“Nonostante le modifiche in Commissione, per i cittadini sarà sempr…

“Nonostante le modifiche in Commissione, per i cittadini sarà sempr…


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“Nonostante le modifiche in Commissione, per i cittadini sarà sempr…

4′ di lettura
07/11/2023
– La Commissione ha finito di revisionare la nuova legge urbanistica regionale, che contiene anche le modifiche al cosiddetto Piano casa. Cambiamenti fortemente criticati dal Vicepresidente del Consiglio Regionale Andrea Biancani e dalla Consigliera Vitri(PD).

“Come avevamo preannunciato si tratta di norme che complicheranno la vita dei cittadini e saranno quasi del tutto inapplicabili. La legge approvata dalla Giunta regionale era piena di complicazioni burocratiche, la Commissione aveva annunciato che avrebbe stravolto il testo per semplificarlo e combattere il consumo di suolo, ma il testo non mantiene nessuna di queste promesse”.

“I cittadini, i tecnici e le imprese chiedono semplificazione e invece si complicherà uno degli iter autorizzativi più semplici che esistono. La Regione con le nuove norme renderà difficile intervenire sulle abitazioni anche nelle zone della città senza particolare valore storico o vincoli di sorta. La precedente norma, a livello di autorizzazioni, prevedeva solo l’approvazione tecnica del progetto, da parte dell’ufficio comunale competente. Una procedura semplice, che negli anni ha permesso a tante famiglie di riqualificare la propria casa, aumentandone comodità e servizi, e che ha generato molto lavoro per i tecnici, le imprese e per il vasto indotto dell’edilizia (rivenditori di materiali e arredi, professionisti, impiantisti ecc..)”.

“Con la nuova normativa, la Regione, nonostante le modifiche apportate dalla Commissione, renderà tutto più complicato. Le modifiche più significative sono la riduzione dell’ampliamento massimo, che passa dal 40% al 20%, l’allungamento delle procedure di approvazione, l’aumento dei vincoli e dei pareri richiesti.

Il progetto, infatti, oltre al parere dei tecnici del Comune, dovrà essere votato dal Consiglio Comunale, che dovrà riconoscerne addirittura l’interesse pubblico. Un Iter molto simile alle varianti urbanistiche. Inoltre, ogni Comune dovrà istituire una Commissione Paesaggio, la quale dovrà dare un parere vincolante se l’ampliamento è superiore al 10% del volume esistente o comunque a 100 metri cubi (circa 30mq). Gli interventi dovranno garantire l’abbattimento di tutte le barriere architettoniche e un efficientamento energetico complessivo sull’intero edificio di almeno il 20%. Inoltre, la norma molto probabilmente non sarà applicabile dal primo gennaio, ma richiederà tempi lunghi, in quanto gli interventi previsti saranno applicabili solo dopo un accordo tra Regione e Ministero dei Beni Culturali. Infine, ogni Comune dovrà decidere se voler recepire le nuove norme o meno. In pratica voteremo una legge senza sapere se e quando diverrà realmente esecutiva”.

“Un problema che riguarda anche altre parti della legge e non solo il Piano Casa. Infatti, tutta la norma rimanda all’approvazione del Piano Paesistico e del Piano Territoriale regionali e poi dei Piano Urbanistici Generali (PUG) dei singoli Comuni. Per arrivare ad approvare i PUG servirà un iter lunghissimo. Per prima cosa ci sono 24 mesi nei quali la Regione deve elaborare i suoi due Piani, poi ogni provincia dovrà redigere un Piano Territoriale di Coordinamento basato sui quelli regionali. Quando i piani provinciali saranno approvati, allora i Comuni avranno 24 mesi per elaborare e far approvare dalla Regione il proprio Piano Urbanistico Generale. Tra l’altro con questo iter la Regione si attribuisce il potere di dire l’ultima parola sulla pianificazione delle città, togliendola ai Comuni, venendo così meno il principio di sussidiarietà che aveva fatto sì che competesse alla Amministrazioni comunali, più vicine alle realtà locali e alle persone, pianificare lo sviluppo del proprio territorio.”

“La Regione Marche non ha neppure previsto in questa legga risorse realmente sufficienti per elaborare i due piani regionali né, tantomeno, fondi per aiutare le Provincie e soprattutto i Comuni a elaborare i propri. Senza fondi regionali, tutti i Comuni, sia grandi che piccoli, saranno in grosse difficoltà nel redigere dei piani così importanti e complessi, non avendo né personale interno sufficiente né risorse per professionisti esterni. Prevedo che questa normativa, stando così le cose, subirà continui rinvii e per molti anni potrebbe perdurare una fase di incertezza e continue deroghe per cui potremmo anche non vedere mai applicata gran parte della legge”.

“Non c’è nessun intervento sostanziale nemmeno contro il consumo di suolo, visto che non è stata prevista nessuna norma che lo limiti in alcun modo. Tutte le previsioni dei piani regolatori vigenti restano valide, così come le possibili varianti non sostanziali. Pertanto, fino all’approvazione dei PUG non ci sarà nessuna norma che limiti in alcun modo il consumo di suolo più di quanto non sia già previsto dai singoli Comuni nei propri Piani regolatori”.

“La Regione – concludono Biancani e Vitri – aveva promesso procedure rapide e lotta al consumo di suolo, annunci che non corrispondono alla realtà: complicherà le procedure fino a rendere quasi impossibili gli interventi, voterà una legge che resterà per anni inapplicabile e non pone nuovi limiti al consumo di suolo. Una legge che rischia di danneggiare i cittadini, i professionisti, le imprese e il vasto indotto dell’edilizia, indebolendo l’economia marchigiana. In vista del voto in Aula, grazie al lavoro dei Consiglieri della Terza Commissione Casini e Cesetti (PD), proveremo a presentare degli emendamenti per rendere la norma meno complicata, più vicina alle esigenze di cittadini e imprese e in grado di ridurre realmente il consumo di suolo”.

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www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2023-11-07 16:31:43 da


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