincia di Rimini. “Interessante focalizzare l’attenzione sui dati turistici 2023 in relazione ai Comuni che non fanno parte della linea costiera, da Cattolica a Bellaria. Come si può vedere, i numeri riportano una crescita complessiva del 4,6 % nei pernottamenti rispetto al 2022, ancora più evidente se li si confronta con l’ultimo anno pre pandemico, il 2019, nei confronti del quale il salto in avanti sfiora il 20 %”.
La soglia psicologica delle 200 mila presenze è a un passo e, guardandosi indietro a inizio millennio, salta agli occhi la crescita dell’accoglienza turistica nei paesi della cintura mediana, della Valconca e della Valmarecchia pur con un ‘asterisco statistico’ da segnalare: sino al 2010 il territorio riminese non comprendeva i 7 (ora 9) Comuni, precedentemente nella Provincia di Pesaro Urbino. “In ogni caso la crescita c’è stata e, dopo la pandemia, è chiaramente trainata dal fenomeno delle cosiddette ‘residenze turistiche diffuse’, gli Airbnb e piattaforme analoghe per intenderci, la cui presenza è in sensibile crescita nei paesi dell’entroterra – spiega Sadegholvaad -. Il dato però su cui riflettere è però anche un altro: dal punto di vista del ‘peso’ complessivo di arrivi e pernottamenti sul totale della provincia il numero, pur in lieve crescita, continua ad attestarsi su percentuali che viaggiano dal 2 al 2,3 %. Chiaro: nessuno pensa, anzi vuole, che le aree interne diventino la costa perché la forza di qui luoghi è proprio il differente contesto naturale e storico. Ma credo vi siano le condizioni per provare, nei prossimi 5 anni, a incrementare quei numeri agendo sulla promozione (devo dire che APT e Visit Romagna su questo stiano facendo un ottimo lavoro, operando su segmenti di mercato in forte espansione, a partire dal bike), sulla valorizzazione del patrimonio storico, artistico, naturale, sugli eventi (cercando anche una migliore sinergia nei calendari perché capita che alcune iniziative si sovrappongano), sugli accordi con i grandi attrattori della costa (Ieg e Palazzi dei Congressi), sui collegamenti e su una riflessione più analitica e laica circa il fenomeno degli Airbnb, esploso spontaneamente senza che ancora il tessuto politico ed economico lo abbia ancora bene afferrato nelle sue reali criticità e potenzialità”.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2024-02-06 18:23:28 da

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